Mare,
chiudere gli occhi, o mare, 1983

Testa dell’artista
cosmico a Torino, 1984-1985

I fiori salutano la luna, 1984
L'analogia con la poesia è tra le più indicate per le opere pittoriche di Nicola De Maria (Foglianise-Benevento, 1954), che sono la trasposizione lirica dell'universo interiore dell'artista. Più che resa figurativa del mondo visibile, ciascuna forma dipinta è piuttosto una personale visione dell'essenza altrimenti invisibile delle cose. La sua capacità di sbaragliare le convenzioni pittoriche, rifiutando ogni sistema accademico, lo pone, alla fine degli anni Settanta, tra gli iniziatori del movimento della Transavanguardia.
Mare,
chiudere gli occhi, o mare, è un'opera su tela, caratterizzata
da un'intensa campitura blu, accesa da compatte pennellate rosse e gialle.