Jem Cohen

Ogni progetto di Jem Cohen nasce da una raccolta e un montaggio dei diversi materiali visivi archiviati viaggiando. Oltrepassando le usuali categorizzazioni, essi mostrano una particolare sensibilità visiva e descrittiva “documentaria”, che unisce approccio narrativo a sperimentazione audiovisiva. In tutto il suo lavoro, i margini distintivi fra finzione, documentario e sperimentazione filmica sono costantemente rimescolati e ridiscussi, facendo emergere uno spazio di narrazione lirica che mescola frammenti di realtà con annotazioni e impressioni rapide, attente ai dati sensibili e volatili. Più vicine a un incrocio fra il cine-saggio e il diario personale, le opere di Cohen sono allo stesso tempo ritratti di luoghi e persone, nonché di situazioni, che costituiscono una specifica modalità dell’osservare: sono fortemente caratterizzati da un punto di vista soggettivo, che osserva e ritrae il mondo attraverso l’occhio della cinepresa o della videocamera. Proprio in questo senso, i suoi lavori hanno spesso il tono pensoso della memoria, una memoria sostanziata da parole, suoni e immagini ricombinate e rimontate a partire da archivi e documentazioni personali. Lavorando essenzialmente con la pellicola a 16mm e a 8mm, rielaborata spesso in video con grande talento visivo, quasi tutta l’opera di Cohen si è mossa lungo una prassi di lavoro solitaria e introspettiva. Un’attenzione costante è dedicata al desiderio di investigare e portare alla luce proprio ciò che sembra invisibile, a quelle tracce di vita quotidiana e a quei momenti effimeri, spesso trascurati ma di significativo impatto, che trovano risonanza nel mondo reale. Recentemente ha prodotto il suo primo lungometraggio e nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti premi e partecipato a numerosi film festival. [F.B.]

Elenco opere

This is a History of New York (Questa è una storia di New York), 1988
video, bianco e nero, sonoro, 23′
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Questo lavoro si basa su una selezione di riprese semi-documentarie girate per le strade e gli ambienti della metropoli, dove risiede Cohen, utilizzando come materiali di partenza filmati in super-8. Sette quadri a cui corrispondono altrettante stratificazioni architettoniche, altrettante miserie umane, edifici minacciosi o straordinari, le umanità più diverse. New York come accumulazione e inventario di epoche e civiltà. Documentario poetico, suggestione fotografica e ritratto sociale si intrecciano in una composizione senza parole.

Lost Book Found (Libro perso ritrovato), 1996
video, colore, sonoro, 37′
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Questo lavoro costituisce una vasta e sottile meditazione sulla realtà della vita metropolitana. Lavorando su un duplice registro fra il documentario e il narrativo, il video ruota attorno a un misterioso libretto che contiene lunghe liste di oggetti, luoghi e incidenti. Registrato con camera a mano, il più delle volte in maniera furtiva, il lavoro si addentra in una New York ignota, sollecitando l’attenzione verso le molteplici voci e suggestioni che emergono a uno sguardo più sotterraneo e suggerendo la coinvolgente sensazione del perdersi per le strade.

Instrument (Strumento), 1999
video, colore, sonoro, 1’55”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Nato come collaborazione con il gruppo di post-rock Fugazi, originario di Washington, questo lavoro condensa un arco temporale distribuito su più di dieci anni, seguendo fasi e evoluzione della band. Distante dai tipici documentari musicali, questo progetto è piuttosto il tentativo di offrire un ritratto di musicisti a contatto quotidiano con la parte più delicata del proprio lavoro, la creazione musicale. Mescolando formati diversi, questo lavoro raccoglie estratti dal “vivo” durante concerti, viaggi, sessioni di prove in studio, interviste e momenti di dialogo con il pubblico.

Opere