"Io non rappresento nulla, io dipingo", è il significativo commento fatto dall'artista nel 1972 a proposito del proprio lavoro. Nato a Torino nel 1936, Giorgio Griffa si è distinto fino dalla fine degli anni Sessanta per un linguaggio pittorico ridotto ai suoi tradizionali componenti essenziali di tela, segno e colore che l'artista sceglie di usare in funzione non-rappresentativa.
L'artista lavora su carte e tele non trattate, di materiali diversi quali cotone, lino, canapa, le cui differenti qualità di spessore, trama e colorazione originale restano dichiaratamente esposte. Al 1969 risale la decisione di eliminare anche il supporto del telaio, in una condizione il più possibile vicina a quella in cui l'artista ha dipinto nel proprio studio.