Dara Birnbaum

  • opere
  • lavoro
  • biografia
  • bibliografia
  • mostre
    • Will-O’-The-Wisp (Fuoco fatuo),

      Will-O’-The-Wisp (Fuoco fatuo),

      1985

      installazione video, colore, sonoro, legno, pittura acrilica, fotografie in bianco e nero

      dimensioni determinate dall’ambiente

      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

      Elargizione Zerynthia Associazione per l’Arte Contemporanea, 1992

  • Dara Birnbaum lavora con il video dalla fine degli anni Settanta. In una prima fase della sua attività ha tratto il proprio materiale espressivo dalla produzione televisiva, dalle soap opera agli spot pubblicitari. La televisione infatti, in quanto medium più diffuso, è il principale veicolo della cultura di massa e Birnbaum interviene sui contenuti di questa cultura per svelarne i risvolti ideologici spesso nascosti. L’azione dell’artista consiste nella frammentazione della sequenza televisiva e nella ripetizione di alcuni momenti particolarmente significativi.
    Dall’inizio degli anni Ottanta il suo lavoro si articola come installazione multimediale e ambientale. In Will-O’-The-Wisp (Fuoco fatuo), 1985, tre monitor sono disposti al centro di un grande pannello che riporta, fotografata, l’immagine di un volto femminile su uno sfondo di fronde di alberi. Questa stessa immagine ricorre nel video, dove una voce sussurra di un perduto amore e si alterna a paesaggi e scene di bambini che giocano in una strada cittadina. La figura femminile è l’equivalente del personaggio di Margherita, la protagonista della leggenda di Faust. Secondo l’artista, Margherita è una figura archetipica del rapporto uomo-donna, così come la cultura occidentale l’ha determinato. Con il ricorso a immagini contemporanee Birnbaum intende attualizzare il mito letterario e focalizzare la donna nel suo ruolo di sottomissione, legandola al processo storico e culturale che l’ha prodotta.

    [G.V.]

    • Arte & Arte

      Arte & Arte

      A cura di Ida Gianelli Come rendere conto del carattere molteplice e plurale proprio dell’arte, spazio e tempo della disponibilità e dell’interrogazione? E, parallelamente, come sintonizzare il museo su questa convivenza tra le contraddizioni, come interpretare la necessità per il…