Fausto Melotti

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    • Vento nel capanno

      Vento nel capanno

      1979
      ottone
      77 x 47 x 40 cm
      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
      Deposito a lungo termine– Fondazione Marco Rivetti, 1996

    • Confronto

      Confronto

      1972
      acciaio
      290 x 200 x 63 cm
      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
      Elargizione, Cristina e Marta Melotti, 1991

    • La pioggia

      La pioggia

      1966-72
      ottone
      180 x 150 x 60 cm
      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
      Deposito a lungo termine – Fondazione Marco Rivetti, 1996

    • Scultura n. 24

      Scultura n. 24

      1968 (1935 prima versione)
      gesso, metallo
      90 x 90 cm
      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
      Deposito a lungo termine – Fondazione Marco Rivetti, 1996

  • Laureato in ingegneria e appassionato di musica, Fausto Melotti espone negli anni Trenta presso la Galleria del Milione a Milano, allora centro di irradiamento dell’astrazione italiana. In luogo dei più tradizionali e aulici marmo e bronzo, le opere di Melotti di questo periodo sono sculture in gesso quasi bidimensionali, o bassorilievi costruiti su una scansione armonica di pieni e di vuoti. Appartiene a questo periodo Scultura n. 24, in cui figure lineari si staccano dal fondo e prendono la forma di un delicato arabesco.
    Dal 1959, seguendo il filo liberatorio del suo raccontare, Melotti adotta metalli quali ottone, acciaio e rame per realizzare costruzioni tridimensionali aeree e filiformi. Esempio della liricità dell’artista è la scultura La pioggia, caratterizzata da un movimento a contrappunto che ricorda la caduta delle gocce d’acqua e il conseguente librarsi di schizzi. L’artista tratta la scultura come una partitura visiva, l’equivalente di una frase musicale costruita sulle regole del contrappunto. Le sculture in metallo si prestano al meglio, per la specificità del materiale, a questo trattamento, come vediamo nel caso di Confronto. Quasi senza corpo, la scultura è costituita da linee, elementi filiformi e vibratili posti tra loro in relazioni dinamiche. Il «confronto» si opera tra le diverse direzioni che assumono visivamente le tre linee in acciaio di cui l’opera è composta.

  • Fausto Melotti, l’acrobata invisibile, Padiglione d’Arte Contemporanea – Mazzotta, Milano, 1987.

    Fausto Melotti, Palazzo Fortuny, Venezia – Electa, Milano, 1990.

    Fausto Melotti. Catalogo generale, a cura di G. Celant, Electa, Milano, 1994.

    Melotti, IVAM Centre Julio Gonzáles, Valencia, 1994.

    Fausto Melotti, Teatrini 1931-1985, Galleria dello Scudo, Verona, 1997

    .Fausto Melotti. L’art du contrepoint, Musée Picasso, Antibes – Continents Editions, Milano, 2002.

    • Arte Povera International

      Arte Povera International

      a cura di Germano Celant e Beatrice Merz A partire da sabato 8 ottobre 2011 il Castello di Rivoli presenta il proprio contributo all’ambizioso progetto curatoriale di Germano Celant Arte povera 2011. La sezione al Castello di Rivoli, Arte Povera International, è…

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