Sol Lewitt

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    • Panels and Tower with Colours and Scribbles (Pannelli e torre con colori e scarabocchi)

      Panels and Tower with Colours and Scribbles (Pannelli e torre con colori e scarabocchi)

      1992

      pittura ad acqua, grafite su pareti e su struttura in legno

      scultura, 490 x 247 x 111 cm; 7 disegni su muro, 447 x 276 cm ciascuno

      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea

      Donazione dell’artista, 1993

       

  • Sol LeWitt si dedica alla scultura dal 1962 e dal 1964 ha realizzato strutture modulari centrate sulla figura geometrica del cubo. Esso diventa elemento basilare di una serie virtualmente infinita di combinazioni, dove la forma tridimensionale viene delineata dalle sbarre che ne delimitano il volume vuoto, ciò consente di attivare la percezione sulle regole strutturali con le quali esso è costruito. Le combinazioni sono determinate da una logica arbitraria, mentre le loro regole, una volta poste, sono rigorosamente rispettate. Nel 1967 LeWitt stilava i Paragraphs on Conceptual Art (Paragrafi sull’Arte Concettuale), uno dei testi di fondazione dell’Arte Concettuale, di cui l’artista è uno dei protagonisti. Secondo il suo pensiero l’atto qualificante dell’artisticità è l’idea e la fase progettuale dell’opera, mentre l’esecuzione viene delegata ad altri. Dalla fine degli anni Sessanta ha creato i suoi Wall Drawings (Disegni a muro), disegni amplificati a dimensione di ambiente. In essi elementi semplici (come linee orizzontali, verticali, diagonali, curve) vengono delineati sul muro e resi complessi dalle combinazioni a cui sono sottoposti. È intervenuto sull’ambiente anche con la pittura, il colore, la scultura..
    L’installazione al Castello di Rivoli è composta da una scultura a pianta eptagonale e da un Wall Drawing, pensati appositamente per la sala nella quale sono esposti. Sulle pareti grandi forme rettangolari dipinte con stesure monocrome di diverso colore, inquadrate da una banda nera e recanti in superficie un fitto groviglio di segni a grafite. Il numero degli interventi pittorici, sette, è suggerito dalle porzioni disponibili di superficie muraria. Ciascun elemento dipinto sul muro si rispecchia nel suo «doppio», nella corrispettiva faccia del solido geometrico che si staglia al centro della sala. Lo spettatore è invitato a circolare intorno alla scultura, a prendere atto delle diverse cromie e della regola combinatoria che le ha generate. La percezione del colore è messa alla prova dalle interferenze che le stesure subiscono per i segni grafici tracciati e per la luce che caratterizza l’ambiente. Tutti gli elementi del linguaggio pittorico vengono così attivati in una relazione reciproca.

    [G.V.]

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