
L'arte di Nan Goldin
evoca quello che la memoria personale non riesce a conservare - lo sguardo
di una persona, la tessitura della sua pelle, o la sensazione della sua carne.
Allo stesso tempo,
la sua arte visualizza quello che caratterizza e distingue la memoria personale
da quella collettiva - quel nostro modo di 'archiviare' la vita in maniera
idiosincratica come un insieme fluido e cangiante di tracce e particolari,
e senza oggettivi rapporti di scala fra i vari ricordi.
Goldin vuole ricordare ogni dettaglio della sua vita personale, la gente che incontra, le esperienze condivise, le emozioni che la attraversano, le relazioni che durano nel tempo.