Sala 28 Camera d’Udienza

Camera d’Udienza o Sala delle Corone, Appartamento del Principe di Piemonte La sala apparteneva all’Appartamento del Principe di Piemonte

La sala presenta decorazioni di due fasi differenti della vita del Castello. La volta, mai affrescata, è delimitata da una fascia in stucco, e datata 1717, opera di Carlo Papa, da Juvarra “stimato per persona Capace, et sperimentata”. Il motivo è caratterizzato da conchiglie e cespi vegetali, iniziali sormontate da corone, un collare con nodi sabaudi e rose, oltre che alle iniziali di Vittorio Amedeo II. Il fregio della decorazione della Camera d’Udienza ricorda i modelli di Juvarra visibili nel suo Libro di Disegni per ornati di Candelabri. Queste sale sono tra le prime a cui attende l’architetto messinese a Rivoli. Il registro sottostante, risalente alla fine del Settecento, presenta trofei di foglie e fiori. Alle pareti lacerti della carta da parati, mentre la decorazione lignea sia delle sovrapporte che dei due trumeau è conservata in modo frammentario, presentando, nel primo caso le iniziali del re e nel secondo erme e decorazioni vegetali. Alle pareti vi erano tele a olio raffiguranti paesaggi di caccia, rovine classiche, marine, scene bucoliche opera di Angela Maria Palanca e Francesco Antoniani. Queste pitture erano cartoni per arazzi per la regia manifattura d’arazzi di Torino nata nel 1737, su modello di quella dei Gobelins di Parigi, per volere di Carlo Emanuele III.

CURIOSITA’

CARTONI PER ARAZZI

Nel 1737 grazie a Carlo Emanuele III nasce a Torino Regia Manifattura d’Arazzi di Torino, benché l’attività fosse iniziata sotto Vittorio Amedeo II, in occasione dei lavori di rinnovamento di Palazzo Reale ad opera di Filippo Juvarra e a seguire di Benedetto Alfieri. Il primo pittore a lavorare per l’arazzeria sarà Claudio Beaumont, che sceglie temi eroici, dall’importante significato allegorico, desunti di drammi in musica., come le Storie di Alessandro, o le Storie di Ciro, ai quali apparteneva la Battaglia di Cunaxa, cartone per arazzo era ancora presente a Rivoli nel 1926.opera del Molinari. La pratica prevedeva, infatti, la presenza di due pittori, uno che realizzava i bozzetti,mentre l’altro artista aveva il compito di trasportare i bozzetti sui cartoni, che una volta usati, essendo olio su tela, diventavano quadri per le residenze reali. Fra i pittori i cui cartoni erano a Rivoli troviamo Francesco Antoniani, milanese che, una volta arrivato a Torino, inizia a lavorare al Teatro Regio nella stagione 1741-42, insieme ad una schiera di altri artisti , fra cui il figurista Bernardino Galliari. A lui sono attribuite due serie di cartoni per arazzi le Marine e le Architetture. Queste ultime, realizzate tra il 1745-48, propongono il classico soggetto delle rovine, con obelischi, colonne, statue e urne immerse in una natura sempre più presente, e dove si aggirano soldati, figure femminili e ragazzi. Una di questi viene fotografato da A.Pedrini tra il 1933 e il 1942 nella Sala delle Corone, dove sappiamo essere presente. Da questa immagine si nota come la carta da parati, oggi soltanto composta da lacerti sia assolutamente integra, come anche la sovrapporta, recante le iniziale di Vittorio Amedeo II sia ancora presente.