Sala 24 Gabinetto delle Stampe

Gabinetto delle Stampe o o delle Plance, o del Finto legno,  gabinetto dei boesaggi, già appartamento dei Duchi d’Aosta in origine Camera del buffetto della duchessa d’Aosta, gabinetto a studio della Duchessa d’Aosta.

L’ambiente, presenta una decorazione a tempera caratterizzata da  una finta impiallacciatura di legni pregiati  che si protrae sino alla volta dove dapprima c’è un motivo ottagonale che ospita personaggi mitologici, al centro troviamo un motivo geometrico a stella, contornato da pentagoni che recano otto medaglioni con coppie di divinità Giove e Giunone, Apollo e Diana, Mercurio e Minerva, Marte e Venere e al centro danzatrici di gusto pompeiano che tengono una collana di perle, fermata dal nodo sabaudo e dalle iniziale dei due sposi Vittorio Emanuele e Maria Teresa. Sin dal 23 luglio 1792, data della posa, vi erano alle pareti delle stampe, con tutta probabilità asportate durante l’occupazione napoleonica  e sostituite durante la Restaurazione da tele ispirate agli stessi soggetti attribuite a Luigi Vacca. Attualmente si è conservata una sola sovrapporta, sebbene molto danneggiata, e raffigurante “Una regina con due bambini e un vaso di fiori “, ricollocata nel 2004. Attesero alla decorazione della sala i fratelli Rocco e Antonio Maria Torricelli, in collaborazione, probabilmente, con Pietro Palmieri, anch’egli maestro della decorazione illusionistica, che realizzò le sovrapporte originarie. L’ispirazione per questa sala è certamente nata sull’esempio dell’analogo ambiente di Palazzo Grosso a Riva Presso Chieri, dove hanno lavorato i Torricelli. La sala era arredata  con sei “cadreghe”, sei “taboretti”, due grandi sofà  “di bosco di rosa, e di violetta per imitare il placcaggio”. La sala venne usata dalla città di Rivoli come sede della Biblioteca Civica.  

CURIOSITA’

Stile Pompeiano.

Alla fine del Settecento Torino e il Piemonte si connotano per una riscoperta dei diversi stili decorativi, dall’Antico al Medioevo e all’Oriente. Il casino alla Venaria del Marchese Falletti di Barolo, che incaricherà Leonardo Marini di realizzare una Sala Egizia, i progetti di Giacomo Pregliasco per Giuseppina di Lorena a Racconigi che prevedono  nel giardino una chiesa gotica, una moschea, un eremitaggio e una barca “alla cinese”, le decorazioni del Palazzo Mazzetti di Riva Presso Chieri volute da Faustina Mazzetti che vedranno impegnati artisti come i Torricelli e il Palmieri  poi saranno attivi a Rivoli per i Duchi d’Aosta. In Inghilterra troviamo le residenze progettate da Robert Adam che introdusse nelle residenze della buona aristocrazia britannica sale pompeiane o etrusche. Molte sono le fonti ispiratrici delle decorazioni:dal Recueil d’antiquités Egyptiennes, Etrusques et Romaines del Caylus o i testi di Piranesi, sino alle Antichità di Ercolano, stampate a Napoli tra il 1757 e il 1792 dall’Accademia Ercolanense, per non dimenticare la Storia dell’Arte Antica di Wincklemann. Questi testi e riproduzioni grafiche saranno la base per le iconografie come quella delle danzatrici, oppure delle divinità dell’Olimpo, ad esempio, che ritroviamo nella sala del finto legno, e che sono rintracciabili in decorazioni di edifici coevi oltre che in Europa anche negli Stati Uniti e nella  Russia degli Zar.