Giacomo Balla

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      Feu d’artifice

      1917 Azione astratta di luce e colori su musica di Igor Stravinskij per i balletti russi di Sergej Djagilev, Teatro Costanzi, Roma, 1917. Ricostruzione in scala di Elio Marchegiani nel 1997 dai progetti autografi di Balla; esecuzione tecnica di Mariano Boggia e Luisa Mensi; circuito elettronico, luci e sonoro di Massimo Iovine; coordinatore, Maurizio Fagiolo dell’Arco  550 x 900 x 800 cm Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, 1997

  • Il 30 aprile 1917, al Teatro Costanzi di Roma, viene presentato Feu d’artifice (Fuoco d’artificio), spettacolo ideato da Giacomo Balla durante gli anni di adesione al Futurismo. Sulle note di Igor Stravinskij e con regia di Sergej Djagilev per pochi minuti Balla presenta uno scenario plastico che vede protagonisti solidi geometrici la cui struttura lignea è ricoperta di stoffe dipinte e colorate. Si tratta di forme piramidali e di parallelepipedi appuntiti, nel cui interno Balla pone luci elettriche, ritmicamente azionate con inediti effetti di movimento e vitalità. I colori violetto e bianco vengono posti a sinistra dello scenario, rosso, blu e giallo al centro, mentre il verde è a destra. L’artista spiega che gli elementi rappresentano «gli stati d’animo dei fuochi artificiali» che la musica di Stravinskij gli aveva suggerito. Questo teatro di forme dall’architettura alogica, animato da continui giochi di luce, manifesta ampiamente il desiderio formulato nel 1915 da Balla insieme a Fortunato Depero nel manifesto Ricostruzione futurista dell’universo di liberare l’arte nella vita, esaltando l’istinto ludico dell’uomo. Lo spettacolo dura soltanto tre minuti, in accordo con i principi di un teatro nato dall’intuizione e capace in pochi istanti di condensare molteplici situazioni e idee, come proclamato dal teorico del movimento futurista, Filippo Tommaso Marinetti, nel manifesto Il Teatro Futurista Sintetico, 1915. Secondo Marinetti il teatro futurista doveva infatti essere «Atecnico, Dinamico, e Simultaneo» e «Autonomo, Alogico, Irreale».
    Gli elementi che compongono la scena di Feu d’artifice sono stati ricostruiti al Castello di Rivoli in occasione della mostra Sipario, organizzata nel 1997 e dedicata allo stretto rapporto fra teatro e arti visive. Al Museo Teatrale alla Scala di Milano sono conservati più di venti fogli contenenti i progetti di ciascun elemento dello scenario. Balla realizzò anche un autoritratto, ormai perduto, sul cui sfondo erano riportate alcune delle forme di Feu d’artifice.

    [M.B.]

  • Artisti scenografi italiani 1915-1930, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, 1981.

    Giovanni Lista, Balla, Galleria Fonte d’Abisso, Modena, 1982.

    Futurismo & Futurismi, Palazzo Grassi, Venezia / Bompiani, Milano, 1986.

    Futurismo 1909-1916, Museo Picasso, Barcelona, 1996.

    Casa Balla: un pittore e le sue figlie tra futurismo e natura
    , Marsilio, Venezia, 1997.

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