Crowdfunding per il restauro del Salotto Cinese

Conserva il tuo cinese

(nel senso del salotto)

Crowdfunding per il restauro del Salotto Cinese del Castello di Rivoli

 

Caro visitatore,

il Castello di Rivoli è un edificio complesso e delicato. Una delle cifre caratteristiche del Museo è proprio la preziosa possibilità di dialogo serrato tra le opere d’arte contemporanea e le sale auliche, ricche di interessanti decorazioni e storie da raccontare. Proprio le vicissitudini storiche hanno fortemente interessato gli ambienti più prestigiosi dell’antica Residenza e rendono necessari frequenti lavori di rispristino e consolidamento. Si è ora reso necessario un lavoro di restauro del Salotto Cinese, uno degli ambienti più importanti e significativi. Per fare questo ci serve anche il tuo contributo! A cantiere concluso il tuo nome, se lo vorrai, figurerà tra gli amici che hanno reso possibile il progetto.

Puoi sostenere il restauro del Salotto Cinese con un’offerta negli appositi box agli ingressi del Museo o con Bonifico Bancario intestato a Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea IBAN: IT 33 T 02008 01177 00000 4463362, indicando nella causale “Crowdfunding per il restauro del Salotto Cinese”

 

Il salotto cinese

 

A partire dal Seicento l’Europa scopre il fascino dell’Oriente. Grazie alla Compagnia delle Indie, giungono nel Vecchio Continente merci preziose quali lacche, sete, carte e porcellane, per abbellire le dimore di re, principi e aristocratici. I Savoia non saranno esenti da questa “febbre” e si faranno approntare ambienti ” alla China” in tutta la Corona di Delizie.

A Rivoli il Salotto Cinese viene progettato e realizzato da Carlo Randoni tra il 1792 e il 1794, quando il Castello diventa appannaggio dei Duchi d’Aosta, Vittorio Emanuele e Maria Teresa d’Austria-Este.

L’ambiente fa da raccordo tra l’appartamento della Duchessa d’Aosta e quello del Principe di Piemonte e presenta una decorazione interamente “alla Chinese”. Le pitture della volta e le parti lignee sono di Francesco Rebaudengo. Le scene di vita quotidiana sono ispirate a quelle delle sale allestite per i principi di Carignano a Racconigi dove lavorò il pittore piemontese.

Decorano la sala un padiglione a cielo aperto, un tendone teso su cui volano dragoni, preziose colonne lignee intagliate, losanghe, motivi alla greca, tralci di fiori, tracce di piccole figurine dal tipico cappello a punta opera di ebanisti dell’entourage del Bonzanigo: Giovanni Antonio Gritella, Giovanni Fumario e Giuseppe Gianotti.

Per Rivoli viene pensato uno stile nuovo, estremamente contemporaneo, di gusto inglese, Chippendale, vicino a quello che alcuni anni dopo sarà del Royal Pavillion di John Nash a Brighton, ma anche della sala cinese dello Schloss Wörlitz a Dessau. Ancora presente il paracamino in legno con una scenetta dal gusto orientale: un nobiluomo, il suo servitore che gli fa ombra con un ombrello, un altro intento a preparare il tè e un pappagallo sul suo trespolo. La sala, presenta l’originale pavimento ligneo. Questo tipo di pavimentazione interessava praticamente tutte le altre superfici del piano. 

 

Galleria

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