Tracey Emin

Take What The Fuck You Like (Prendi quel cavolo che ti pare), 2001

Dolly, 2002

 


Quando arte e vissuto si mescolano e vivono nella reciprocità fino a confondersi l’una con l’altro, diventa difficile capire e percorrere il limite che li separa, così accade che osservando le opere di Tracey Emin (Londra, 1963) non ci si accontenti del puro aspetto formale ma come dei pudici voyeurs si cerchi inutilmente di comprendere dove finisce la persona e inizia l’artista. Eppure se è tra maestri dell’Espressionismo quali Edward Munch e Egon Schiele che si devono cercare le sue fonti iconografiche oltre che espressive, non dovremmo sorprenderci se è proprio dal profondo dell’anima e dalle sue lacerazioni che nascono opere talvolta sfacciatamente provocatorie, ma che racchiudono in sé tutta la violenza e la disperazione della società attuale.

DER="0">