Robert Wilson

Robert Wilson studia all’università in Texas e al Pratt Institute, a Brooklyn, dove sviluppa il suo interesse per l’architettura e il design. Trasferitosi a New York, si interessa al lavoro coreografico di maestri della danza moderna quali George Balanchine, Merce Cunningham, Martha Graham e Ann Halprin. Nel 1969 debutta a New York con due fra le sue più importanti creazioni: The King of Spain (Il re di Spugna) all’Anderson Theater, e The Life and Times of Sigmund
Freud (La vita e i tempi di Sigmund Freud).
Successivamente conquista plausi entusiastici per Deafman Glance (Lo sguardo del sordo), un'”opera” silenziosa creata in collaborazione con Raymond Andrews, un ragazzo sordomuto che Wilson ha adottato. Da quel momento presenta nuove produzioni, fra cui Ka Mountain and Guardenia Terrace (Montagna Ka e la terrazza di Gardenia), della durata di sette giorni a Shiraz, in Iran, nel 1972; The Life and Times of Joseph Stalin (La vita e tempi di Joseph Stalin) un’altra opera silenziosa di dodici ore, presentata nel 1973 a New York, poi in Europa e in Sudamerica.
Nel 1976 Wilson collabora con il compositore Philip Glass. Negli anni Novanta, per il Thalia Theater di Amburgo, crea una serie di opere musicali, frutto della collaborazione con musicisti quali Tom Waits e Lou Reed, The Black Rider (Il cavaliere nero) nel 1991, Alice nel 1992, Time Rocker (Scuoti-tempo) nel 1996 e Poetry (Poesia) nel 2000.
Il “teatro delle immagini” altamente stilizzato di Wilson è caratterizzato da un forte interesse per le arti sceniche dell’Estremo Oriente, nonché da una particolarissima riflessione sulla temporalità dello spettacolo, su forme di comunicazione non verbale, un senso della messa in scena concepita architettonicamente e un uso del tutto unico delle capacità degli attori. Interessandosi alle possibilità offerte dalla tecnologia elettronica, dal 1978 produce lavori innovativi per la televisione, fra cui Video 50, 1976, e Deafman Glance (Lo sguardo del sordo), 1981. Parimenti stilizzati visivamente, questi racconti in video sono resi con una sorvegliata, attenta eleganza visiva e un uso sempre sobrio e pregnante d’inaspettate immagini simboliche, gestualità rituali e un’atmosfera decisamente iperreale. Le luci e i movimenti, il tempo e lo spazio prendono il posto del linguaggio. Atmosfere allo stesso tempo sinistre, gelide, fantasiose e quasi surreali convivono in situazioni dove azioni minimali e gesti ripetuti strutturano la poetica di Wilson. [F.B.]

Elenco opere

Video 50, 1978
video, colore, sonoro, 51’40”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Quasi una sorta di quaderno d’appunti in video, Video 50 è una raccolta di brevi episodi, un centinaio circa, a metà fra il drammatico e l’umoristico prodotti originariamente per la televisione, della durata media di 30 secondi. L’intensa ma stralunata teatralità, il gusto per le immagini simboliche e un qual certo gusto “surreale” si mescolano ad accostamenti e ripetizioni di motivi visivi sapientemente orchestrati.

Deafman Glance (Lo sguardo del sordo), 1981
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
video, colore, sonoro, 26’53” Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Adattamento televisivo dall’omonima creazione definita un’”opera silenziosa”, il video mette in scena una storia di omicidio altamente e sinistramente stilizzata, reinventando i valori e gli usi del tempo e dello spazio rappresentati, enfatizzandoli grazie all’uso particolare di luci e suoni isolati al posto della parola. Le azioni ricorrenti, sempre silenziose, ambientate in una casa dall’aspetto essenziale e spartano, sviluppano un’atmosfera a metà fra il sogno e l’incubo, respingente e invitante allo stesso tempo.

Stations (Stazioni), 1982
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
video, colore, sonoro, 56’19” Racconta in tredici brevi parti la storia di un ragazzino di undici anni che per realizzare le sue fantasie si avvicina a un mondo magico, al di fuori della vita della famiglia. Attraverso la grande finestra nella cucina di casa, vede materializzarsi le proprie fantasie interiori, che diventano eleganti composizioni pittoriche.

Opere