
'Fotografo e cineasta, Raymond Depardon non cessa da venti anni di interrogare lo sguardo, lo statuto dell'immagine e colui che la produce. Liberandosi dalle regole del fotogiornalismo classico, da cui proviene, crea un'opera originale tra documento e finzione, il cui scopo è di trovare sempre quella che il fotografo definisce la 'buona distanza': "Il problema della distanza è un tema ricorrente per me, non amo essere né troppo vicino né troppo lontano ( ).Ogni immagine che realizzo ha una sua propria distanza".
Nello stesso momento in cui realizza le sue immagini del Piemonte, Depardon pubblica Errance (Erranza), un libro concepito come un manifesto nel quale l'immagine, né troppo impegnata né troppo contemplativa, lo conduce a cercare quello che il fotografo chiama il 'luogo accettabile'.