Vito Acconci

Dagli iniziali interessi per la letteratura e la poesia sperimentale, con cui stabiliva una relazione di forte intensità fisica e comunicativa fra autore e ascoltatore, Acconci, sul finire degli anni Sessanta, sposta l’interesse della sua ricerca verso un confronto diretto con il pubblico, passando dallo spazio della pagina a quello della galleria. Attraverso l’elaborazione di performance di ossessiva intensità, l’artista registra una serie di filmati e di video, privilegiando la ripresa diretta e continua. I primi scarni lavori esprimono una ricerca di forte, talvolta perfino disturbante, impatto fisico e psicologico, con una serie di azioni registrate senza sonoro su pellicola. Quasi contemporaneamente, inizia anche una fase più auto-analitica e di rilettura dei rapporti che regolano le relazioni tra il pubblico e il performer, spostando l’accento su forme di comunicazione che superano i confini convenzionali fra spazi pubblici e privati. Sviluppa una serie di monologhi simili a flussi di coscienza, diretti allo spettatore, assegnando ai lavori il titolo descrittivo dell’azione eseguita.
Scavando nelle relazioni fra prossimità comunicativa e violenza, l’interesse di Acconci si orienta progressivamente verso descrizioni di stati psicologici interpersonali, fino a giungere a implicazioni culturali e politiche legate agli spazi performativi e ai luoghi predisposti per le performance. Attraverso installazioni video e audio, dalla seconda metà degli anni Settanta, esplora i contesti espositivi scelti, riflettendo sul ruolo e sulle implicazioni dello spettatore.
Dai primi anni Ottanta, un nuovo interesse per la scultura lo porta a confrontarsi con situazioni di carattere più partecipativo per il pubblico, spingendolo a dedicarsi a lavori d’ambito decisamente architettonico. In attento dialogo con l’architettura di paesaggio e il design pubblico, è arrivato a fondare Acconci Studio, vero e proprio gruppo di architetti e urbanisti con cui progetta e articola interventi urbanistici sempre più su vasta scala. [F.B.]

Elenco opere

Three Frame Studies (Tre studi sull’inquadratura), 1969
riversato da film super-8, bianco e nero, colore, muto, 10’58”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In questi tre brevi studi, Acconci esegue una serie d’azioni in cui il suo gesto incontra diverse forme di resistenza fisica testando limiti fisici e simbolici dello spazio dell’inquadratura filmica.

Applications (Applicazioni), 1970
riversato da film super-8, colore, muto, 19’32”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Il corpo di Acconci è letteralmente coperto di segni rossi, tracce di baci dati da labbra femminili coperte di rossetto; l’artista sfrega poi il suo corpo contro quello di un altro uomo.

Corrections (Correzioni), 1970
video, bianco e nero, sonoro, 12′
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Nudo, di spalle alla videocamera, Acconci accende uno per volta alcuni fiammiferi che tenta di avvicinare ai peli della propria schiena, provocandosi ogni volta piccole bruciature.

Open-Close (Aperto-chiuso), 1970
riversato da film super-8, colore, muto, , 6’40”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In questo breve studio, l’artista esplora e testa una serie di capacità d’apertura e contrazione legate al proprio ano.
Openings (Aperture), 1970
riversato da film super-8, bianco e nero, muto, 14′
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In una ripresa ravvicinata e dettagliata sul proprio stomaco, che appare in primissimo piano, l’artista si strappa i peli attorno all’ombelico.

See Trough (Vedere attraverso), 1970
riversato da film super-8, colore, muto, 5′
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Acconci, visto di spalle, si concentra sulla propria immagine riflessa in uno specchio, poi spacca lo specchio, eliminando il proprio riflesso.

Three Adaptation Studies (Tre studi di adattamento), 1970
riversato da film super-8, bianco e nero, muto, 8’05”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In Blindfold Catching (Agguantare alla cieca) Acconci bendato tenta inutilmente di afferrare una serie di palle che gli vengono lanciate; in Soap & Eyes (Sapone e occhi) si sforza di mantenere gli occhi aperti nonostante la presenza del sapone gli causi smorfie grottesche; in Hand and Mouth (Mano e bocca) tenta ripetutamente di infilarsi una mano in gola, rigettandola violentemente ogni volta.

Three Relationship Studies (Tre studi di relazione), 1970
riversato da film super-8, bianco e nero, colore, muto, 12’30”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Shadow-play (Gioco d’ombre) presenta l’artista intento a combattere contro se stesso, impegnato in una gara di boxe con la propria ombra; in Imitations (Imitazioni) egli tenta di imitare il più fedelmente possibile gesti e parole di un’altra persona; in Manipulations (Manipolazioni), nascosto dietro uno specchio, ma visibile allo spettatore, egli sembra dirigere i gesti di una ragazza posta al di là dello specchio.

Two Cover Studies (Due studi di copertura), 1970
riversato da film super-8, colore, muto, 7’46”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In Scene Steal (Rubare la scena), Acconci, completamente vestito, si corica addosso a una ragazza nuda e cerca di coprirla; in Container (Contenitore), nudo si avvolge attorno a un gatto dormiente quasi a assorbirlo.

Two Takes (Due riprese), 1970
riversato da film super-8, bianco e nero, muto, 9’40”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In Grass / Mouth (Erba / bocca) Acconci ingerisce erba fino a rigettarla; in Hair / Mouth (Capelli / bocca), posto dietro una ragazza seduta, prova ad inghiottirne i lunghi capelli.

Association Area (Area d’associazione), 1971
video, bianco e nero, sonoro, 62’13”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Acconci e un ragazzo, entrambi bendati e con tappi negli orecchi, tentano intuitivamente di imitare i movimenti dell’altro, mentre una voce fuori campo offre alcuni suggerimenti che i due performer non possono sentire.

Centers (Centri), 1971
video, bianco e nero, sonoro, 22’28”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Concentrandosi in modo ossessivo sulla punta del proprio indice con cui indica, posto esattamente al centro del monitor, Acconci elabora una rigorosa quanto spiazzante analisi del rapporto fra osservatore e attore, invertendo e capovolgendo i termini comparativi di azione attiva e ricezione passiva.

Claim Excerpts (Estratti di rivendicazione), 1971
video, bianco e nero, sonoro, 60’20”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Bendato, armato di una sbarra, al fondo di una scala, solitario, l’artista ripete ossessivamente
a sé e agli altri di non voler ricevere visite.

Contacts (Contatti), 1971
video, bianco e nero, sonoro, 29’47”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Acconci, immobile e bendato, espone il suo corpo nudo alla mano di una ragazza che
lentamente gli si avvicina senza toccarlo né sfiorarlo. Al massimo della concentrazione
l’artista tenta d’individuare le aree del potenziale contatto.

Filler (Riempitivo), 1971
video, bianco e nero, sonoro, 29’16”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Acconci è sdraiato a terra, orientato verso la videocamera ma allo stesso tempo nascosto
dietro a un grande scatolone di cartone; il lungo silenzio viene interrotto solo dai ripetuti
attacchi di tosse che lo scuotono.

Waterways: 4 Saliva Studies (Vie d’acqua: quattro studi con la saliva), 1971
video, bianco e nero, sonoro, 22’25”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Attraverso una serie di modalità di produzione di saliva, l’artista ricostruisce e associa la
produzione artistica alla naturale secrezione biologica.

Conversions (Conversioni), 1971
riversato da film super-8, bianco e nero, muto, 65’30”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In tre lenti e studiati esercizi, Acconci maneggia, gioca con e altera parti del suo corpo per
suggerire trasformazioni anatomiche, simulando l’altro sesso.

Pick-Up (Percezione), 1971
riversato da film super-8, colore, muto, 16’50”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Completamente bendato e chino su di sé, in forte concentrazione, Acconci cerca di prevedere i movimenti delle mani della persona che ha dinanzi.

Remote Control: Pt I & II (Comando a distanza: parte I e II), 1971
Installazione video a due canali, bianco e nero, sonoro, 62′ ciascuno
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
L’artista e una ragazza si trovano all’interno di una cassa di legno, in due spazi separati
L’artista dispone di videomonitor e di microfono tramite i quali può osservare e controllare la
donna.

Face to Face (Faccia a faccia), 1972
riversato da film super-8, colore, muto, 15′
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In una performance tutta incentrata sul proprio volto, senza mai ricorrere a forme di
comunicazione verbale, l’artista esplora i nessi fra espressioni facciali e le loro risonanze
psicologiche e narrative.

Face-Off (Senza volto), 1973
video, bianco e nero, sonoro, 32’57”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Seduto dinanzi ad un registratore che riproduce nastri precedentemente realizzati in cui racconta particolari segreti della propria vita intima, Acconci reagisce e cerca di coprire il flusso di confessioni registrate, mostrandosi in un continuo e contrastante gioco di reticenza ed esibizionismo.

Command Performance (Azione comando), 1974
video, bianco e nero, sonoro, 56’40”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
Sdraiato a terra, in modo che il pubblico non possa vederlo, Acconci si lascia
progressivamente andare in una sorta di estesa confessione in cui esprime pensieri e dubbi
nei confronti delle aspettative del pubblico e della sua attività performativa. Occasionalmente
invita l’ascoltatore a prendere il suo posto.

Face of the Earth (Il volto della terra), 1974
video, colore, sonoro, 22’18”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In un esteso, intenso e sempre più ipnotico racconto, Acconci, con il volto in primissimo
piano, quasi sempre coperto dalle mani, descrive evocativamente una figura solitaria in
viaggio verso la frontiera del lontano West, costruendo una raffinata partitura verbale e
sonora di azioni e di esplorazioni.

Shoot (Colpisci), 1974
video, colore, sonoro, 10’18”
Acquistato con il contributo di Compagnia di San Paolo
In un crescendo di potenza teatrale, Acconci affastella descrizioni e ricordi delle sue origini,
del sentirsi ed essere cittadino americano, alternandole a suoni onomatopeici di esplosioni,
agitando il pene e creando un’inedita quanto impietosa revisione del tanto celebrato e noto
sogno americano.

Opere