Sala 11 Sala dei Putti Dormienti

Una delle sale più ricche di storia di tutto il Castello, la camera del Re, la prima decorata di tutto l’appartamento nel 1720, pronta per ospitare Vittorio Amedeo II.

La volta, che ricorda un ideale baldacchino, è impreziosita da ben 4050 foglie d’oro, ed allietata da puttini , tanto amati da Juvarra, e dalle virtù in abito classico.

Il pittore Niccolò Malatto venne chiamato espressamente da Genova per  decorarla, incarico, che a causa del suo grave stato di salute e  la conseguente morte, non portò a termine. Il lavoro venne finito, sempre nello stesso anno da Pietro Antonio Pozzo, Michele Antonio Milocco e Pietro Gambone. Anche le pareti, nel periodo juvarriano erano connotate da questo tipo di decorazione. Alla fine del ‘700, appartengono le attuali decorazioni delle pareti, dello zoccolo, della sovrapporta e del trumò sopra il camino in marmo policromo, connotati dal motivo a grisaille opera del pittore Ludovico Chioffre per l’architetto Carlo Randoni. Egli realizza anche gli affreschi negli sguanci delle finestre, imitanti il finto stucco, in un intreccio di teste e volute. In quel periodo l’appartamento era usato dalla duchessa d’Aosta, Maria Teresa d’Asburgo-Este.

Le due porte dorate con ovali soprastanti, lungo la parete a cui era addossato il letto reale, risalgono ad inizio Settecento, esse celano due spazi molto piccoli che probabilmente ospitavano un pregadio e la stanza della commoda.

 

CURIOSITA’

FOGLIE D’ORO

“Arabeschi e grotteschi…nel volto della camera da letto dell’appartamento di Sua Maestà” impreziositi da ben 4050 fogli d’oro dal doratore Sebastiano Barberis.

Un ideale baldacchino per la camera da letto del sovrano.

34Valter Felicionigrottesca VAIISala delle Grottesche (volta)