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SUMMARY:Rosalind Krauss. Knighthood: The Medium Strikes Back - conferenza / William Kentridge\, Triumphs and Laments | proiezione
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SUMMARY:Karen Barad\, Troubling Time/s and Ecologies of Nothingness: Re-turning\, Re-membering\, and Facing the Incalculable | conferenza
DESCRIPTION:conferenza\, \nCastello di Rivoli\, Sala Conferenze \n  \nIl Castello di Rivoli ospita per la prima volta in Italia una conferenza della fisica e filosofa femminista statunitense Karen Barad\, tra le più note e importanti figure del dibattito scientifico internazionale. Il pensiero di Barad ci porta a decentrare l’umano e a concepire il mondo come una serie di interazioni; ha segnato una generazione intera di giovani artisti nel mondo particolarmente legati a materialità e immaterialità. L’incontro è organizzato nell’ambito del progetto Abitare il Minerale. \nKaren Barad è promotrice dell’Agential Realism\, una riflessione che intrecciando fisica quantistica\, etica\, ontologia ed epistemologia\, estende la ricerca sulla materia a un’attenta e rinnovata osservazione dei fenomeni sociali e politici. Sovvertendo il senso comune di causalità e individuo\, Barad introduce il concetto di intra-actions (intra-azioni)\, operazioni che riconfigurano costantemente la materia e determinano “la definizione delle differenze\, degli ‘individui’\, invece di presumere la loro esistenza come indipendente ed antecedente.” \nIn occasione della conferenza Troubling Time/s and Ecologies of Nothingness: Re-turning\, Re-membering\, and Facing the Incalculable\, Karen Barad mostrerà come le dinamiche decostruttive della fisica quantistica possano porre in dubbio il concetto moderno di tempo presentando nuovi e radicali immaginari sociali e ambientali. L’indeterminazione del tempo\, al cuore della fisica quantistica\, turba “non solo la ricerca sulla fisica delle particelle e la fisica nucleare\, ma mette in discussione la tradizionale lettura di fenomeni sociali quali il colonialismo\, il capitalismo\, il militarismo\, il razzismo\, il nazionalismo e la distruzione ambientale.” \nKaren Barad (1956)\, fisica e teorica femminista americana\, è tra i principali protagonisti del dibattito contemporaneo. Attualmente insegna studi femministi\, filosofia e History of Consciousness (storia della consapevolezza) alla University of California di Santa Cruz. Laureatasi in fisica teorica presso la Stony Brook University di New York\, ha pubblicato nel 2007 Meeting the Universe Halfway: Quantum Physics and the Entanglement of Matter and Meaning\, testo che\, introducendo la teoria dell’Agential Realism\, mina definitivamente le basi non solo del nostro tradizionale modo di concepire la materia\, ma anche delle dicotomie tra natura e cultura\, animale e umano\, uomo e donna\, problematizzando il ruolo sociale della scienza e la natura dell’etica. Ha ricevuto negli anni numerose onorificenze\, fra cui nel 2016 il Dottorato Onorario presso la Gothenburg University\, in Svezia e collabora dal 2016 al progetto “Decolonizing Early Childhood Discourses: Critical Posthumanism in Higher Education” all’University of Cape Town. Ha tenuto lezioni nelle più importanti Università e istituzioni\, prendendo parte nel 2012 a dOCUMENTA (13) con il testo What Is the Measure of Nothingness? Infinity\, Virtuality\, Justice all’interno del catalogo e della collana 100 Notes – 100 Thoughts. Book n° 099\, Hatje Cantz Verlag (2012). \n  \nLa partecipazione all’incontro è gratuita ma è necessaria l’iscrizione all’indirizzo abitareilminerale@gmail.com\, o il giorno dell’evento presso il Castello di Rivoli. \nChi partecipa all’incontro potrà usufruire di un biglietto d’ingresso ridotto al Museo esibendo la prenotazione e-mail. \nAbitare il Minerale è realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, a cura di Francesca Comisso\, Luisa Perlo e Marianna Vecellio\, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Ora! Linguaggi contemporanei\, produzioni innovative”. \n 
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SUMMARY:MERENDA REALE ® Day
DESCRIPTION:Goditi una deliziosa pausa nella nostra caffetteria!\nSabato 27 maggio 2017 proporremo la Merenda Reale® nella sua nuova versione estiva. Potrete gustare il celebre Zabaione accompagnato da biscotti tipici come paste di meliga\, lingue di gatto\, meringhe\, novarini e savoiardi.\nPer l’occasione dopo la degustazione si terrà una particolare visita guidata storica della Residenza con curiosità dedicate alla cucina e alla golosità di Corte. \n**PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA** a Turismo Torino vedi sito : http://www.turismotorino.org/internaCB.aspx?idA=1780&idE=61 \nPREZZO: € 10\,00\nIl pagamento si effettua direttamente presso la nostra Caffetteria.
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SUMMARY:COLORI al Salone Internazionale del Libro
DESCRIPTION:COLORI al Salone Internazionale del Libro\nVenerdì 19 maggio – Stand Città di Torino \nL’emozione dei COLORI nell’arte al Salone Internazionale del Libro di Torino\nCarolyn Christov-Bakargiev\, Direttore Castello di Rivoli e GAM Torino\nFrancesca Leon\, Assessora alla Cultura Città di Torino\nAntonella Parigi\, Assessora alla Cultura Regione Piemonte \nVenerdì 19 maggio ore 18.00\nStand Città di Torino\nLingotto Fiere \nLa mostra L’emozione dei COLORI nell’arte\, allestita alla GAM di Torino e al Castello di Rivoli fino al 23 luglio 2017\, sta riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica. \nCon una media di circa 1.500 visitatori al giorno tra le due sedi\, e un totale di oltre 80.000 ingressi in 55 giorni di apertura\, l’esposizione curata da Carolyn Christov-Bakargiev\, Marcella Beccaria\, Elena Volpato e Elif Kamiskli\, si posiziona ai primi posti tra le mostre più visitate in Italia. \nUna straordinaria raccolta di 400 opere d’arte realizzate da oltre 130 artisti provenienti da tutto il mondo che datano dalla fine del Settecento al presente. \nL’emozione dei COLORI nell’arte ripercorre la storia\, le invenzioni\, l’esperienza e l’uso del colore nell’arte. Attraverso una molteplicità di racconti e presentazioni di opere d’arte importanti\, si affronta l’uso del colore da svariati punti di vista\, tra i quali quello filosofico\, biologico\, quello antropologico e quello neuroscientifico. \n“Durante il secolo scorso sono state organizzate numerose mostre sul colore a partire dalle teorie della percezione divenute popolari negli anni Sessanta. Quel tipo di approccio discende da una nozione universalistica della percezione e da una sua pretesa valenza oggettiva\, molto distante dalla consapevolezza odierna della complessità di significati racchiusa nel colore”\, afferma Carolyn Christov-Bakargiev. \n“Colori è l’esempio di una buona alleanza tra intelligenze e istituzioni oltre a rappresentare un’importante occasione per alimentare il dibattito culturale cittadino e guidare i torinesi alla fruizione di un prodotto culturale pensato per raccontare epoche e correnti artistiche diverse. Il successo che sta riscuotendo dimostra che attivare la capacità produttiva dei nostri musei è una scelta vincente”. Francesca Leon\, Assessora alla Cultura Città di Torino \n“La mostra Colori è uno spettacolo per i nostri sensi oltre a possedere un alto valore culturale e scientifico. Con questo binomio si parla con serietà alla gente ma soprattutto con la gente di questioni vicine alla vita quotidiana. Il ruolo dell’arte nella formazione e nell’educazione civica si sposa con l’apprezzamento dei colori della natura\, delle nostre campagne\, dei nostri immaginari collegati al territorio piemontese”. Antonella Parigi\, Assessora alla Cultura Regione Piemonte \nIl catalogo della mostra è edito da Silvana Editoriale
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SUMMARY:Tarek Atoui. Conjured Geographies
DESCRIPTION:a cura di Marcella Beccaria \nCastello di Rivoli\, atrio esterno \n  \nArtista e compositore elettroacustico\, Tarek Atoui crea una nuova forma di arte dove il corpo e la macchina si intrecciano e diventano un unico organismo. L’artista utilizza computer e strumenti elettronici da lui stesso assemblati per realizzare interventi\, concerti\, performance e workshop. Partendo da una dettagliata ricerca sulla storia della musica e degli strumenti\, la sua pratica artistica sfocia intenzionalmente in performance collaborative nelle quali l’improvvisazione gioca un ruolo essenziale. Includendo l’ambiente nel quale opera\, attraverso la relazione tra storia\, suoni\, strumenti e corpi\, Atoui dimostra come la musica e le nuove tecnologie possano essere potenti strumenti d’espressione e identità. \nIn occasione della sua prima performance in Italia e in anticipazione della prima retrospettiva mondiale che si terrà al Museo a fine 2018\, al Castello di Rivoli l’artista presenta Conjured Geographies (Geografie evocate)\, 2016-2017\, un collage di suoni improvvisati che ingloba le memorie di alcuni tra i suoi più importanti eventi sonori: da Metastable Circuit\, presentato a dOCUMENTA 13 (2012) a On and From Tarab realizzato presso la Sharjah Art Foundation e la Serpentine Gallery (2012) fino a I/E Elefsis presentata nel sito archeologico di Eleusi (2015) e Dahlem Sessions presentate al Museo di Antropologia di Dahlem durante la Berlin Biennial (2014). \nNella performance Conjured Geographies (durata 45’) il materiale sonoro viene riconfigurato in un’eterofonia che prende spunto dal tarab della musica araba (dalla parola tarabi “danzare” o “divertirsi con la musica”). In quella tradizione\, l’eterofonia gioca un ruolo fondamentale nel creare in chi ascolta una condizione psicofisica che induce l’incanto e la trance. Cinque o sei musicisti suonano all’unisono\, tuttavia ciascuno segue per conto proprio la melodia originale. Offrendo una libera interpretazione\, queste sonorità multiple offrono al pubblico la possibilità di esperire il tarab. Come spiega l’artista\, “il tarab non è un genere musicale\, ma uno stato di ‘melotrance’ che si raggiunge dopo aver ascoltato la musica per un certo tempo. Il tarab avveniva nei cortili dove la gente rimaneva seduta per ore ad ascoltare”. \nUtilizzando un mixer artigianale\, Atoui nella sua performance integra canti tradizionali con la propria voce per restituire l’arte ai suoi fondamenti e alla sua funzione di essere “nient’altro che un’articolazione reciproca\, corpo e materia che collassano tutti i confini geografici\, temporali e fisici”. \n  \nTarek Atoui (Libano\, 1980)\, nel 1998 si trasferisce a Parigi\, dove vive e lavora. Dopo gli studi di musica contemporanea ed elettronica al Conservatorio Nazionale di Reims\, come co-direttore di STEIM Studios\, Amsterdam\, nel 2008 pubblica il suo primo album per l’etichetta Staalplaat nell’ambito della serie “Mort aux Vaches” incentrata su sessioni dal vivo. Tra le performance più recenti ricordiamo quelle tenute alla Tate Modern\, Londra\, (2016); Fondation Louis Vuitton\, Parigi (2015); Bonniers Konsthall\, Stoccolma (2013); Norbergenfestival\, Norbergen\, Svezia (2013); Bik Van Der Pol\, Utrecht (2011); New Museum\, New York (2010); Manarat Saadiyat\, Emirati Arabi Uniti (2009); La Maison Rouge\, Parigi (2009) e al Today’s Art Festival\, Amsterdam (2007). \nTra le performance e le mostre collettive ricordiamo Un-drum 3\, La Maison Rouge\, Parigi (2010); Below 160\, Salzburg Sommerszene Festival\, Salisburgo (2011); La Lutherie\, DIMIs Re-connected\, Metastable Circuit\, dOCUMENTA (13)\, Kassel (2012); La Suite\, Serpentine Gallery\, Londra (2012); Within\, Sharjah Biennial 11\, Sharjah\, Emirati Arabi Uniti (2013); Art or Sound\, Fondazione Prada\, Ca’ Corner della Regina\, Venezia (2014). Ha inoltre partecipato alla 9° e 11° Biennale di Sharjah\, Sharjah\, Emirati Arabi Uniti (2009; 2013)\, 9° Biennale del Mercosul\, Porto Alegre\, Brasile (2013); 9° Biennale di Berlino\, Berlino (2014); Biennale di Marrakech\, Marocco (2016). \n  \n  \n  \n  \n  \nUfficio Stampa Castello di Rivoli \nManuela Vasco | tel. 011.9565209 | press@castellodirivoli.org \nBrunella Manzardo | tel. 011.9565211 | b.manzardo@castellodirivoli.org \n 
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SUMMARY:Anna Boghiguian. Lo studio dell'artista
DESCRIPTION:a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marianna Vecellio \nCastello di Rivoli\, terzo piano – sala 38 \n  \nPer la prima volta nella storia del Castello di Rivoli\, in una sala della residenza sabauda verrà ricreato lo studio di un’artista. \nLunedì 8 maggio verrà inaugurata la sala che anticipa la prima mostra retrospettiva mondiale dell’artista egiziana-canadese di origine armena Anna Boghiguian (Il Cairo\, 1946)\, vincitrice del Leone d’Oro per il miglior padiglione (Armenia) alla 56° Biennale di Venezia nel 2015. \nIl progetto scaturisce dalla residenza dell’artista al Museo per oltre un mese\, durante il quale ha trasportato il suo studio dal Cairo a Rivoli e ha lavorato a una nuova serie di opere dedicate al periodo trascorso dal filosofo Friedrich Nietzsche a Torino tra il 1888 e il 1889. \nOltre a riprodurre gli ambienti dell’atelier di Boghiguian a Il Cairo – le stanze interne colme di opere e disegni\, barattoli di pigmento\, tappeti\, oggetti orientali e un ampio terrazzo che affaccia sul Nilo\, sorvolato da stormi di uccelli – la sala ospita anche opere giovanili mai mostrate al pubblico prima d’ora. \n  \nLa mostra sarà aperta al pubblico dal 9 maggio al 23 luglio su richiesta. \n  \nLa mostra retrospettiva dell’artista Anna Boghiguian\, allestita al terzo piano della Manica Lunga\, sarà inaugurata il 18 settembre 2017. \nPur mantendendo lo studio e la casa al Cairo\, Boghiguian vive e lavora nomadicamente tra Europa\, Asia\, Africa e nelle Americhe. Figlia di un orologiaio armeno\, studia scienze politiche e arte all’American University del Cairo negli anni Sessanta. Si trasferisce in Canada nel 1970 dove studia arte e musica alla Concordia University di Montreal. Interessata alla letteratura\, alla filosofia e alla politica\, Boghiguian è conosciuta per i suoi disegni e quadri espressionisti eseguiti spesso a encausto con tratto spontaneo e colori saturi. Le opere combinano figurazione e testo scritto e scaturiscono dall’osservazione della condizione di conflitto sociale nel mondo contemporaneo durante la globalizzazione. La sua pittura è un vero e proprio corpo\, capace di toccare tutti i sensi e favorire una dimensione empatica dell’opera. \nOltre alla pittura\, l’artista usa numerosi linguaggi espressivi tra i quali scultura\, fotografia\, scrittura e suono. I suoi collage incorporano oggetti e ritagli di immagini stampate. Le sue installazioni e opere ambientali offrono una interpretazione unica dell’esperienza del viaggio e dell’essere umano contemporaneo\, in transito tra passato e presente\, poesia e politica\, sguardo felice sul mondo e osservazione critica.
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SUMMARY:Marianne Heier\, This is What Creates the Seasons and the Passing of the Year\, and That Rules over All Visible Things
DESCRIPTION:Cava di gneiss Morina di Montoso\, Bagnolo Piemonte (CN) \n  \nNell’ambito del progetto ABITARE IL MINERALE\, realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, sabato 6 maggio\, nella spettacolare cornice della cava di gneiss Morina a Montoso\, situata a 1.300 metri di altitudine\, prende avvio il Simposio itinerante con la performance dell’artista norvegese Marianne Heier This is What Creates the Seasons and the Passing of the Year\, and That Rules over All Visible Things. Con un titolo che rimanda al mito della caverna di Platone\, Heier indaga il ruolo dell’arte nella cultura occidentale attraverso un parallelo tra la dimensione estetica e quella politica che dall’antichità giunge fino a oggi\, toccando alcune delle principali questioni che investono la nostra contemporaneità\, segnata dalla crisi del paradigma democratico. \nLa performance\, realizzata dall’artista con il collettivo di danza Kunstgress\, vede la messa in scena di sei sculture iconiche della storia dell’arte quali Il discobolo\, la Nike di Samotracia\, il gruppo del Laocoonte\, interpretate da quattro danzatrici vestite con indumenti sportivi tecnici. Come una guida accompagna i visitatori all’interno di un museo o di un parco archeologico\, analogamente l’artista conduce il pubblico nella cava recitando un testo ispirato\, tra gli altri\, agli scritti di Michelangelo Buonarroti\, dello storico dell’arte Ernst Gombrich\, della teorica femminista Griselda Pollock e del poeta norvegese Tor Ulven. \nNel suo discorso rivolto al pubblico\, Heier coinvolge le singole “sculture”\, ponendo a confronto la statuaria greco-antica e la definizione del canone e della struttura sociopolitica occidentale. Il testo evidenzia come lo sviluppo estetico della scultura – dal periodo arcaico (600-480 A.C.)\, allo stile classico (480-330 A.C.) a quello ellenistico (323-50 A.C.) – veda il dinamismo e la presenza di dettagli fisici e somatici aumentare di pari passo con lo sviluppo democratico e la partecipazione degli individui alle decisioni politiche. Il punto di vista della guida – Marianne Heier – si sposta di continuo nella cava/cavea\, mettendo in risalto le diverse interpretazioni della storia dell’arte e dei suoi significati. \n  \nLa performance\, che sottolinea l’importanza dell’arte per l’umanità e la sua funzione nel corso della storia\, indirettamente indaga le condizioni della produzione artistica contemporanea legate alla sua autonomia e sopravvivenza a livello locale e internazionale. Nel contesto del progetto ABITARE IL MINERALE\, questa performance rimanda alle potenzialità politiche\, estetiche e narrative che abitano la materia\, sia essa la massa immanente di una montagna o la struttura della società. \n  \nABITARE IL MINERALE propone una riflessione sul superamento della visione antropocentrica nel rapporto con il nostro habitat e sul concetto di creatività alla luce delle nuove teorie filosofiche e scientifiche che hanno esteso la nozione di agency – ovvero la “capacità di agire” – al mondo non umano e inorganico\, considerando la materia\, gli esseri umani e i loro strumenti di comunicazione in un rapporto di interdipendenza. Dallo sguardo sui processi di formazione e trasformazione della materia\, a quelli che riguardano la società umana\, tra l’agorà greca e quella virtuale in cui si esplicano le nuove forme del paradigma democratico e le sue insidie\, il progetto è inteso come una piattaforma fluida la cui materia\, per usare le parole della filosofa Karen Barad\, è un “coagulo di agenti\, morfologicamente attivo\, generativo e articolato”. \nOgni appuntamento del Simposio itinerante intende offrire differenti chiavi di lettura sui temi sollevati dal progetto ABITARE IL MINERALE\, proponendo un recupero della dimensione esperienziale anche attraverso la specificità dei luoghi in cui avvengono le performance e gli incontri. \nLa performance è interpretata da Marianne Heier con le danzatrici Ida Frømyr Borgen\, Hanne Frostad Håkonsen\, Maaike Croles Fitjar e Amanda Bach\, con la collaborazione di Tobias Leira per le luci\, di Erlend Hogstad per il suono e della produttrice Kari Berge. Il supporto tecnico e logistico per l’allestimento è di Lookout Comunicazione ed Eventi. \nLa produzione dell’evento è realizzata grazie al contributo di Arts Council Norway\, KORO Public Art Norway\, OCA Office for Contemporary Art Norway\, Bergesenstiftelsen\, Anders Jahres Stiftelse\, Norske Kunstforeninger. \nLa performance si terrà sabato 6 maggio 2017 in due fasce orarie: alle ore 12.00 e alle ore 14.30 (durata 40’\, lingua italiana). Alle ore 13.00 ai partecipanti sarà offerto un light lunch. \nLa partecipazione all’evento è gratuita. \nIscrizione obbligatoria all’indirizzo abitareilminerale@gmail.com \n  \n  \nProssimi appuntamenti: \n\nmercoledì 17 maggio – conversazione tra Giuseppe Penone e Carolyn Christov-Bakargiev\, Teatro del Castello di Rivoli\nsabato 27 maggio – dialogo tra Giovanni Anselmo e Massimo Bartolini\, Rocca e geosito di Verrua Savoia (TO)\nvenerdì 16 giugno – lectio magistralis della filosofa statunitense Karen Barad\, Teatro del Castello di Rivoli\nsabato 17 giugno – esplorazione conoscitiva The Quarry Experience\, con Andrea Caretto e Raffaella Spagna e il geologo Marco Giardino\, cava di gesso di Moncucco Torinese e cava di argilla del Munlab Ecomuseo dell’Argilla di Cambiano (TO).\n\n  \nABITARE IL MINERALE è un progetto realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, a cura di Francesca Comisso\, Luisa Perlo e Marianna Vecellio\, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Ora! Linguaggi contemporanei\, produzioni innovative”.
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SUMMARY:Hito Steyerl\, conferenza
DESCRIPTION:Salone d’Onore\, \nAccademia Albertina delle Belle Arti di Torino \nVia Accademia Albertina\, 6/8\, 10123 Torino \n  \nIn occasione della mostra L’emozione dei COLORI nell’arte\, allestita al Castello di Rivoli e alla GAM di Torino\, il Castello di Rivoli organizza una conferenza dell’artista tedesca Hito Steyerl (Monaco di Baviera\, 1966) presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti\, lunedì 10 aprile alle ore 15. \nQuesta conferenza segna una nuova e rinnovata collaborazione tra l’Accademia e il Castello. \nHito Steyerl è tra i teorici e artisti più influenti a livello mondiale. Tra le personali più recenti\, ricordiamo quelle al Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid (2015)\, al Van Abbemuseum di Eindhoven (2014)\, all’ICA Institute of Contemporary Art di Londra (2014) e al Chicago Art Institute (2012). L’artista\, che ha rappresentato la Germania all’ultima Biennale di Venezia (2015)\, ha esposto in importanti collettive quali la 13° Biennale di Istanbul (2013)\, la Biennale di Gwangju (2010)\, documenta 12 a Kassel (2007) e Manifesta 5 a Donostia-San Sebastian (2004). Il suo lavoro si concentra sul ruolo dei media\, della tecnologia e della circolazione delle immagini nell’era della globalizzazione digitale. Sconfinando dal cinema all’arte visiva e viceversa\, l’artista realizza installazioni in cui la produzione filmica viene associata alla costruzione di ambienti immersivi ed estranianti. Per la mostra L’emozione dei COLORI nell’arte\, Hito Steyerl presenta l’opera Adorno’s Grey\, 2012\, allestita nelle sale del Castello di Rivoli. \nL’appuntamento\, introdotto dal Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, Carolyn Christov-Bakargiev\, è parte della nuova Convenzione stipulata tra il Museo e l’Accademia Albertina per favorire l’incontro tra artisti contemporanei di fama internazionale\, invitati a esporre negli spazi museali\, e gli studenti. \nLa conferenza è gratuita e aperta a tutti fino a esaurimento posti.
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SUMMARY:Rivolimusica stagione 2016-2017 UM BRASIL DIFERENTE
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SUMMARY:Rivolimusica 2016/2017 Luci di Suoni
DESCRIPTION:Rivolimusica 2016 / 2017 LUCI DI SUONI\npianoforte Saskia Giorgini\nistallazioni di luci Davide Rigodanza \nSabato 11 marzo 2017\, ore 21.00\nCastello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\nIngresso gratuito \nLuci di suoni si accendono sabato 11 marzo al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea: la pianista Saskia Giorgini aprirà il sedicesimo concerto Rivolimusica con i 24 Preludi Op.11 di Aleksandr Nikolaevič Skrjabin\, compositore mistico e sperimentale\, “poeta dell’estasi” ideatore di una musica cromatica permeata di simbolismo che esprime le sfumature del tempo interiore in suoni e colori. A ricordare il suo clavier à lumières\, lo strumento a tastiera elettrofono che Skrjabin fece costruire appositamente per riprodurre le tinte delle combinazioni di suoni (partendo da uno schema di corrispondenze precise tra ogni nota e la scala cromatica) saranno le istallazioni illuminotecniche del light designer Davide Rigodanza. \nIn questo cosmo onnicomprensivo ricco di sinestesie delle quali la melodia è parte integrante e anche riflesso\, (Il Do è il rosso\, la volontà; il Re è la gioia del giallo\, mentre il Re bemolle è il viola\, volontà dello Spirito Creatore; il Mi è il bianco-azzurro del sogno\, il mi bemolle è l’umanità\, grigio acciaio) ampio spazio viene riservato a Pëtr Il’ič Čajkovskij che negli stessi anni dei preludi Skrjabiniani concepiva Spjaščaja krasavica\, La bella addormentata\, proposta dalla Giorgini nella straordinaria riscrittura di Michail Pletnev. \nLuci di suoni si inserisce nel progetto Concerti al Castello\, sette appuntamenti organizzati in collaborazione con il Castello di Rivoli e con il Dipartimento Educazione del Museo\, coinvolto nel programma destinato ai giovani Di che musica 6? che prevede incontri interdisciplinari tra arte e musica attraverso workshop e seminari con musicisti/compositori in relazione ai diversi linguaggi musicali. \nIl Carnet Concerti al Castello offre al pubblico la possibilità abbinare la visita al Museo con gli spettacoli di Rivolimusica in programma presso la prestigiosa location di Piazza Mafalda di Savoia. \nSaskia Giorgini\nSaskia Giorgini Vincitrice nel 2016 del prestigioso concorso internazionale Mozart a Salisburgo\, è ospite di importanti sale e istituzioni\, tra cui il Festival di Vancouver\, Tivoli Vredenburg a Utrecht\, Eindhoven Muziekgebouw\, Muzikverein e Konzerthaus a Vienna\, Großer Saal Stiftung Mozarteum a Salisburgo\, International Piano Stars Festival in Lettonia\, Klassik Festival Boswil\, Internationaal Kamermuziek Festival Utrecht\, International Piano Festival a Wuhan in Cina\, Lingotto di Torino\, Teatro la Fenice\, Unione Musicale\, MITO SettembreMusica\, Festival dei Due Mondi di Spoleto\, Concerti del Quirinale (con diretta su Radio3)\, Società dei Concerti di Milano\, Polincontri Classica\, Amici della Musica di Padova\, Amici della Musica di Palermo\, Amici della Musica di Trapani. \nHa recentemente eseguito il concerto n.1 di Rachmaninov con NYCA Orchestra diretta Matthew Oberlin per il suo debutto a New York\, e si è esibita con la Lodz Philarmonic Orchestra in Polonia\, CBC Radio Orchestra in Canada\, Liepaja Symphony Orchestra in Lettonia\, L’Orchestra Archi De Sono\, l’Orchestra Giovanile Italiana\, la Arthur Rubinstein Philarmonic Orchestra\, diretta da Mario Bernardi\, Tadeusz Wojciechowski\, Antonello Manacorda\, Gérard Korsten\, Andrea Battistoni\, Massimiliano Caldi\, suscitando nel pubblico e nella critica grande interesse ed entusiasmo.Attiva anche nell’ambito della musica da camera si esibisce con Ian Bostridge\, Janine Jansen\, Martin Fröst\, Mario Brunello\, Thomas Demenga\, Gilles Apap\, Friedemann Eichhorn\, Dora Schwarzberg\, Casal Quartett\, Delian Quartett. \nSaskia Giorgini inizia lo studio del pianoforte all’età di quattro anni. Dal 2000 al 2008 frequenta l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola\, studiando\, grazie al supporto della De Sono Associazione per la Musica\, con Riccardo Risaliti e Leonid Margarius. Si laurea successivamente con lode\, ricevendo una menzione speciale «per particolari capacità strumentali e straordinarie doti artistiche»\, sotto la guida di Claudio Voghera presso il Conservatorio di Torino. \nHa partecipato all’Accademia del Festival di Lockenhaus (sotto la direzione artistica di Gidon Kremer) \, a masterclasses di Aldo Ciccolini\, Pavel Gililov\, Zoltán Kocsis\, Alexander Lonquich\, Louis Lortie\, Andrea Lucchesini\, Benedetto Lupo\, Joaquín Soriano\, Elissò Virsaladze. Si è infine perfezionata con Enrico Pace (Accademia di Musica di Pinerolo) e con Pavel Gililov (Postgraduate al Mozarteum di Salisburgo). Attualmente sta approfondendo il repertorio Liederistico con Julius Drake presso l’università di Graz. Dal 2014 al 2015 ha insegnato all’Accademia di Musica di Pinerolo come assistente del Maestro Pavel Gililov. \nRIVOLIMUSICA\nIl cartellone di RIVOLIMUSICA propone 30 appuntamenti tra cui concerti cameristici\, jazz\, etno/popolare\, commissioni di nuove produzioni artistiche\, sperimentazioni e collaborazioni con gli studenti dell’Istituto Musicale in prestigiosi spazi della Città Rivoli (Castello\, Istituto Musicale\, Biblioteca A. Merini\, Chiesa di S. Croce\, Maison Musique)\, presso la Lavanderia a Vapore di Collegno e in decentramento nei comuni di Avigliana\, Villarbasse e Buttigliera Alta. \nRIVOLIMUSICA 2016 / 2017 è un progetto dell’Istituto Musicale Città di Rivoli “G. Balmas” per conto del Comune di Rivoli (direzione artistica di Andrea Maggiora) realizzato con il maggior sostegno della Compagnia di San Paolo (bando Performing Arts 2016) e il contributo di Fondazione CRT e Regione Piemonte. \nIstituto Musicale Città di Rivoli\nTel. e fax 011.9564408\ne-mail: info@istitutomusicalerivoli.it\nwww.istitutomusicalerivoli.it \n\n\n\n\nIngresso gratuito
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SUMMARY:Rivolimusica 2016-2017 - NATURALE COME UN CORNO
DESCRIPTION:Sabato 25/02/2017 h. 21:00 \nCastello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\n\nIngresso gratuito \nNATURALE COME UN CORNO\n#Racconcerto \nQuartetto Delfico\nMauro Massa\, Andrea Vassalle\, violini\nGerardo Vitale\, viola\nValeria Brunelli\, violoncello \nAlessandro Denabian corno naturale \nPaola Roman\, voce narrante \nPaolo Cascio testi \nIl quarto Racconcerto della stagione Rivolimusica è dedicato ad uno degli strumenti più antichi della storia del suono e della comunicazione: l’uso del corno naturale si diffonde\, nel suo percorso affascinante e millenario da belli instrumentum fino a mezzo rituale e musicale\, a partire dal paleolitico. Il suo timbro cupo e solenne lo ha reso nel tempo straordinaria macchina da suono nelle mani di dei e sacerdoti\, guerrieri e cacciatori\, marinai\, postiglioni e pastori. Un quartetto “delfico” di archi\, unendosi alla dimensione primitiva e magica suggerita dal corno naturale di Alessandro Denabian\, proporrà presso le aree del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea un repertorio che spazia dalle Deux sonates pour le cor n°1-2 di Luigi Cherubini (1760-1842) ai suggestivi quartetti per archi di Cambini e Arriaga\, con un’incursione fondamentale nell’ Air Varié en quatuor di Giovanni Puzzi\, figura particolarmente importante per la scuola cornistica italiana. Interviene Paola Roman\, che interpreterà un racconto scritto per l’occasione da Paolo Cascio\, La fortunata storia del corno portafortuna.
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SUMMARY:Cinema al Castello - "In nome di mia figlia"
DESCRIPTION:Cinema al Castello – In nome di mia figlia\n26 Feb 2017 26 Feb 2017 \nCinema al Castello \nRassegna organizzata in collaborazione con Distretto Cinema \nTeatro del Castello \nore 17 \nIn nome di mia figlia di Vincent Garenq \nNel luglio 1982\, André Bamberski apprende della morte della quattordicenne figlia Kalinka\, avvenuta mentre era in vacanza in Germania con la madre e il patrigno. Rapidamente\, le circostanze spingono André a nutrire diversi sospetti sul decesso\, tanto più che l’atteggiamento del patrigno\, il dottor Krombach\, gli appare insolito e il referto dell’autopsia approssimativo. Convinto della responsabilità dell’uomo\, Bamberski inizia una lunga lotta per la giustizia che andrà avanti per 27 anni e diventerà l’unica ragione della sua vita. \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso). I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 Gratuito per i possessori della Card Amici del Castello di Rivoli
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SUMMARY:Cinema al Castello - "La Comune"
DESCRIPTION:Cinema al Castello \nRassegna organizzata in collaborazione con Distretto Cinema \nTeatro del Castello \nore 17 \n  \nLa comune (Kollektivet) è un film del 2016  diretto da Thomas Vinterberg. \nLa vita di una comune nella Danimarca degli anni Settanta. Erik\, un docente di architettura\, eredita la vecchia casa di suo padre a Hellerup\, a nord di Copenhagen. La dimora è molto grande\, così sua moglie Anna\, nota giornalista televisiva\, suggerisce di invitare gli amici ad andare a vivere con loro. In questo modo la donna spera di sfuggire alla noia che ha cominciato a fare breccia nel loro matrimonio. In poco tempo\, tutto il gruppo si stabilisce e inizia a convivere prendendo insieme le decisioni\, affrontando discussioni e dibattiti e divertendosi con lunghe nuotate nel vicino stretto di Øresund. Non mancano però i contrasti\, dovuti alle grandi o piccole idiosincrasie di ognuno di loro e il fragile equilibrio rischia di venir meno quando Erik si innamora della studentessa Emma\, che si trasferisce nella casa. Spettatrice degli eventi è la 14enne Freja\, figlia di Erik e Anna\, che osservando la “comune” con distacco cerca di trovare la sua strada. \ndomenica 26 febbraio\, ore 17           In nome di mia figlia di Vincent Garenq \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso). I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 Gratuito per i possessori della Card Amici del Castello di Rivoli
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SUMMARY:Visita guidata Reali Sensi - La Vista
DESCRIPTION:Reali Sensi\nIn occasione del 20°anniversario dell’inserimento delle Residenze Reali di Torino e del Piemonte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO\, le dimore sabaude vi aspettano con un calendario ricco di appuntamenti dedicati ai cinque sensi. Una visita inconsueta per vivere un’esperienza unica all’interno di luoghi senza tempo\, dove architetture sontuose\, sale storiche e giardini regali diventano veri e propri libri aperti su cui affinare i vostri sensi. Partendo dalla vista\, amplierete il vostro sguardo per cogliere dettagli insoliti o verità apparenti\, compiendo un percorso attraverso secoli di storia con gli occhi all’insù. \nLA VISTA\, Le Residenze Reali di Torino e del Piemonte con nuovi occhi! \nDisegniamo l’arte CALEIDOSCOPIO\n\nAttraverso l’uso di lenti speciali e di un singolare strumento -un mix tra cannocchiale e caleidoscopio – si catturano le strutture geometriche degli stucchi e le ricche decorazioni della residenza Sabauda\, creando la giusta attenzione e concentrazione sui dettagli e sulle fantasmagoriche figure che campeggiano sui muri del Castello di Rivoli. \nQuando: 8 aprile ore 15.30 – 9 aprile ore 15.00 \nDurata: 2h \nTariffa unica: € 4\,00* (da corrispondere al Museo il giorno della visita)\n*È inoltre necessario munirsi di regolare biglietto di ingresso alla Residenza Reale. \n\nGratis: Possessori di Royal Card\nLingue disponibili:  Italiano\nPunto di incontro: Castello di Rivoli\, Piazza Mafalda di Savoia – Rivoli (To) – biglietteria\nPresto prenotabile on line su www.residenzereali.it
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SUMMARY:Cinema al Castello - "Perfect day"
DESCRIPTION:Cinema al Castello \nRassegna organizzata in collaborazione con Distretto Cinema \nTeatro del Castello \nore 17 \nPerfect Day\, di Fernando Léon de Aranoa\nPerfect Day (A Perfect Day) è un film del 2015 scritto e diretto da  Fernando Léon de Aranoa. La pellicola è l adattamento cinematografico del romanzo Dejarse Llover scritto da Paula Farias. \nÈ il 1995  da qualche parte in Bosnia\, tre operatori umanitari (il responsabile della sicurezza Mambrù\, la responsabile delle risorse idriche Sophie\, l’operatore B) sono impegnati nella rimozione di un cadavere da un pozzo. L’operazione è necessaria per bonificare l’acqua che rifornisce una comunità. I mezzi a disposizione sono però scarsi\, una corda ed un piccolo argano e l’uomo nel pozzo particolarmente grasso\, così la corda si rompe. Mentre un operatore e l’interprete vanno a cercare una nuova corda\, gli altri due vanno ad una riunione di coordinamento tra ONU e forze non governative e lungo il tragitto aiutano un bambino e lo portano con sé. Alla riunione si dà disposizione di interrompere ogni intervento diverso dallo sminamento\, perché la guerra è ufficialmente finita\, mentre la ricerca della corda ha esito negativo. \nAlla riunione Mambrù riceve l’incarico di fornire un passaggio fino all’aeroporto all’analista di guerra Katya. A dispetto dell’incarico ricevuto Mambrù torna al pozzo dove incontra il resto del gruppo. Insieme decidono di risolvere comunque il problema e partono alla ricerca di una corda. La ricerca li porta a confrontarsi con la dura realtà della guerra civile\, gli odi interetnici\, le bande militari che ignorano gli sforzi internazionali di pace\, le mine lasciate sul terreno\, la rigidità delle forze militari ONU\, il dolore che la guerra porta nelle famiglie e nella vita dei bambini. La pioggia finale che cade su tutto e su tutti è l’occasione per fare una carrellata finale su tutto ciò che durante il film è stato visto e vedere così alcuni “lieti fini” parziali di una vicenda\, la guerra\, che non può avere lieto fine perché porta solo distruzione e dolore. \nProssime programmazioni\ndomenica 19 febbraio\, ore 17          La comune\,  di Thomas Vinterberg \ndomenica 26 febbraio\, ore 17           In nome di mia figlia di Vincent Garenq \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso). I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 Gratuito per i possessori della Card Amici del Castello di Rivoli
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SUMMARY:Le Crociate non finiscono. Medioevo contemporaneo
DESCRIPTION:Le Crociate non finiscono. Medioevo contemporaneo \nIncontri in occasione della mostra di Wael Shawky \nA cura di Marcella Beccaria \n\nSala Convegni del Castello di Rivoli\, Giovedì 2 febbraio 2017\, dalle ore 10.30 \nIn occasione della retrospettiva dedicata a Wael Shawky\, uno dei più importanti esponenti arabi dell’arte contemporanea\, il Castello di Rivoli propone una giornata di approfondimento sul tema delle Crociate e la loro relazione con l’attualità. \nLa mostra presenta le principali opere di Shawky\, tra cui la trilogia completa di Cabaret Crusades (2010-2015)\, una serie di film che\, attingendo a fonti storiche originali\, raccontano la storia delle Crociate dal punto di vista arabo. Queste opere travalicano le più tradizionali nozioni sullo scontro di civiltà tra mondo occidentale e culture islamiche. \nLa giornata di approfondimento curata da Marcella Beccaria\, Le Crociate non finiscono. Medioevo contemporaneo\, vedrà l’intervento degli storici Franco Cardini\, massimo esperto in Italia di Storia delle Crociate\, e Giuseppe Sergi\, autore di fondamentali studi sulla Via Francigena\, insieme a Giovanni Leghissa\, filosofo esperto di storia delle religioni e culture.\nIn occasione degli incontri sarà presentato il nuovo catalogo\, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria\, dedicato all’artista. \nIl catalogo Wael Shawky\, pubblicato dal Castello di Rivoli per i tipi di Skira\, Milano\, include un nuovo progetto d’artista nella forma di disegni realizzati in dialogo con il saggio di Heinrich von Kleist Sul teatro delle marionette (1810)\, nuovi contributi critici di Carolyn Christov-Bakargiev e Laura Marks\, nonché una conversazione di Marcella Beccaria con Shawky. Oltre a inediti materiali d’archivio relativi alla produzione filmica del ciclo Cabaret Crusades\, per la prima volta il catalogo presenta una cronologia scientifica delle mostre e relative opere ad oggi realizzate e una ricca sezione di testi antologici. \n  \nProgramma:\nModeratore Marcella Beccaria \nOre 10.30 Le Crociate e l’uso della storia. Tra Oriente e Occidente e tra il presente e il passato\, Lecture di Franco Cardini \nOre 14 Pellegrini e armati sulle strade medievali: storia e memoria\, Lecture di Giuseppe Sergi \nOre 15 L’interpretazione della storia tra religione e politica Lecture di Giovanni Leghissa
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SUMMARY:Rivolimusica MATITA…
DESCRIPTION:MATITA… \nSpettacolo multimediale con musica elettronica \nDanza e matite da disegno \nMATITA è un quintetto composto da piano elettrico e quattro disegnatori ritmici. \nIl disegno viene effettuato su un tavolo microfonato\, che amplifica il suono di matite\, penne\, pennarelli. \nL’atto di disegnare si trasforma quinti in un gesto ritmico visivo e sonoro allo stesso tempo\, che accompagna  e dà forma e struttura alla musica\, creando un prodotto le cui suggestioni sonore si possono ricollegare a una certa elettronica minimale. \nI concerti spesso prevedono l’intervento del pubblico che può a sua volta intervenire sul tavolo disegnano insieme agli artisti\, in sessioni di improvvisazione aperte. \nOre 18 laboratorio aperto al pubblico \nore 21  Spettacolo  \nBiglietto intero 10 euro\, ridotto 7 euro. \n  \nEnsemble MATITA \nAntonello Raggi  piano elettrico \nFabio Bonelli penne \nLuigi Bonelli  matite \nSusanna Tosatti disegno continuo \nFabio Valesini pennarelli \nBTT Balletto Teatro di Torino \nMarco de Alteriis coreografie \nDanzatori del Balletto \nTeatro di Torino \nUna coproduzione Rivolimusica/ Balletto Teatro di Torino \n  \n  \n 
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SUMMARY:Cinema al Castello - "Il caso Spotlight"
DESCRIPTION:Cinema al Castello \nRassegna organizzata in collaborazione con Distretto Cinema \nTeatro del Castello \nore 17 \nIl caso Spotlight\n  \nIl caso Spotlight (Spotlight) è un film del 2015 co-scritto e diretto da Tom Mc Carthy\, vincitore dell’Oscar 2016 come miglior film e miglior sceneggiatura originale. \nLa pellicola\,narra le vicende reali venute a galla dopo l’indagine del quotidiano The Boston Globe sull’arcivescovo Bernard Francis Law\, accusato di aver coperto molti casi di pedofilia avvenuti in diverse parrocchie. L’indagine valse il Premio Pulitzer di pubblico servizio al quotidiano nel 2003 e aprì a numerose indagini sui casi di pedofilia all’interno della Chiesa Cattolica. \ndomenica 12 febbraio\, ore 17          Perfect day\, di Fernando Léon de Aranoa \ndomenica 19 febbraio\, ore 17          La comune\,  di Thomas Vinterberg Thomas Vinterberg \ndomenica 26 febbraio\, ore 17           In nome di mia figlia di  Vincent Garenq \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso). I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 Gratuito per i possessori della Card Amici del Castello di Rivoli
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SUMMARY:Abitare il Minerale. Incontri #1 – Leonardo Caffo\, Luca De Leva
DESCRIPTION:Si  conclude con questa giornata  il primo ciclo di incontri\, di performance\, conferenze\, dialoghi ed esplorazioni conoscitive\, che proseguirà la prossima primavera con il Simposio itinerante tra il museo e alcuni geositi e cave del Piemonte. \nLa performance dell’artista Luca De Leva\, e la conferenza del filosofo Leonardo Caffo\, ci consentono di entrare nel vivo di una riflessione sui processi creativi\, informata dalle teorie che in seno ai “nuovi materialismi” filosofici hanno messo in discussione le tradizionali dicotomie umano/animale\, soggetto/oggetto\, organico/inorganico\, postulando il venir meno dell’antropocentrismo nell’ecologia globale. In questa complessiva riconsiderazione dei tradizionali attributi umani\, le nozioni di soggettività e di autorialità appaiono esaminate in una nuova luce nella ricerca di artisti che sperimentano\, anche attraverso la tecnologia digitale\, modelli partecipativi di produzione oltre l’umano. \n  \nLeonardo Caffo\nLa natura come oggetto sociale: tre capanne semplici\nh. 16 \n  \nSecondo la riflessione di Leonardo Caffo\, “l’ideale della natura come ciò che è altro dal sociale è un mito filosofico che guida la contemporaneità almeno dal trascendentalismo a oggi. La natura selvaggia come un luogo a cui tornare\, piuttosto che ‘il punto di vista della natura’\, come la retorica animante delle ecologie\, degli ambientalismi e naturalismi contemporanei. Ma se la natura fosse anch’essa un oggetto sociale? Se la natura\, dunque\, non fosse naturale?”. Ripercorrendo questa storia ontologica della vita e degli oggetti dell’uomo\, Caffo ci conduce nell’attraversamento “di stazioni filosofiche decisive: la tassonomia\, l’antropocene e l’antropocentrismo\, fino ad arrivare a tre capanne emblematiche che hanno tentato di sfuggire alla gabbia della vita puramente artificiale. Le capanne di Thoreau\, Kaczynski e Le Corbusier: ovvero le capanne della vita di ogni giorno”. \n  \nLuca De Leva\nCronache da un altro occhio \nh. 17.30 \n  \nQual è la relazione fra l’equilibrio e lo sguardo? È possibile trovare un equilibrio in un campo visivo che non ci appartiene? Luca De Leva ha affrontato queste domande mettendo in pratica un radicale scambio di vista\, iniziato alla fine del 2015 e tuttora in corso. Impiegando dispositivi oculari per la realtà virtuale opportunamente modificati\, ha invertito il suo campo visivo con quello della compagna Giacinta Gandolfo in alcuni momenti della loro vita quotidiana. Il vedersi in terza persona\, impossessarsi dello sguardo altrui\, e le forme di dipendenza e controllo generate da questa esperienza sollevano importanti interrogativi sui confini della percezione e sull’impatto della tecnologia nelle relazioni umane. Lo scambio di vista attuato nella loro vita privata prende forma in performance pubbliche dove la dimensione di finzione ed evocazione fa emergere nuove riflessioni sul rapporto tra esperienza vissuta ed esperienza raccontata. Al Castello di Rivoli De Leva presenta un nuovo capitolo delle Cronache da un altro occhio con una inedita performance il cui sound design è composto e missato da Andrea Bonalumi Big Hands. \n  \n  \nBio:\nLeonardo Caffo (Catania\, 1988)\, è laureato in Filosofia della Scienza all’Università degli Studi di Milano e ha lavorato all’Università degli Studi di Torino a una ricerca sui fondamenti etici e normativi dell’ontologia sociale. Insegna Ontologia e Teoria del Progetto al Politecnico di Torino e nel 2015 ha vinto il Premio Nazionale Frascati per la filosofia. Ha pubblicato le sue ricerche su alcune prestigiose riviste come The Monist\, La società degli individui\, Bloom\, Journal of Animal Ethic\, e in vari volumi. Tra i più recenti\, La vita di ogni giorno. Cinque lezioni di filosofia per imparare a stare al mondo\, edito da Einaudi nel 2016. \n\n  \nLuca De Leva (Milano\, 1986)\, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera e all’Academy of Visual Arts di Leipzig in Germania. Crea installazioni\, sculture sonore\, azioni performative\, progetti realizzati spesso a quattro mani\, mettendo in discussione il ruolo unico dell’autore. Ha esposto e performato in diversi contesti tra i quali la Collezione Giuseppe Iannaccone\, Milano (2016)\, il Museo Villa Croce\, Genova (2015)\, Cura.basement\, Roma (2014)\, Peep-Hole\, Milano\, Almanac Project\, Londra (2013)\, Family Business\, New York e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino (2012).
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SUMMARY:Roberto Fassone\, sibi [come fare un’opera d’arte concettuale]
DESCRIPTION:Una conferenza performativa di Roberto Fassone\nA partire da un’indagine sui processi creativi e sui codici linguistici\, culturali e sociali che definiscono l’opera d’arte\, la sua produzione e la sua fruizione\, tra il 2011 e i 2012 Fassone ha creato sibi\, un digital game\, un cybertesto e un progetto artistico che funziona come generatore automatico di artefatti creativi in grado di produrre oltre cinquanta miliardi di set di istruzioni. \nNella performance al Castello di Rivoli l’artista affida la sperimentazione di sibi a un gruppo di partecipanti e nel frattempo svolge una lezione sui processi creativi e sulla loro attivazione nelle arti visive\, nel design\, nella magia\, nella psicoterapia\, nella letteratura e nella pubblicità. La struttura della performance intende ricalcare metaforicamente le fasi che caratterizzano la nascita di un’idea artistica. \n  \nRoberto Fassone (Savigliano\, 1986)\, ha studiato Progetto Grafico e Virtuale al Politecnico di Torino e Progettazione e Produzione delle Arti Visive allo IUAV di Venezia. La sua ricerca\, contrassegnata da una forte componente concettuale\, si declina in linguaggi che variano dalla performance al video\, dal workshop all’archivio\, esplorando le potenzialità linguistiche e comunicative dei digital media. Ha esposto e performato in vari contesti tra i quali Fanta Spazio\, Milano\, e il Mart\, Rovereto (2016)\, Carroll/Fletcher\, Londra\, e ZHdK\, Zurigo (2014). Ha recentemente vinto il secondo premio di AOYS (ArtOnYourScreen) allo ZKM di Karlsruhe e il primo premio del Cross International Performance Award.
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SUMMARY:ABITARE IL MINERALE. Incontri #1 sibi [come fare un’opera d’arte concettuale]
DESCRIPTION:Una conferenza performativa di Roberto Fassone\nA partire da un’indagine sui processi creativi e sui codici linguistici\, culturali e sociali che definiscono l’opera d’arte\, la sua produzione e la sua fruizione\, tra il 2011 e i 2012 Fassone ha creato sibi\, un digital game\, un cybertesto e un progetto artistico che funziona come generatore automatico di artefatti creativi in grado di produrre oltre cinquanta miliardi di set di istruzioni. Nella performance al Castello di Rivoli l’artista affida la sperimentazione di sibi a un gruppo di partecipanti e nel frattempo svolge una lezione sui processi creativi e sulla loro attivazione nelle arti visive\, nel design\, nella magia\, nella psicoterapia\, nella letteratura e nella pubblicità. La struttura della performance intende ricalcare metaforicamente le fasi che caratterizzano la nascita di un’idea artistica. \n  \nRoberto Fassone (Savigliano\, 1986)\, ha studiato Progetto Grafico e Virtuale al Politecnico di Torino e Progettazione e Produzione delle Arti Visive allo IUAV di Venezia. La sua ricerca\, contrassegnata da una forte componente concettuale\, si declina in linguaggi che variano dalla performance al video\, dal workshop all’archivio\, esplorando le potenzialità linguistiche e comunicative dei digital media. Ha esposto e performato in vari contesti tra i quali Fanta Spazio\, Milano\, e il Mart\, Rovereto (2016)\, Carroll/Fletcher\, Londra\, e ZHdK\, Zurigo (2014). Ha recentemente vinto il secondo premio di AOYS (ArtOnYourScreen) allo ZKM di Karlsruhe e il primo premio del Cross International Performance Award. \n 
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SUMMARY:Cinema al Castello - "The Danish Girl"
DESCRIPTION:Cinema al Castello\nRassegna organizzata in collaborazione con Distretto Cinema \nTeatro del Castello \nore 17 \nThe Danish Girl\nFilm del 2015 diretto da Tom Hooper adattando il romanzo La danese ( The Danish Girl) di David Ebershogff\, liberamente ispirato alle vite dei pittori danesi Lili Elbe e Gerda Wegener. \nLe prossime domeniche… \ndomenica 5    febbraio\, ore 17          Il caso Spotlight\, di Tom McCarthy \ndomenica 12 febbraio\, ore 17          Perfect day\, di Fernando Léon de Aranoa \ndomenica 19 febbraio\, ore 17          La comune\,  di Thomas Vinterberg \ndomenica 26 febbraio\, ore 17           In nome di mia figlia di Vincent Garenq \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso). I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 Gratuito per i possessori della Card Amici del Castello di Rivoli
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SUMMARY:Cinema al Castello - "Room"
DESCRIPTION:Il Castello di Rivoli organizza\, nel Teatro del Castello\, in collaborazione con Distretto Cinema\, una rassegna di cinema \nDomenica 22 gennario alle ore 17 \nRoom di Lenny Abrahamson\nRoom è un film del 2015. \nLa pellicola è l adattamento cinematografico del romanzo Stanza\, letto\, armadio\, specchio (Room)\, scritto da Emma Donoghue nel 2010\, scrittrice che ha partecipato al film in qualità di sceneggiatrice e produttrice. Il romanzo stesso è ispirato ad una storia vera\, il  caso Fritzl\, un episodio di cronaca nera avvenuto nella cittadina austriaca di Amstetten.  Un vivace bambino di 5 anni viene accudito dall’amorevole Ma che non fa mancare al figlio amore e affetto. Tuttavia la loro è una esistenza tutt’altro che tipica: vivono intrappolati in una stanza di dieci metri quadri. Non appena la curiosità di Jack per la loro condizione cresce\, la resistenza di Ma diminuisce ed insieme mettono in atto un piano di fuga che li porterà a trovarsi faccia a faccia con una delle cose più spaventose: la realtà. \nNelle prossime settimane\ndomenica 29  gennaio\, ore 17           Danish Girl\, di  Tom Hooper \ndomenica 5    febbraio\, ore 17          Il caso Spotlight\, di Tom McCarthy \ndomenica 12 febbraio\, ore 17          Perfect day\, di Fernando Léon de Aranoa \ndomenica 19 febbraio\, ore 17          La comune\,  di Thomas Vinterberg \ndomenica 26 febbraio\, ore 17           In nome di mia figlia di Vincent Garenq \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso). I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 Gratuito per i possessori della Card Amici del Castello di Rivoli
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SUMMARY:Weekend’Arte per le famiglie
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SUMMARY:ABITARE IL MINERALE. Incontri #1 Evoluzione del dispositivo visivo e documentativo
DESCRIPTION:Venerdì 20 gennaio\, ore 14.00  \nVisione & documentazione. Ciclo di lezioni di Francesco Bernardelli\nIl ciclo di lezioni analizza\, attraverso una selezione di video provenienti dalla Collezione del Castello di Rivoli\, come nelle arti visive le immagini in movimento abbiano operato in profondità nella ridefinizione delle categorie dell’osservazione e della costruzione del reale\, in rapporto ad una nozione sempre più espansa di documentazione e al mutare dei rapporti tra temporalità dell’opera e tempo di fruizione. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\nEvoluzione del dispositivo visivo e documentativo \nUna certa linea della ricerca filmica fra gli anni sessanta e settanta opta per un approccio di lavoro caratterizzato da modalità critiche ed auto-riflessive nel concepire il come fare cinema: tale approccio nel volgere di pochi anni diventa un’autentica esplorazione delle proprietà strutturali e materiali del film\, nell’accezione letterale di lavoro con e attraverso la pellicola. \nGli artisti e filmmakers attivi in tale àmbito sviluppano così metodi\, processi\, e perfino un’etica di lavoro fortemente collegata con un’idea di rigenerazione totale della macchina-cinema\, ripartendo dai suoi elementi basilari e portata a fondo attraverso tutti gli elementi costitutivi del dispositivo cinema (dai parametri di riferimento\, a quelli concernenti la proiezione e il rapporto con il pubblico). \nGrazie ad un impegno formale\, materiale\, e politico operato attraverso precise scelte di linguaggio\, furono attuate ricerche dedicate non soltanto alle qualità fisiche del cinema\, ma si sviluppò anche il forte desiderio d’arrivare a dare voce ad aspetti dimenticati\, poco noti o del tutto ancora ignoti all’esperienza emancipativa delle immagini in movimento\, per arrivare ad esprimere anche forme inedite di soggettività ed in qualche maniera corrispondere ad una crescente consapevolezza nei confronti dei molti e pressanti temi di sociali\, politici\, ambientali – dunque culturali in senso lato. \nAttraverso l’attenzione affidata e distillata alla singola inquadratura (e all’organizzazione orizzontale delle riprese\, shot by shot)\, il cinema d’artista dagli anni settanta in poi acquisisce un’ulteriore forza nell’economia generale delle scelte visive e compositive. Allo spettatore è così affidato la responsabilità di osservare con attenzione e riconoscere quanto selezionato e costruito\, pur in una mise-en-scène essenziale ma sempre pregnante. Le scelte formali e stilistiche si intrecciano ad una precisa attenzione verso una politica dell’osservazione. L’interesse per luoghi e siti specifici\, in consonanza con la riflessione di molta scultura (site-specific) dei medesimi anni\, si lega ad una lettura del mondo (colto nelle sue più precise caratteristiche) dove proprio l’attenzione alla durata e una rigorosa struttura formale in modo che queste opere (i filmati) ci accompagnino nel leggere e riconoscere la dimensione più propriamente politica di luoghi\, contesti e situazioni storicamente determinate. \nLa preferenza per precise scelte tecniche si lega strettamente a specifiche tipologie visuali.   All’osservatore è demandato un ruolo di osservazione strutturata attraverso un senso d’ordine dato dai punti di vista attentamente scelti\, pre-ordinati. Essenziale dunque rilevare come un’attenzione al processo\, captato e registrato su pellicola – ovvero la presenza fattuale di elementi quali i cambi di luce\, certe presenze sonore\, il trasformarsi d certi paesaggi e ambienti etc. – arrivino ad offrire l’esperienza di un tempo ed uno spazio in grado di avvicinare lo spettatore in un processo di rappresentazione consapevole\, dove ogni elemento è inscritto in un tempo necessario per essere individuato e apprezzato\, e poi reinserito in una densa operazione di analisi critica del presente. \nSarà presentata una scelta di opere di artisti/filmmaker quali Peter Hutton  –  William Raban \nIngresso gratuito su iscrizione\nabitareilminerale@gmail.com
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SUMMARY:Cinema al Castello - "La Pazza Gioia"
DESCRIPTION:La rassegna realizzata in collaborazione con Distretto Cinema  Aiace Torino dopo gli appuntamenti per i più piccini propone una nuova programmazione. \nDomenica 15  gennaio\, ore 17 \nTeatro del Castello \nLa pazza gioia\, di Paolo Virzì\nVilla Biondi\, “comunità psicoterapeutica ad alta intensità di cura” per donne con disturbi mentali. Tra le ospiti della struttura ci sono Beatrice Morandini Valdirana\, un’istrionica e sedicente contessa che afferma di avere legami intimi con i potenti della terra\, e la giovane Donatella Morelli\, una ragazza fragile e con un dolore segreto ben custodito nel cuore. Le due cominciano ad avvicinarsi e a stringere un’inattesa relazione amicale. Entrambe alla ricerca di una fetta di felicità tra le strade del mondo dei “sani”\, decidono di fuggire dall’istituto e di intraprendere un viaggio rocambolesco lontano da quelle mura… \nDopo aver puntato la macchina da presa sul Nord del Paese\, portando in sala con il thriller noir “Il capitale umano” (2013) un affresco mordace dei giorni nostri\, Paolo Virzì dirige\, firmano la sceneggiatura in tandem con Francesca Archibugi\, una nuova commedia euforica e calda\, che tra di gioia e dolore racconta la storia di due donne con disturbi mentali\, della loro imprevedibile amicizia e della fuga strampalata e rocambolesca che le due intraprendono alla ricerca di un poidi sana felicità. Protagoniste e per la prima volta insieme sul grande schermo Micaela Ramazzotti\, che torna a farsi dirigere da Virzì dopo “utta la vita davanti” (2008) e “La prima cosa bella” (2010) e Valeria Bruni Tedeschi\, che lavora per la seconda volta con vira’ dopo il citato “Il capitale umano”. \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso).  \nI biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 Gratuito per i possessori della Card Amici del Castello di Rivoli \n  \n 
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SUMMARY:ABITARE IL MINERALE. Incontri #1 Visione & documentazione. Ciclo di lezioni di Francesco Bernardelli
DESCRIPTION:ABITARE IL MINERALE. Incontri #1\nA cura di Francesca Comisso\, Luisa Perlo e Marianna Vecellio  \nVenerdì 13 gennaio\, ore 14.00 \n \n\nVisione & documentazione. Ciclo di lezioni di Francesco Bernardelli  \n  \nIl ciclo di lezioni analizza\, attraverso una selezione di video provenienti dalla Collezione del Castello di Rivoli\, come nelle arti visive le immagini in movimento abbiano operato in profondità nella ridefinizione delle categorie dell’osservazione e della costruzione del reale\, in rapporto ad una nozione sempre più espansa di documentazione e al mutare dei rapporti tra temporalità dell’opera e tempo di fruizione. \nDella svolta del performativo: scienza\, tecnologia e rappresentazione del soggetto \nDai primi anni sessanta in avanti\, l’entusiasmo verso la presenza sempre più articolata di nuove tecnologie (dallo sviluppo della TV alla scienza dei computer e dell’informatica\, fino alle parallele concezioni di una società modellata sullo scambio e circolazione dell’informazione\, per non dire delle nuove scienze cibernetiche\, dell’intelligenza artificiale e dell’ecologia) si unisce alla forte crescita economica e sembra così orientare la società verso trasformazioni e cambiamenti radicali. \nL’influenza delle teorie di figure come Norbert Wiener\, Marshhall McLuhan\, Buckminster Fuller\, Gregory Bateson\, Humberto Maturana\, Francisco Varela mostra come dall’intersezione fra teoria dell’informazione e teoria dei sistemi con modelli biologici potessero svilupparsi nuove e grandi potenzialità di riflessione\, di ricerca (ed anche comunicative) attraverso e oltre il potenziale umano. In tal senso la disponibilità crescente di strumenti sempre flessibili e differenziati – dalla televisione e la radio\, attraverso le tecniche di registrazioni visive ed audio\, nonché all’applicazione dell’elettronica su moltissimi strumenti (sia di lavoro che di divertimento) – apre la strada ad un ottimismo tecnologico emergente ed evidente in molti campi\, in primis quello delle tecniche di rappresentazione audiovisive. \nIl momento storico rappresentato dall’incrocio di forme di sperimentazione sia su dimensione privata che collettiva porta ad immaginare anche una società in radicale trasformazione. Non semplicemente la presenza della nuova tecnologia video portatile (il celebre Portapak)\, ma l’insieme di concezioni che vedono nella cultura un terreno essenzialmente politico di scelte e azioni\, porta gli artisti e i videomaker a sviluppare ben presto iniziative che potessero ripensare l’arte e le strutture comunicative sia su scala locale che globale\, contribuendo a creare e rafforzare le proprie rispettive comunità d’appartenenza (cinema/teatro/danza/arti visive/attivismo/azione controinformativa\, etc..) \nAttraverso nuove possibilità di produzione\, circolazione e fruizione questi produttori indipendenti di senso (e nuove visioni) tendono ad agire per ristabilire forme di contatto più dirette\, rivolte a un pubblico più vasto – oltre la tipica scena artistica – optando per una coscienza più allargata\, “espansa”\, con un occhio critico verso ogni forma di autorità istituzionalizzata\, e anzi tentando molte e diverse strade\, spesso più informali e/o utopiche\, utilizzando le crescenti possibilità date da un nuovo linguaggio delle immagini elettroniche. \n  \nIl Video performante\nE’ interessante notare come sia il video che la performance abbiano lavorato attorno ad una continua messa in questione delle forme e funzioni dell’arte proprio a partire da un momento storico in cui il valore dell’esperienza estetica – per così dire “trascendente” – era già stata completamente messa in discussione dagli artisti. \nCosì come la Performance art individuava il gesto estetico nella corporeità dell’artista\, nella sua nudità (letterale o simbolica)\, nello sviluppo del momento attuale\, anche il video poteva fungere come “prolungamento” (ancorché strumento di registrazione per documentare una precisa ricerca e/o situazione). Dopo la prima stagione del Video d’artista\, l’attenzione si sposta però sulle caratteristiche linguistiche del mezzo prescelto\, articolando ben presto tutta una vasta e varia esplorazione delle potenzialità tecniche\, rappresentative ed espressive del mezzo elettronico\, a partire dalle sue principali caratteristiche e peculiarità (utilizzo di alcuni “incidenti” tecnologici come le forme di autogenerazione e moltiplicazione dell’immagine – il Feedback e il loop – Chromakey – sovrimpressione – mixing – etc.) che porteranno molti artisti a inaugurare veri e propri percorsi sperimentali per tutti gli anni settanta e primi ottanta. \n  \nIngresso gratuito su iscrizione\nabitareilminerale@gmail.com
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SUMMARY:Cinema al Castello - "Il Re Leone"
DESCRIPTION:Continua la rassegna di cinema per bambini  che il Castello di Rivoli organizza\, nel Teatro del Castello\, in collaborazione con Distretto Cinema \nVenerdì 6 gennaio\, ore 16 \nIl Re Leone \nIl celeberrimo film d’animazione della Disney ambientato in un regno di leoni in Africa\, un classico sempre appassionante. \n  \nBiglietto di ingresso 4 euro per adulti e bambini. I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 15.15
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