Secondo le dichiarazioni di Manzelli, i suoi quadri - che ritraggono quasi esclusivamente figure isolate di giovani donne - non nascono da intenzioni ritrattistiche, e non si basano su fotografie o sull’impiego di modelle.
Si tratta invece di figure che abitano l’immaginario dell’artista, personaggi la cui tensione psicologica rende vivi, permettendo loro di emergere dalle pieghe dell’inconscio.
Una figura femminile è ritratta distesa: il
corpo è irrigidito in uno sforzo estremo che culmina nella posa dei
piedi accavallati l’uno sull’altro, secondo un’iconografia
che ricorda quella della crocifissione.