Viabilità Modificata: come raggiungere il Museo

Si comunica che fino a venerdì 21 luglio non sarà possibile raggiungere il Museo da Corso al Castello, principale accesso a Piazza Mafalda di Savoia.

Il traffico viene deviato da piazza San Bartolomeo lungo via Roma, passando per piazza Matteotti e da qui salendo per la prima parte di Corso al Castello.

 

Collezione Cerruti: il nuovo polo museale

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, grazie a un accordo di collaborazione con la Fondazine Francesco Federico Cerruti, è il primo museo d’arte contemporanea ad affiancare alle sue collezioni una raccolta enciclopedica del passato. La Villa Cerruti, a cinque minuti a piedi dal Castello di Rivoli, aprirà al pubblico il 2 gennaio 2019.
Una collezione privata di altissimo pregio frutto della vita discreta e riservata di Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), imprenditore scomparso nel 2015 all’età di 93 anni. Quasi trecento opere scultoree e pittoriche che spaziano dal medioevo al contemporaneo, con libri antichi, legatorie, fondi d’oro, e più di trecento mobili e arredi tra i quali tappeti e scrittoi di celebri ebanisti. Capolavori che vanno dalle opere di Sassetta, Bernardo Daddi e Pontormo a quelle di Renoir, Modigliani, Kandinsky, Klee, Boccioni, Balla e Magritte, per arrivare a Bacon, Burri, Warhol, De Dominicis e Paolini.

Scopri le opere della Collezione e gli interni della Villa!

Workshop per la formazione di archivisti d’arte contemporanea

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea organizza un workshop gratuito per la formazione di archivisti d’arte contemporanea in vista dell’apertura del CRRI, Centro di Ricerca Castello di Rivoli.

 

Il Centro di Ricerca Castello di Rivoli (CRRI) è un nuovo Dipartimento che nasce all’interno del Museo, attraverso un’espansione della sua Biblioteca. Il centro è volto alla ricerca, raccolta e valorizzazione dei materiali d’archivio di artisti, curatori, critici, galleristi e collezionisti italiani, in particolare tra gli anni Sessanta e Ottanta.

Responsabile del CRRI è lo storico d’arte e curatore Luca Cerizza.

Il workshop è tenuto dallo storico dell’arte e archivista Pietro Rigolo (Getty Research Institute, Los Angeles), ed è rivolto a soggetti in età compresa tra i 22 e i 40 anni d’età che abbiano conseguito una laurea in materie artistiche o diploma equivalente. È richiesta un’approfondita conoscenza della storia dell’arte contemporanea dai primi anni Sessanta ai giorni nostri.

Le attività si svolgeranno in due fasi: nei giorni 4, 5 e 6 luglio e nell’ottobre 2017 nei locali della biblioteca del Castello di Rivoli.

Gli interessati sono stati invitati a inviare la propria domanda di partecipazione, compresa di curriculum e di una breve nota di motivazione (max. 500 battute), entro il giorno 16 giugno all’indirizzo crri@castellodirivoli.org

I partecipanti sono stati selezionati in un numero massimo di 10, da una commissione cui parteciperanno Carolyn Christov-Bakargiev (Direttore Castello di Rivoli), Luca Cerizza (responsabile CRRI), Pietro Rigolo (consulente CRRI) e Maria Messina (bibliotecaria Castello di Rivoli).

 

Per ulteriori informazioni: tel. 0119565285

Partecipanti Workshop CRRI
Cammarata, Silvia
Cantone, Laura
D’Urso, Valeria
De Giorgi, Giulia
Inchingolo, Elena
Riccomi, Emanuele
Stabellini, Annalisa
Tognon, Giulia
Trevisan, Bianca
Zanoletti, Daniela
Zanoni, Marta

Navette Gratuite – Orari Estivi

Ogni sabato, domenica e festivi, 
dal 2 giugno al 27 agosto 2017, una navetta collega gratuitamente Piazza Castello a Torino, la Stazione
di Porta Susa (Piazza XVIII Dicembre) e il Castello di Rivoli.
 Il servizio, affidato a GTT, è attivo anche in occasione delle aperture straordinarie: 2 giugno e 15 agosto.
 Il ritorno dal Castello di Rivoli
 in direzione Torino è consentito esibendo il biglietto del museo. 
Da settembre ritorna l’orario invernale.

Idee di pietra conversazione tra Giuseppe Penone e Carolyn Christov-Bakargiev

Idee di pietra
Conversazione tra Giuseppe Penone e Carolyn Christov-Bakargiev
mercoledì 17 maggio 2017, ore 19.00
Castello di Rivoli, Teatro

Che cos’è un’idea che appare all’improvviso o dopo una lunga riflessione nello spazio senza forza di gravità della mente? […] È una pietra di fiume che appare tra i rami di un albero. Una pietra sospesa tra i rami di un albero, separata dal suolo da una struttura che non è terra e non è aria, pietra che sta per forza di gravità e la forza di attrazione della luce.
Giuseppe Penone, 2005

Nell’ambito del progetto ABITARE IL MINERALE, realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, nel Teatro del Museo mercoledì 17 maggio prossimo l’artista Giuseppe Penone converserà con il direttore del Castello di Rivoli e GAM–Torino, Carolyn Christov-Bakargiev.
La conversazione prende avvio dalla serie di opere Idee di pietra, realizzate negli anni 2000, legate a temi e riflessioni che animano la ricerca di Penone dagli esordi nell’Arte Povera a oggi.
Idee di pietra sono alberi in bronzo radicati nella terra che sorreggono tra i rami grandi massi, elevandoli verso il cielo, in un gesto che sfida la gravità, istituendo una circolarità tra pensiero e materia. La pietra è simbolo della forza di gravità sul suolo; l’albero, spinto dalla luce, cresce sfidando il peso della sua stessa struttura e delle stagioni: i due si uniscono in un atto scultoreo che esprime insieme la vitalità della materia e dell’opera d’arte.
Esposte nei giardini della Venaria Reale, alla Sydney Biennial (2008) e al Karlsaue Park di Kassel in occasione di dOCUMENTA(13) (2012), le opere rimandano a quel vocabolario di materie e azioni che mettono in luce le analogie che legano i mondi minerale, vegetale e umano.

La partecipazione all’incontro è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione all’indirizzo abitareilminerale@gmail.com, o il giorno dell’incontro presso il Castello di Rivoli.

Giuseppe Penone (Garessio, 1947), fa dello studio delle analogie tra forme culturali e naturali il fulcro della sua indagine, sottolineando la comune essenza che unisce uomo e natura in un continuo stato di partecipazione e simbiosi. Tra i principali protagonisti dell’Arte Povera, Penone ha preso parte alle più importanti manifestazioni internazionali tra le quali numerose edizioni della Biennale di Venezia, la 16th Sydney Biennial nel 2008 e dOCUMENTA(13) nel 2012. Nel 2007 ha rappresentato l’Italia alla 52° Biennale di Venezia insieme a Francesco Vezzoli. Tra le più recenti mostre personali figurano Matrice, Palazzo della Civiltà Italiana, Roma, 2017; Scultura, Mart, Rovereto e Regards croisés, Musée Cantonal des Beaux-Arts, Losanna, 2016; Being the River, Repeating the Forest, Nasher Sculpture Center, Dallas, 2015; Breath Is a Sculpture, Beirut Art Center, 2014. Nel 2014 gli è stato conferito il Praemium Imperiale per la scultura dalla Japan Art Foundation.

ABITARE IL MINERALE propone una riflessione sul superamento della visione antropocentrica nel rapporto con il nostro habitat e sul concetto di creatività alla luce delle nuove teorie filosofiche e scientifiche che hanno esteso la nozione di agency – ovvero la “capacità di agire” – al mondo non umano e inorganico, considerando la materia, gli esseri umani e i loro strumenti di comunicazione in un rapporto di interdipendenza. Dallo sguardo sui processi di formazione e trasformazione della materia, a quelli che riguardano la società umana, tra l’agorà greca e quella virtuale in cui si esplicano le nuove forme del paradigma democratico e le sue insidie, il progetto è inteso come una piattaforma fluida la cui materia, per usare le parole della filosofa Karen Barad, è un “coagulo di agenti, morfologicamente attivo, generativo e articolato”.
ABITARE IL MINERALE è realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a cura di Francesca Comisso, Luisa Perlo e Marianna Vecellio, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Ora! Linguaggi contemporanei, produzioni innovative”.

ABITARE IL MINERALE

Abitare il Minerale

ABITARE IL MINERALE è un progetto transdisciplinare di produzione artistica, ricerca, esplorazione, discussione e formazione, in cui linguaggi, luoghi, attività e agenti diversi concorrono allo sviluppo di un dibattito e di una riflessione corale.

Il progetto affronta il rapporto tra materialità e dimensione immateriale della vita informata dalle tecnologie digitali, alla luce delle teorie filosofiche e scientifiche espresse dall’Agential Realism e dai nuovi materialismi del New Materialism. Sviluppatesi negli ultimi dieci anni, tali teorie espandono il concetto di agency (coscienza della propria capacità di agire) al mondo non-umano, considerando la materia, l’uomo e i suoi strumenti di comunicazione e di indagine scientifica, all’interno di un rapporto di interdipendenza. Allo stesso tempo tale prospettiva ha aperto un’indagine sui processi creativi ampliandone i confini ed esercitando un notevole influsso sulla ricerca artistica contemporanea.

Il programma delle iniziative di ABITARE IL MINERALE include performance, esplorazioni conoscitive, dialoghi, conferenze e lezioni, destinati a prendere forma in geositi e cave del Piemonte e al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con la partecipazione di studiosi e artisti di generazioni diverse che da anni indagano questi temi: dalla norvegese Marianne Heier al duo torinese Caretto e Spagna, da Massimo Bartolini a Giovanni Anselmo e Giuseppe Penone, storici esponenti dell’Arte Povera, fino ai giovani Luca De Leva e Roberto Fassone, che esplorano nella loro ricerca la relazione tra creazione artistica, soggettività e nuove tecnologie  nella società post-Internet.

Tra gli incontri teorici destinati ad approfondire tali tematiche è prevista una lezione della filosofa statunitense Karen Barad che ha coniato il termine Agential Realism. Saranno inoltre affrontati e discussi contributi di autori e artisti quali Jane Bennett, Carolyn Christov-Bakargiev, Mark Dion, Anselm Franke, Elizabeth Grosz, Donna Haraway, Bruno Latour, Michel Serres e Andrew Yang.

ABITARE IL MINERALE è un progetto concepito anche come un percorso formativo, caratterizzato da un ciclo di lezioni e da un laboratorio di racconti e storytelling finalizzato alla narrazione del progetto attraverso il video, la fotografia digitale e altri contenuti multimediali, rivolto a studenti di discipline artistiche e creative, guidato dalla filmmaker Irene Dionisio e della fotografa Francesca Cirilli in qualità di tutor.

Dallo sguardo sui processi di formazione e trasformazione della materia minerale, a quelli che riguardano la società umana, tra l’agorà greca e quella virtuale in cui si esplicano le nuove forme del paradigma democratico e le sue relative insidie, il progetto è inteso come una piattaforma fluida e attiva, la cui materia, per usare le parole di Karen Barad, è un “coagulo di agenti, morfologicamente attivo, generativo e articolato”.

La prima parte del programma di ABITARE IL MINERALE, dal titolo INCONTRI #1, si svolgerà dal 2 Dicembre 2016 al 4 Febbraio 2017. Il primo appuntamento prevede la visita guidata alla mostra Ed Atkins con Marianna Vecellio, curatrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e una lettura dei testi dell’artista, Death Mask I e II. Seguirà il ciclo di lezioni dedicate al rapporto tra performatività, visione e documentazione nell’ambito della produzione di immagini in movimento, che ne ripercorrerà la storia dal cinema d’artista al video digitale, tenute dal critico e curatore Francesco Bernardelli. Il programma proseguirà con la conferenza performativa sibi [come fare un’opera d’arte concettuale] di Roberto Fassone, e si concluderà con una conferenza del filosofo Leonardo Caffo dedicata alla natura come oggetto sociale, seguita dalla performance Cronache da un altro occhio di Luca De Leva.

Tra la primavera e l’autunno del 2017 si svolgerà la seconda parte del programma di ABITARE IL MINERALE nella forma di un simposio itinerante che ospiterà momenti di riflessione teorica, lezioni magistrali e conferenze di esperti e studiosi al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea interventi di artisti sul territorio. Il simposio sarà inaugurato il 6 maggio con la performance di Marianne Heier This Is What Creates The Seasons and The Passing of The Year, and That Rules Over All Visible Things realizzata con la compagnia di danza norvegese Kompani Kunstgress nella spettacolare cornice della cava di gneiss Morina di Montoso a Bagnolo Piemonte (Cuneo), situata a 1300 metri di altitudine. Seguiranno il 27 maggio il dialogo tra Giovanni Anselmo e Massimo Bartolini nella Rocca e geosito di Verrua Savoia e, il 17 giugno, l’esplorazione conoscitiva The Quarry Experience di Andrea Caretto e Raffaella Spagna con il geologo Marco Giardino.

La partecipazione agli incontri è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione, che può essere fatta all’indirizzo abitareilminerale@gmail.com o il giorno stesso degli appuntamenti presso il Castello di Rivoli (Piazza Mafalda di Savoia, Rivoli, Torino).

ABITARE IL MINERALE è un progetto realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a cura di Francesca Comisso, Luisa Perlo e Marianna Vecellio, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Ora! Linguaggi contemporanei, produzioni innovative”, e con il contributo di Arts Council Norway, KORO Public Art Norway, OCA Office for Contemporary Art Norway, Bergesenstiftelsen, Anders Jahres Stiftelse, Norske Kunstforeninger.

 

Informazioni:

a.titolo

+39 0118122634

abitareilminerale@gmail.com

www.atitolo.it

www.castellodirivoli.org

Vuoi un passaggio questo fine settimana?

A partire dal 26 novembre ogni sabato e domenica fino al 31 dicembre una navetta collega gratuitamente Piazza Castello a Torino, la stazione di Porta Susa e il Castello di Rivoli (fino a esaurimento posti). Il ritorno dal Castello di Rivoli in direzione Torino è consentito esibendo il biglietto del museo.

Il  24 e il 31  dicembre il Museo chiude alle 17 per cui l’ultima partenza della navetta sarà alle ore 17.

Il 25 dicembre il servizio non viene effettuato visto che il Museo è chiuso.

 

Orari navetta weekend (1)

 

Wael Shawky

 

Wael Shawky

a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria

Periodo: 3 novembre 2016 – 5 febbraio 2017

 

 

La retrospettiva di Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971), allestita al Castello di Rivoli, presenta una serie di opere filmiche, sculture e nuovi altorilievi lignei ispirati alla storia delle Crociate, narrata dal punto di vista degli arabi anziché degli europei.

L‘artista trasforma lo spazio della Manica Lunga, le cui pareti sono state dipinte di blu, in un ambiente scenografico e spettacolare. Il percorso espositivo, che inizia con i nuovi altorilievi, si snoda attraverso una costruzione all’interno della quale è proiettato Cabaret Crusades: The Horror Show File (2010) per poi proseguire verso un giardino che include ventisei sculture. Si giunge quindi a un’altra costruzione che rievoca un minareto al cui interno è proiettato Cabaret Crusades: The Path to Cairo (2012). L’allestimento prosegue con una serie di fotografie di marionette e si conclude con il terzo video della trilogia, The Secrets of Karbala (2015). “I visitatori – scrive Marcella Beccaria – vengono trasportati in un passato remoto i cui echi sono però riconoscibili nel nostro instabile presente di guerre mediorientali e nuove incertezze”.

Ispirata a fonti medievali islamiche quali Usama Ibn Munqidh e Ibn al-Qalànisi – oltre a Le Crociate viste dagli Arabi (1983), dello storico libanese Amin Maalouf – Cabaret Crusades si sofferma sulla storia delle campagne militari volute dalla Chiesa in Terra Santa.

L’artista inizia la narrazione con le prime Crociate, dal 1096 al 1099, messe in scena nel primo capitolo di Cabaret Crusades: The Horror Show File. Prosegue con la storia degli eventi tra la Prima e la Seconda Crociata, dal 1099 al 1145, rappresentata in Cabaret Crusades: The Path to Cairo. Queste opere scavalcano le più tradizionali nozioni relative allo scontro di civiltà tra mondo occidentale e culture islamiche. L’utilizzo di marionette al posto di attori veri e propri, permette alla trilogia di mantenere un tono magico, apparentemente discordante con l’argomento violento e macabro descritto. Shawky si è servito di antichi burattini del Settecento provenienti dalla collezione Lupi di Torino per il primo film e di marionette in ceramica realizzate appositamente per il secondo.

The Secrets of Karbala è l’ultimo capitolo della trilogia e vede l’uso di marionette in vetro di Murano nelle quali le sembianze dei personaggi intrecciano forme umane, animali e memorie di antiche maschere africane. L’opera presenta scorci della Battaglia di Kerbela (680), il principale e tragico evento che portò alla tuttora esistente divisione tra Islam sciita e sunnita. La narrazione termina con la presa di Costantinopoli da parte dei Crociati nel 1204.

La trilogia affronta il problema della storia e delle vicende umane travolte da ambizione e rivalità, da tradimenti e violenze.

 

Carolyn Christov-Bakargiev, curatore della rassegna, scrive: “Nelle opere di Shawky, l’efficace senso di straniamento e la distanza dal trauma sono determinati dalla natura artificiale e meccanica delle marionette: i personaggi sono oggetti, non persone in carne e ossa. Allo stesso tempo, la condizione del burattino è anche più in generale un acuto – seppur indiretto – riferimento ai nostri tempi, in cui le cose sono sempre più controllate a distanza […]. Ma Shawky non accetta la natura “telecomandata” dell’esperienza nell’era digitale […]. La dedizione quasi obsoleta di Shawky all’artigianato e alla memoria (ad esempio quando recita alla perfezione una lunghissima sura appresa negli anni dell’infanzia) si scontra con il leitmotiv della velocità nell’era digitale e avvicina la pratica artistica a una forma di meditazione ed esercizio, simile allo studio o alla preghiera”.

 

Laura U. Marks, docente alla Grant State University, Vancouver (Canada), ed esperta in new media del mondo contemporaneo arabo, nel suo testo in catalogo afferma che “Il gioco delle marionette ha una poeticità in sé conclusa, in quanto testo, medium e azione si complementano e si completano a vicenda. È semplice per l’estetica sopraffare la narrazione, soprattutto per gli spettatori del nostro tempo in cui burattini reali sono un medium raro. La materialità e la meccanicità delle marionette diventano gli eroi della storia, con i personaggi che esse rappresentano. Guardando questi film, siamo costantemente tesi, temendo e sperando per il burattino, elogiando mentalmente l’abilità dei marionettisti, e partecipando alla storia. Mise-en-scène, cinematografia, montaggio e suono amplificano queste tensioni. Tale estetica materialmente molto densa risulta essere il mezzo ideale per raccontare le storie delle crociate attraverso gli occhi arabi”.

 

 

Note biografiche

Wael Shawky (Alessandria d’Egitto, 1971), dopo aver frequentato la Facoltà di Belle Arti presso l’Università della sua città natale, nel 2000 ha conseguito il Master of Fine Arts alla University of Pennsylvania. Dopo il clamoroso esordio internazionale a dOCUMENTA (13) nel 2012, tra le mostre recenti ricordiamo Cabaret Crusades, MoMA PS1, New York (2015); Wael Shawky, Mathaf, Doha (2015); Cabaret Crusades, Kunstsammlung NRW – K20, Düsseldorf (2014); Wael Shawky: Horsemen Adore Perfumes and Other Stories, Sharjah Art Foundation, Sharjah (2014); Wael Shawky, Serpentine Gallery, Londra (2013); Al Araba Al Madfuna, Wael Shawky, Kunst-Werke, Berlino (2012); Nottingham Contemporary, Nottingham (2011).

I suoi lavori sono stati esposti nell’ambito di importanti rassegne internazionali tra cui: Une breve histoire de l’avenir, Musée du Louvre, Parigi (2015); SALTWATER: A Theory of Thought Forms, 14. Istanbul Biennial, Istanbul (2015); Manifesta 10, San Pietroburgo (2014); You Imagine What You Desire, 19th Sydney Biennial, Sydney (2014); Now Babylon – architecture, culture and identity, Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk (2014); A History of Inspiration, Palais de Tokyo, Parigi (2013); Re:emerge, Sharjah Biennial, Sharjah (2013); 9th Gwangju Biennial, Gwangju (2013); dOCUMENTA (13), Kassel, Alessandria e Kabul (2012).

Nel 2013 a Wael Shawky è stato conferito lo Sharjah Biennial Award 2013.

 

Progetto d’artista per l’Istituto di Ricerca-Biblioteca del Castello di Rivoli

In occasione della retrospettiva al Castello di Rivoli, Wael Shawky ha sviluppato un progetto d’artista presentato presso l’Istituto di Ricerca-Biblioteca durante gli orari d’apertura (da martedì a venerdì, 10.00-17.00). Presso il medesimo spazio è disponibile la trascrizione in italiano e inglese dei dialoghi della trilogia filmica Cabaret Crusades proiettata al terzo piano della Manica Lunga.

 

La mostra è realizzata grazie al contributo speciale di  Fondazione CRTFondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea – CRT 

   

Si ringrazia Nicoletta Fiorucci, del gruppo Amici del Castello di Rivoli, per il sostegno alla mostra.

 

Si ringraziano Lisson Gallery, Londra e Sfeir-Semler Gallery, Beirut & Amburgo per il loro sostegno alla realizzazione del catalogo.

 

 

Alina Chaiderov. A New Memory is Made illy Present Future Prize 2015 Exhibition

La giuria tecnica del premio riunitasi nell’ambito di Artissima 2015 e composta da Carolyn Christov-Bakargiev (direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli e GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino), Daniel Baumann (Kunsthalle Zürich, Zurigo), Dieter Roelstraete (documenta 14, Kassel) e Maurizio Morra Greco (collezionista, Napoli) ha assegnato il premio illy ad Alina Chaiderov con la seguente motivazione: L’edizione 2015 del Premio illy Present Future è stata assegnata ad Alina Chaiderov per la sua articolata esplorazione della memoria sovietica, condotta attraverso il prisma irriverente delle forme scultoree del quotidiano.

Per la prima volta, il Premio assegna, oltre alla possibilità di esporre al Museo, anche un premio in denaro al fine di sostenere la ricerca dell’artista. 

 

Alina Chaiderov. A New Memory is Made

illy Present Future Prize 2015 Exhibition

a cura di Marianna Vecellio

4 novembre 2016 – 5 marzo 2017

 

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta l’installazione di Alina Chaiderov A New Memory is Made, 2016, nella sala progetto della Manica Lunga, a cura di Marianna Vecellio. In occasione della prima personale dell’artista in un’istituzione museale, Chaiderov – vincitrice dell’illy Present Future Prize 2015 – ha ideato un’opera in dialogo con il contesto espositivo: una sala intima dominata da una grande finestra a semicerchio che si affaccia sull’atrio juviarriano del museo. Nell’opera, l’artista prende in considerazione lo spazio, la materia e la sua duttilità, il tempo inteso come dimensione personale e metafisica, e infine il corpo come luogo di registrazione di esperienza, sofferenza e catarsi. Scrive Vecellio: “I lavori di Chaiderov sono realizzati con materiali di utilizzo quotidiano come elementi tubolari in acciaio, palle da tennis, camere d’aria, mattoni in cemento, giornali, quotidiani, lenzuola e banane; essi sono riflessioni attraverso le quali Chaiderov pone in relazione il proprio vissuto personale e i grandi eventi della Storia, al fine di creare una nuova e inedita memoria”.

 

Alina Chaiderov (San Pietroburgo, Russia, 1984) in giovane età si trasferisce in Svezia assieme alla famiglia, dove tutt’oggi risiede, vivendo tra Göteborg e Stoccolma. Dal 2005 al 2010 frequenta l’università interessandosi a vari campi d’indagine: dalla sociologia alla storia del nazionalismo e dei conflitti etnici, dalla neuropsicologia alla storia dell’arte. Nel 2015 consegue il diploma in belle arti alla Valand Academy di Göteborg.

 

 

Giornata del Contemporaneo

La Giornata del Contemporaneo è l’iniziativa promossa da AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) per avvicinare il grande pubblico all’arte contemporanea.

In occasione della Dodicesima Giornata del Contemporaneo, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea sarà aperto al pubblico con ingresso omaggio e il Dipartimento Educazione proporrà visite guidate gratuite, alle ore 11.00, 15.30 e alle 18.00, alla mostra in corso, Ed Atkins, e alla Collezione Permanente.

 

Ed Atkins

A cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio

Mostra in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Attraverso i suoi video, testi e disegni Ed Atkins (Oxford, 1982) mette in scena le modalità con cui i linguaggi contemporanei – dalla poetica del bathos all’estetica CGI – cercano di convogliare e restituire esperienze sensoriali di forte potenza emotiva. Il Castello diviene così “incantato” e il sottotetto, dove è allestita la mostra, è il suo “cervello”.