Ulay

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    • There is a Criminal Touch to Art

      There is a Criminal Touch to Art

       1976

      Fotogrammi dalla serie “Berlin action” 

      stampe in bianco e nero 

      17 elementi , 52 x 72 cm ciascuno; 1 elemento, 54 x 72 cm

      Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2013

    • There is a Criminal Touch to Art

      There is a Criminal Touch to Art

       1976

      Azione in 14 sequenza predeterminate 

      film 16 mm trasferito su dvd, bianco e nero, sonoro, 25’ 30” 

      Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, 2013

       

       

       

    • There is a Criminal Touch to Art

      There is a Criminal Touch to Art

      1976
      17 elementi, 52 x 72 cm ciascuno; 1 elemento, 54 x 72 cm
      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
      Deposito permanente
      Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea

    • There is a criminal touch to art

      There is a criminal touch to art

      1976
      film 16 mm trasferito su dvd, bianco e nero, sonoro
      25’ 30”
      Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
      Deposito permanente
      Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea

  • Conosciuto per le performance e le opere eseguite con Marina Abramović, a lungo compagna di vita e lavoro, Ulay, pseudonimo di Frank Uwe Laysiepen, compie i primi passi nella scena artistica tedesca tra il 1968 e il 1976 realizzando principalmente fotografie. Spesso si tratta di Polaroid, immagini in cui indaga il legame tra corpo e identità in maniera quasi performativa e che lo porteranno ad un successivo avvicineranno alla realizzazione di azioni vere e proprie. There is a Criminal Touch to Art, è la documentazione di una performance avvenuta a Berlino nel 1976 e ripresa da Abramović con una videocamera 16 mm. L’azione prevede il furto da parte di Ulay, dell’opera The Poor Poet, di Carl Spitzweg, pittore ammirato da Hitler, dalle sale della Neue Nationalgalerie, e la sua successiva consegna in un appartamento di immigrati turchi dove verrà esposta in salotto. Predeterminata in 14 atti, che vanno dall’esposizione di una copia/manifesto davanti all’Accademia di Belle Arti, all’avvicinamento in macchina, fino al furto e alla fuga, l’azione ha un forte valore politico. Attraverso il trafugamento di una delle opere più amate dal popolo tedesco, l’artista cerca infatti di portare all’attenzione le difficoltà delle famiglie degli immigrati in una Germania che ancora fatica a uscire dai postumi del nazismo. Se da un lato questo “atto dimostrativo”, consente a Ulay di guadagnare l’attenzione della stampa, dall’altro gli fornisce la possibilità di indagare sulla tendenziosità dei sistemi comunicativi, attraverso l’analisi dei titoli dei giornali che riportano il furto.