Prima dell'avvento della televisione, la maggior visibilità della comunicazione pubblicitaria, o propaganda, come spesso veniva chiamata, era rappresentata dai manifesti affissi in appositi spazi lungo le strade, ripresi poi sulle pagine di quotidiani e periodici. Cuore di questa comunicazione era l' 'immagine': una scenetta, un personaggio o un prodotto che avrebbero dovuto "provocare" il passante-lettore e stimolarne l'interesse.

Questa centralità dell'immagine era stata subito colta da un curioso critico di fatti di costume come Ernest Maindron che, nel 1895, in Francia, in uno dei primi volumi sui manifesti, Les affiches illustrées 1866 - 1895, scriveva: "al principio dell'anno 1886 dissi, e fui profeta con poca spesa, che la pubblicità per mezzo dell'immagine sarebbe divenuta una potenza sulla quale si sarebbe contato".

Lo studio e la creazione di questa "immagine" coinvolgeva i cartellonisti, una categoria di artisti visivi di incerta collocazione, e quei nuovi professionisti che nelle imprese si occupavano di marketing.