Zonarte

Dal 2010 ZonArte. Lo spazio e il tempo dove il pubblico incontra l’arte contemporanea

La Zona è la Zona, la Zona è la vita
Andreij Tarkovskij

ZonArte, il network che pone l’esperienza diretta dell’arte al centro della sua ricerca, definisce il suo metodo operativo attraverso le due parole che compongono il suo nome: Zona e Arte.
Zona è il termine che identifica uno spazio, un tempo, un luogo, una specificità. Si lavora in Zona, dove le istituzioni piemontesi dell’arte contemporanea cooperano a un programma di ricerca condiviso, con l’intento di attivare un circuito virtuoso e itinerante che favorisca e alimenti l’incontro con l’arte. Se Torino e il territorio circostante hanno costituito la Zona iniziale, l’espansione dell’esperienza è proseguita in Italia e all’estero, sempre in luoghi facilmente accessibili, aperti a tutti i pubblici. ZonArte, dal 2010 in poi, si è attivato oltre confine grazie alle collaborazioni internazionali avviate dai partner, e la definizione di Zona si è rimodellata su nuovi spazi da conoscere, in cui comunicare la ricerca in campo relazionale condotta dai vari Dipartimenti Educazione dei musei piemontesi.
La Zona si connota in modo sempre differente perché contiene in sé la caratteristica di essere complessa, imprevedibile, un luogo da esplorare, così come vissuta dallo Stalker dei fratelli Strugatzki. Si può pensare anche all’esistenza di una Zona di comfort e di scambio, dove “l’eccellenza per compiersi non richiede sforzo”, secondo la definizione di Goleman.
Zona è anche metafora del gioco di squadra che sottintende la reale interazione fra le istituzioni coinvolte, ciascuna delle quali impegnata nella promozione e nella diffusione dell’arte contemporanea, attraverso cui connettere saperi e occasioni di lettura delle istanze culturali e sociali del tempo presente.
Per quanto riguarda la metodologia di ZonArte, tutte le attività dei Dipartimenti che vi collaborano prevedono l’accompagnamento dei visitatori dei musei in esperienze attive e corali. Tale compito è svolto da professionisti formati non solo sui contenuti da elaborare, ma soprattutto sulla gestione e valorizzazione dell’aspetto relazionale e partecipativo delle proposte, per costruire conoscenze facendo emergere le potenzialità dei singoli e dei gruppi. La progettazione di dispositivi di partecipazione è multidisciplinare e sperimentale, si basa sul medium dell’arte per attivare processi estetici, cognitivi, operativi, studiati per incoraggiare le persone a esprimersi e confrontarsi.
L’educazione attraverso l’arte è tesa a rafforzare la sensibilità emotiva e la consapevolezza razionale per lo sviluppo di personalità non stereotipate, capaci di pensare e rapportarsi in modo autentico, in armonia con l’ambiente in cui agiscono.
L’educazione nei musei non è una funzione marginale e ancillare, ma di vitale importanza per istituzioni pubbliche che si relazionano con il loro territorio e il loro tempo. La conferma storica e internazionale del ruolo fondamentale dei musei e della loro funzione educativa è avvenuta nel 1948 con il primo incontro ICOM a Parigi. A livello nazionale, il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, all’articolo 101, definisce il museo quale “struttura permanente che acquisisce, cataloga, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio”.
Lo studio, la diffusione dei saperi, la divulgazione, la formazione non sono, dunque, solo alcune fra le diverse espressioni della funzione educativa di un museo, sono la finalità stessa del museo.
Lo stato attuale della funzione educativa, fondamento democratico del museo contemporaneo, viene messa in discussione, soprattutto nel nostro Paese, con la diffusa esternalizzazione del personale museale preposto a tale ambito, provocando una regressione culturale che mette al primo posto impostazioni verticistiche, autoreferenziali, legate a logiche di mercato, alla ricerca di un’audience strumentale perché valutata secondo calcoli spesso unicamente numerici. La crisi economica — e ancor più quella finanziaria — ha coinvolto anche le istituzioni culturali con un forte ridimensionamento dei fondi disponibili, determinando orientamenti programmatici che salvaguardano, soprattutto, il valore economico rappresentato dalle opere delle collezioni dei musei. Tale scelta di campo, che penalizza i budget per le attività, rischia di invalidare i risultati conseguiti in anni di ricerca innovativa ed inclusiva, oltre agli esiti delle pratiche fondate sul valore educativo dell’arte del nostro tempo, per altro inscritte nella mission di museo pubblico, dunque del e per il pubblico. Tale situazione rafforza la motivazione, condivisa dai Dipartimenti Educazione, di continuare la ricerca in progress e di proporre una sintesi dell’esperienza nel Manuale di educazione all’arte contemporanea, edito da Prinp – Editoria d’arte 2.0 nel 2017. In questa fase di evoluzione del progetto, di cui non esistono esempi analoghi sul territorio nazionale e internazionale, le esperienze raccolte stanno producendo un concreto interesse di carattere metodologico. Accademie e Università, scuole ed enti culturali riconoscono in ZonArte un punto di riferimento importante, rappresentativo e autorevole per la qualità dei suoi programmi e per la collaborazione interistituzionale che ha saputo costruire negli anni.

ZonArte – lo spazio e il tempo dove il pubblico incontra l’arte contemporanea è il progetto promosso e sostenuto dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT di Torino, che riunisce i Dipartimenti Educazione delle principali istituzioni piemontesi dedicate all’arte del nostro tempo: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz, PAV Parco Arte Vivente, in collaborazione con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Cittadellarte Fondazione Pistoletto.

www.zonarte.it