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Senza titolo (Massimo)
2003
stampa fotografica a colori montata su lastra Dibond
100 x 150 cm
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino
Deposito permanente
Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea, 2003
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Senza titolo (struzzi)
2003
stampa fotografica a colori montata su lastra Dibond
122 x 158 cm
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino
Deposito permanente
Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea, 2003
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Senza titolo (Alicudi vista da sottacqua)
2003
stampa fotografica a colori montata su lastra Dibond
125 x 187 cm
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino
Deposito permanente
Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea, 2003
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Senza titolo (asino)
2003
stampa fotografica a colori montata su lastra Dibond
180 x 224 cm
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino
Deposito permanente
Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea, 2003
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Una forte tensione verso il limite estremo è una possibile definizione dell’impeto che anima il lavoro di Paola Pivi. Per l’artista, l’opera è l’espressione di una forma di realtà liberata alla sua massima potenza espressiva. Tale fenomenologia dell’eccesso è dispiegata in opere concise come secche affermazioni: un camion girato su un fianco, un aereo da caccia capovolto, un muro di pura luce, cento persone di nazionalità cinese riunite a formare un cubo, due zebre tra la neve degli Appennini o ancora la fotografia di un’isola grande quanto l’isola stessa. Nella mente dell’artista l’opera nasce come idea già compiuta e, con tenacia instancabile, Pivi dispone ogni volta le condizioni per arrivare a rendere tangibile l’immagine di partenza. Apparentemente difformi, i suoi lavori nascono da una coerente propensione a disporre gli elementi del reale in relazioni assurde e stranianti, accettando di incorrere in situazioni difficili e talvolta controverse. Sempre presente, la componente performativa assume così caratteristiche ludiche, quasi che l’artista giocasse con il mondo, rivendicando tale prerogativa quale proprio diritto inalienabile.
Proprio come se fossero momenti diversi di una stessa performance, le cinque fotografie in collezione presentano situazioni ambientate ad Alicudi, la piccola isola a nord della Sicilia nella quale l’artista ha vissuto per un periodo. Uno struzzo in riva al mare, due struzzi in barca e un asino in barca da solo: immagini incoerenti, ma frutto di una realtà vissuta e non artefatta. Analogamente si spiegano anche il profilo dell’isola intravisto da sott’acqua e la mole del gallerista che rivela inaspettate capacità natatorie. Evitando la finzione, Pivi sottolinea la necessità che anima la propria ricerca, il fatto che l’opera, quando realizzata, possa essere solo così e non altrimenti.[M.B.]
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Una stanza tutta per sé
a cura di Marcella Beccaria Ispirandosi all’omonimo saggio di Virginia Woolf (1929), la mostra Una stanza tutta per sé è una riflessione sul valore positivo della solitudine e sulla sua importanza in ambito creativo. Immergendo gli spettatori in ambienti capaci…
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Paola Pivi. Un progetto per il castello
A cura di Marcella Beccaria Per Paola Pivi (Milano, 1971) l’opera d’arte è l’espressione di una forma di realtà liberata alla sua massima potenza espressiva. Ciascuna opera dell’artista, che lavora con materiali sempre diversi, rappresenta una diversa forma di…
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