“Se la forma scompare la sua radice è eterna”: in questo verso del poeta mistico Rumi si ritrova la complessa visione di Mario Merz, basata sull’ideale continuità dinamica del cosmo, degli esseri viventi e dei processi di trasformazione della natura. Indagine poetica e conoscitiva, la ricerca dei principi che regolano l’universo organico si articola attraverso opere che rappresentano i progressivi riconoscimenti effettuati dall’artista all’interno dei segreti del mondo sensibile.

La mostra al Castello di Rivoli raccoglie alcuni tra i più significativi momenti del percorso dell’artista a partire dal 1968, anno in cui Merz unendo il presente a un passato pre-storico inizia a impiegare la forma dell’igloo. Struttura abitativa e arcaica metafora del cosmo, l’igloo appartiene alla cultura nomade e coerentemente con questo principio esso è la forma che accompagna il cammino dell’artista.