Nan Hoover

Prima di dedicarsi al video, alla performance e alla fotografia nel 1973, Hoover si era dedicata alla pittura e al disegno, e questo approccio squisitamente “pittorico” alle immagini resta componente fondamentale del suo lavoro con l’immagine elettronica.
Nel corso degli anni e in parallelo all’attività espositiva, Hoover ha sviluppato un ampio e variegato corpus di performance in gallerie, musei e spazi teatrali, avvicinandosi a una più forte comprensione dello spazio attraverso “il silenzio, la concentrazione e la disciplina”.
Tutto il suo lavoro manifesta un’attenta e sensibile cura formale, quasi tattile, sensuale, pur essendo principalmente immateriale. Attraverso un meticoloso lavoro sull’intensità della luce, del colore e di movimenti minimali, ha sviluppato negli anni una straordinaria capacità di creare composizioni visive in cui l’associazione di immagini riesce a creare veri e propri paesaggi esterni come interiori. Hoover ha più volte spiegato di amare “la trasparenza e la luminosità” proprie del video, ed esplorando le sottili ambiguità che si hanno nella percezione visiva ha analizzato la tensione fortemente evocativa esistente fra astrazione e realtà, intervenendo fluidamente fra i giochi di luce controllati. Spesso realizzati adoperando una videocamera fissa, immobile, questi ritratti assorti, meditativi e onirici, si sviluppano in tempo reale. Lievi movimenti di una mano esposta alla luce o variazioni d’atmosfera di paesaggi ritratti all’aperto creano vere e proprie orchestrazioni attentamente dosate di luce e atmosfera, dove si perde la cognizione di ciò che si sta osservando.
Dopo gli studi compiuti negli Stati Uniti, nel 1969 si trasferisce ad Amsterdam e in seguito prende la nazionalità olandese. In anni recenti si è interessata sempre più alla realizzazione di installazioni luminose pubbliche commissionatele da città e musei in Germania e Olanda. [F.B.]

Elenco opere

Selected Works II (Opere scelte II), 1983-1985
video, colore, sonoro, 50’51”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Landscape (Paesaggio), 1983
video, colore, sonoro, 5’42” Una mano illuminata, posta di fronte alla videocamera, si trasforma in un paesaggio grazie a specifici movimenti e a un gioco di scala. Realtà e illusione si accompagnano in questa esplorazione ravvicinata.
Halfsleep (Mezzo addormentata), 1984
video, colore, sonoro, 16’43”
Con l’ausilio di una lente macroscopica e un movimento rallentato di ripresa, l’artista punta tutta l’attenzione nell’esaminare i dettagli della superficie del proprio volto: quale risultato emerge una variegata e quasi drammatica trama di tessiture e luci.
Eye Watching (Occhio che guarda), 1984
video, colore, sonoro, 7’22” Un ingrandimento ravvicinatissimo di un occhio che osserva è accostato a suoni ambientali fortemente amplificati. Concentrandosi sull’atto della vista, Hoover sviluppa uno straordinario studio della capacità d’osservazione, di come e quanto l’occhio risponda al passare di ombre, luci e suoni esterni.
Returning to Fuji (Tornando al monte Fuji), 1984
video, colore, sonoro, 8’21” L’apparizione e la percezione della celebre montagna si confondono in un’atmosfera di nebbie grigio-violette, accompagnate da trasformazioni graduali dell’intensità della luce e dell’ombra e da suoni evocativi.
Desert (Deserto), 1985
video, colore, muto, 12’43” Giocato tutto sull’impiego di tinte rosso intenso e ocra, questo lavoro evoca un paesaggio desertico, in cui le variazioni di luce e colore richiamano il ciclo del giorno.

Flora / Watching Out – a Trilogy (Flora / Fare attenzione – Una trilogia), 1985-1986
video, bianco e nero, colore, muto, 22’11”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Flora, 1985
video, colore, muto, 9’11” Richiamandosi all’essenziale e raffinata composizione dei quadri di Georgia O’Keeffe, questo video descrive le forme dei petali di un fiore, focalizzandosi sulle trasformazioni apportate anche da minimi cambiamenti di luce.
Watching Out – a Trilogy (Fare attenzione – Una trilogia), 1986
video, bianco e nero, muto, 13′ Questa trilogia, dai forti contrasti e chiaroscuri, mostra primi piani del volto di una donna con dissolvenze che avvicinano e allontanano il lavoro a forme di astrazione visiva. Lo sguardo della donna ritratta resta diretto verso il fuori campo, testimoniando una dimensione di isolamento misterioso e enigmatico.

Wigry, Poland / Blue Mountains, Australia (Wigry, Polonia / Montagne Blu, Australia), 1988-1989
video, colore, bianco e nero, sonoro, 13’06”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Wigry, Poland (Wigry, Polonia), 1989 video, colore, sonoro, 6’50” Questo studio di riflessi di luci e ombre sull’acqua è accompagnato dai suoni ambientali di gocciolii d’acqua. L’atmosfera monocroma suggerisce un quadro misterioso, quasi astratto.
Blue Mountains, Australia (Montagne blu, Australia), 1988 video, colore, sonoro, 6’16” Il paesaggio di Blue Mountains si staglia immobile, mentre l’immagine gradualmente diventa ferma e l’audio ambientale ancora continua.

Opere