In Cette obscure clarté qui tombe des étoiles (Questo oscuro chiarore che cade dalle stelle), 1996, Anselm Kiefer (Donaueschingen, Germania, 1945) indaga l’inarrestabile percorso della materia, dalla decadenza a una nuova nascita. Citando un verso scritto nel Seicento dal drammaturgo francese Pierre Corneille, Kiefer esalta la forza poetica dell’ossimoro “oscuro chiarore” che unisce in un’unica visione i concetti opposti di oscurità e luce, simboli di morte e vita.
La giustapposizione allude ai segreti della scienza alchemica, in base alla quale ciò che è morto imputridisce, ma proprio attraverso tale “nigredo”o nera decomposizione, si pongono le condizioni per la cosiddetta “albedo”, lo splendido chiarore di una nuova vita. Visione di una maestosa onda cosmica, l’opera descrive il moto dell’energia creatrice attraverso l’uso di migliaia di semi di girasole, microcosmi di vita inseriti nel macrocosmo dell’universo. MB