Prima e dopo Gianni Colombo

In occasione della retrospettiva dedicata a Gianni
Colombo
ospitata nella Manica Lunga del Castello di
Rivoli, il Museo presenta la prima opera collettiva del
Gruppo T Ambiente a volume variabile - Grande
oggetto pneumatico,
1960, visibile in questa sala, e Feu d’Artifice (Fuoco d’artificio, 1917) di Giacomo Balla (Sala 36). La presentazione di importanti lavori storici, quali Grande oggetto pneumatico e Feu d’Artifice, offre l’occasione per riflettere sulle origini del lavoro di Colombo, rintracciabili nel Futurismo delle avanguardie storiche d’inizio secolo scorso e nel lavoro di Balla. Fondato nel 1959 da Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo e Gabriele De Vecchi, ai quali si aggiungerà l’anno successivo anche Grazia
Varisco, il Gruppo T realizza oggetti cinetici il cui obiettivo è instaurare un rapporto diretto con lo spettatore. Come indicato dalla lettera T, che allude
alla parola ‘tempo’, il Gruppo T propone un’arte in
movimento, il cui obiettivo è realizzare esperimenti
percettivi, mobili e partecipativi.
Abolendo ogni frontiera statica tra pittura, scultura e
architettura, il Gruppo propone la creazione di opere
in divenire, che spostano l’attenzione dal piano della
rappresentazione a quello dell’esperienza percettiva.
Intitolata Miriorama 1 (mille immagini), la prima
mostra del gruppo avviene nel gennaio 1960 presso la
galleria Pater a Milano ed è accompagnata da una
dichiarazione congiunta dei componenti. In
quell’occasione gli artisti espongono, oltre al Grande
oggetto pneumatico
, una serie di opere collettive
volutamente non firmate. Le opere, come la realtà,
sono considerate in variazione. La mostra include opere
di artisti storici ai quali gli esponenti del Gruppo
dichiarano di fare riferimento: tra questi Lucio Fontana,
Enrico Baj, Piero Manzoni, Bruno Munari e Jean
Tinguely, oltre a una sezione documentaria con
fotografie e testi. Tra le fotografie sono presenti
riproduzioni di opere di Constantin Brancusi, Alexander
Calder, Naum Gabo, Antoine Pevsner, Lázló
Moholy–Nagy e nella sezione dei testi delle principali
avanguardie storiche, è presente il Futurismo, con il
Manifesto tecnico della scultura futurista (1912),
movimento a cui gli artisti guardano soprattutto per
l’uso di materiali industriali inediti e per lo sviluppo
dell’opera in senso ambientale e in movimento.
È appunto nell’ottica di sottolineare la relazione tra
alcune tematiche del Futurismo, la ricerca del Gruppo
T e quella di Colombo che si propone l’allestimento
di Feu d’artifice di Balla, della collezione permanente
del Castello di Rivoli dal 1997. L’opera fu presentata
al Teatro Costanzi di Roma il 30 aprile 1917, durante
la tournee dei Balletti Russi diretti da Sergej Djagilev
e musicati da Igor Stravinskij.
Il lavoro, composto da imponenti solidi geometrici
ricoperti di tela dipinta e colorata, è una fugace sintesi
di geometria, musica, luce e movimento, diretta dallo
stesso Balla che, dalla buca del suggeritore, modulava
la luce che andava a illuminare le forme creando grande
impatto visivo. Lo spettacolo intendeva illustrare
l’emozione che l’ascolto della musica di Stravinskij gli
aveva suggerito e che gli rammentava l’esplosione di
fuochi d’artificio.
Nella Sala 35 è inoltre esposto il lavoro Before the
Images (Davanti Alle Immagini)
, 2009 dell’artista
Massimo Grimaldi, che segna nel percorso espositivo
un terzo momento della creazione artistica
contemporanea – quella di oggi.

Alice Guareschi