Sala 14 Sala degli Stucchi

 Sala degli Stucchi o Prima camera dell’appartamento del Re .

La sua denominazione deriva dalla decorazione a stucco realizzata dal luganese Pietro Somasso, attivo nello stesso periodo anche nella Galleria Grande della Venaria Reale. Realizzata seguendo le istruzioni di Filippo Juvarra tra il 1718 e il 1720, demolendo le volte e i muri di due piccole anticamere e di un corridoio. Ghirlande, fiori, conchiglie e squame caratterizzano la decorazione, che trova corrispondenze nelle architetture romane, sia civili che religiose, e che ha in centro della volta,definita da Chiara Passanti “un aggregato di tende ben tese e gonfiate dal vento” le iniziali di Vittorio Amedeo II. Una decorazione volta tutta a celebrare scenograficamente, come in un tempio, la figura del re, primo di Casa Savoia. Alla fine del Settecento vennero aggiunti i trofei lignei e le decorazioni che presentano putti guerreggianti nelle lunette angolari da Angelo Vacca e Giovanni Comandù. Il pavimento attuale, realizzato nel corso dei restauri di Andrea Bruno, ricalca il progetto originale di Juvarra redatto il 24 giugno del 1721 e mai realizzato. L’architetto messinese aveva previsto l’utilizzo del marmo verde di Susa, del Bianco di Foresto e del grigio di Frabosa. Questi materiali oggi non più reperibili a causa della chiusura delle cave sono stati sostituiti da altri dalle caratteristiche il più possibile simili. Nel camino di fine Settecento una piastra in ghisa  reca le armi ducali e il monogramma di Vittorio Amedeo II. In un inventario del 1846 si precisa che la sala veniva usata per la scherma.  

CURIOSITA’

VITTORIO AMEDEO II

(Torino 14 maggio 1666-Moncalieri 31 ottobre 1732 )

Vittorio Amedeo di Savoia, figlio unico di Carlo Emanuele II e Maria Giovanna di Savoia-Nemours, è un bambino gracile e malaticcio, per la cui guarigione vennero consultati ciarlatani, maghi, grandi dottori e persino fatta un’ostensione della Sindone. Per lui. venne realizzato, dal panattaro Antonio Brunero il grissino, pane biscotto( cotto due volte), adatto ai suoi problemi digestivi. Orfano di padre a nove anni , dovette attendere la maggiore età per poter prendere in mano le redini del ducato retto dalla madre, che per allontanarlo da Torino, giunse persino ad organizzare un matrimonio con l’Infanta del Portogallo, matrimonio che non si avvenne mai a causa di una provvidenziale, quanto perdurante malattia . Il Castello di Rivoli sarà lo scenario di molti dei momenti più importanti della sua vita:, la presa del potere, il 14 marzo 1684, quando viene comunicato anche il suo matrimonio con Anna Maria d’Orléans, nipote di Luigi XIV. Una buona parte del suo regno sarà costellata da conflitti per la Successione al Trono di Spagna che portarono ai Savoia la dignità regia. Il 24 dicembre del 1713 Vittorio Amedeo venne incoronato, nel Duomo di Palermo, con la moglie, re di Sicilia. In quel frangente fece la conoscenza dell’abate Filippo Juvarra , destinato a far divenire Torino una delle capitali del Barocco europeo. Il secondo importante evento della sua vita legato a Rivoli si terrà il 3 settembre 1730, quando dinanzi alla Corte abdicherà. L’evento destò sorpresa e commozione. “L’âge avancé, les indispositions dont nous sommes atteints dépuis quelques temps, les fatigues que nous avons souffert”, avevano, fatto a lungo preparare l’importante momento, studiando le abdicazioni di Carlo V e Filippo II . Come tanti anni prima viene dato l’ annuncio del suo matrimonio, con la Marchesa di Spigno Anna Teresa Canalis di Cumiana. Ultimo tragico evento che vide protagonista Vittorio Amedeo a Rivoli sarà la sua prigionia, circa un anno dopo l’abdicazione e durata 10 mesi, nello stesso appartamento che per lui era stato approntato,e,  che doveva mostrare, attraverso l’architettura e l’arte la sua forza, il suo valore e la sua grandezza come primo re di Casa Savoia.