Sala 33 Sala di Carlo Emanuele I

Sala di Carlo Emanuele I

La denominazione deriva dalla nascita, avvenuta nel 1562, di Carlo Emanuele  , figlio del duca Emanuele Filiberto e di Margherita di Valois. La volta, ampiamente danneggiata nella parte pittorica, presentava un motivo a rosoni, ad opera di Guglielmo Lévera, pittore specializzato nelle prospettive, mentre al centro Giovenale Bongiovanni aveva dipinto una scena, ancora presente nel 1936, che lo stesso pittore lo descriverà come “La Fama che pubblica alla Gloria le virtù eroiche dè Reali Principi accompagnata dalla Magnificenza, dal Valore e dalla Liberalità:” Agli angoli le iniziali, in stucco, del duca, sormontate dalla corona, realizzati ad inizio settecento. La decorazione neoclassica viene realizzata seguendo i progetti di Carlo Randoni, che prevede lesene ioniche binate lungo le pareti e un importante camino in stucco con trofei, armi, putti e il motto dei Savoia: F.E.R.T. Gli stucchi della volta e delle pareti sono opera della bottega di Giovanni Marmori realizzati nel 1794. Ai lati due consolles, progettate dal Randoni stesso e realizzate dallo scalpellino Giuseppe Marsaglia. La pavimentazione attuale, in seminato veneziano, è un rifacimento fedele per materiali e colore a quella che venne realizzata nel 1793 dal mastro veneziano Leopoldo Avoni . La sala, seriamente danneggiata, venne restaurata da Andrea Bruno, seguendo il progetto dell’architetto del Duca d’Aosta, come pure il pavimento, praticamente scomparso.  

CURIOSITA’

LA NASCITA DI CARLO EMANUELE I

“L’enfant serait un fils qui se appellerait Charles et qui serait le plus gran capitaine de son siècle” questa la profezia di “Michele Nostrodamo” “un perito de’secreti della Natura, venuto da Selone in Provenza” a Rivoli per visitare la Duchessa di Savoia, Margherita di Valois. La principessa, sposa di Emanuele Filiberto di Savoia, eroe della Battaglia di San Quintino, aveva 35 anni e per l’epoca era ormai giudicata inadatta a procreare. Ben lo sapeva il re di Francia Enrico II, suo fratello, che aveva favorito queste nozze nell’ambito della Pace di Cateau-Cambésis, nel caso non fossero nati eredi maschi, questo avrebbe significato la fine della dinastia sabauda, il passaggio definitivo alla Francia delle sue piazzeforti e l’arrivo a Torino dei Savoia-Nemours parenti più prossimi e ormai francesizzati. Contro ogni previsione degli augusti parenti d’oltralpe Carlo Emanuele I nasce a Rivoli il 12 di gennaio 1562, una nascita “in coram populo”, ovvero davanti a dei testimoni tra cui gli Ambasciatori di Venezia, Francia e Malta e il Duca di Nèmours, che testimoniarono che il piccolo principe era veramente figlio di Margherita. La coppia ducale era a Rivoli dal 1561, con tutta la corte a Torino, in attesa di trasferirsi a Torino, che Emanuele Filiberto aveva designato nuova capitale del Ducato. La nascita, il bimbo fosse proprio di Margherita, venne accolta da Emanuele Filiberto con grande entusiasmo, tanto da recarsi subito presso la Chiesa di San Domenico in Rivoli dove fece cantare un Te Deum, alla fine del quale, ritornando verso il Castello, notò nel cielo fosse apparso “un fuoco insolito”come segno del miracolo appena avvenuto. In Biblioteca Reale a Torino è conservato il “Pronostico per Carlo Emanuele I”, dove fra le varie predizioni vi si legge che “la gloria e la vittoria nelle guerre saranno da ripartire tra onori e capacità allargando i confini dello stato, e che la morte non sarà violenta”. Il suo regno sarà costellato da guerre, difficili vicende politiche, egli seppe dividersi tra i ruoli di combattente e di poeta, facendosi promotore di importanti riforme.