Ai
piani del Castello si accede tramite la scala metallica sorretta da tiranti
d'acciaio realizzata dall'architetto Andrea Bruno. Le sale 1, 2, 3, 4, 5, 16,
17, tinteggiate in bianco, non sono mai state decorate a causa dell'interruzione
dei cantieri juvarriano e randoniano. A queste seguono la sala 7, Sala di Parata
o A grottesche, la cui decorazione, iniziata in epoca juvarriana, fu completata
alla fine del secolo quando furono preparati gli appartamenti per la corte.
La volta conserva un affresco attribuito al cantiere di Filippo Minei e Nicolò
Malatto.
La sala 8, Sala delle Gabbie, costituiva con le tre seguenti l'appartamento
di Vittorio Amedeo II.