Sala 9 Camera dei Trofei

Sala 9 Camera dei Trofei Prima anticamera dell’appartamento del re, dove lavora Filippo Minei tra il 1723 e 24, con una volta, a grottesca, con scene di battaglia e personaggi mentre reggono trofei di armi e di bandiere, mentre ai due lati vi sono Marte Guerriero e la Gloria. Nei cammei sono rintracciabili il Po e la Dora, oltre che citazioni di eccezione come riportati la Cleopatra e l’Ermafrodito Borghese, o motivi che il Carracci dipinti nella Galleria Farnese. Alle pareti, come si evince dalle note di pagamento, vi era una ricca stoffa damascata, oggi non più presente. Completa la sala un prezioso camino in marmo policromo. Il motivo della vittoria alata, viene proposto anche nel passaggio alla sala successiva, lungo le massicce pareti, altri motivi alla grottesca con animali fantastici e sfinge.   CURIOSITA’ PIETRO DOMENICO OLIVERO Torino 1679-ivi 1755 Il pittore torinese Pietro Domenico Olivero, oggi considerato come uno dei maestri delle bambocciate, ha sapientemente attinto dalla vita reale per i soggetti delle sue scene. Le sue vedute si sono un puntuale racconto degli usi e i costumi della popolazione di Torino e del Piemonte del ‘700. Di “umor lieto e gioviale”, nonostante fosse storpio dalla nascita, protetto da Vittorio Amedeo II e dal Marchese Ferrero d’Ormea che tutte le domeniche lo invita a pranzo nel suo splendido palazzo torinese. A Rivoli lo ritroviamo nel 1724 quando  viene pagato 500 lire per “due quadri grandi” la Festa alla Fiera di San Pancrazio e il Mercato e la Fiera di Moncalieri. Olivero dipingerà , inoltre le figure per i paesaggi dipinti da Scipione Cignaroli nel 1726 e ospitati nell’appartamento del Re, per le sovrapporte del Gambone realizzate nell’anno seguente per la Camera delle Gabbie . Le figure per i paesaggi dipinti datati 1726 e ospitati nell’anticamera dell’appartamento del Re quelle per le, realizzate l’anno seguente, per la Camera delle Gabbie, Dell’Olivero, inoltre anche gli eleganti personaggi aristocratici che popolano la veduta di Marco Ricci, voluta da Juvarra e che raffigura il salone, mai realizzato del Castello.