Margherita Manzelli

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    • Niente pianti in pubblico – antibiotici

      Niente pianti in pubblico – antibiotici

      1998
      olio su tela
      90 x 212 cm
      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
      Donazione, Andrea Zegna, 2002

  • Una figura femminile è ritratta distesa: il corpo è irrigidito in uno sforzo estremo che culmina nella posa dei piedi accavallati l’uno sull’altro, secondo un’iconografia che ricorda quella della crocifissione. La donna dipinta da Margherita Manzelli è solo parzialmente vestita. Supina su una superficie a fiori apparentemente esente dalle leggi prospettiche, è quasi messa in mostra, esposta agli sguardi voraci del pubblico. Intenzionalmente, la figura femminile nasconde le proprie braccia e mani, quasi si trattasse di dettagli capaci di rivelare storie private. Il corpo della donna, magro e lievemente livido, tradisce comunque una volontà fiera, il cui carattere è leggibile soprattutto nell’espressione del viso. Il volto è, infatti, definito da grandi occhi indagatori e da un indecifrabile sorriso arcaico che, rivolto a noi spettatori, riesce a farci sentire ospiti invadenti. L’ambiguità della situazione che l’opera mette in atto è sottolineata dal titolo Niente pianti in pubblico – antibiotici, 1998, dove l’allusione alla malattia, sia essa fisica o psicologica, è data senza dettagli capaci di soddisfare alcuna curiosità.
    Lo sfondo nero che caratterizza il dipinto manifesta l’appartenenza della figura alla sfera delle immagini mentali. Secondo le dichiarazioni di Manzelli, i suoi quadri – che ritraggono quasi esclusivamente figure isolate di giovani donne – non nascono da intenzioni ritrattistiche, e non si basano su fotografie o sull’impiego di modelle. Si tratta invece di figure che abitano l’immaginario dell’artista, personaggi resi vivi dalla tensione psicologica, permettendo loro di emergere dalle pieghe dell’inconscio. Giovani ma prematuramente invecchiate, le donne dipinte da sono possibili alter ego dell’artista, figure talvolta fragili, capaci però di asserire con forza la propria presenza. Insieme alle azioni performative, talvolta eseguite dall’artista in occasione delle inaugurazioni delle proprie mostre, i quadri di Manzelli sono dichiarazioni esistenziali, momenti specifici di un lungo e continuo percorso introspettivo.

    [M.B.]

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