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SUMMARY:Cinema al Castello - "La Tartaruga Rossa"
DESCRIPTION:h. 16 \nTeatro del Castello \nLa tartaruga rossa (2016)\ndi  Michael Dudok de Wit \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro per adulti e 4 euro per i bambini e over 65. \nI biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 15.15 \n  \nScopri la rassegna \nwww.distrettocinema.it
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SUMMARY:Cinema al Castello - "Libere disobbedienti innamorate"
DESCRIPTION:h. 17 \nTeatro del Castello \nLibere disobbedienti innamorate (2016)\ndi Maysaloun Hamoud \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso).  I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 \n  \nScopri la rassegna \n  \nwww.distrettocinema.it \n 
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SUMMARY:Maria Thereza Alves e Jimmie Durham al Castello di Rivoli
DESCRIPTION:Teatro del Castello \nIl Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta il primo incontro di un nuovo programma di attività di ricerca intitolato Worldly practices / Pratiche dell’essere nel mondo\, organizzato dal Dipartimento Curatoriale e dal CRRI (Castello di Rivoli Research Institute). \nQuesto ciclo indaga\, attraverso l’arte contemporanea\, la complessità dei rapporti tra cultura eurocentrica tradizionale e mondi indigeni. \nDopo la proiezione di una selezione di opere video e performance per la videocamera\, gli artisti Maria Thereza Alves e Jimmie Durham – per la prima volta insieme in un confronto pubblico – dialogheranno con Carolyn Christov-Bakargiev\, direttore del Museo. \n  \nMaria Thereza Alves\, artista e intellettuale nata e cresciuta in Brasile\, è vincitrice del prestigioso premio Vera List Center Prize for Art and Politics 2016-2018. Nei primi anni settanta incontra l’artista cherokee Jimmie Durham\, nato e cresciuto negli Stati Uniti\, con cui inizia un sodalizio che li porta a condividere sia il lavoro artistico sia la vita personale\, improntati entrambi alla difesa di diritti umani\, della cultura e dell’ambiente naturale di cui le popolazioni indigene nel mondo sono custodi. Attraverso linguaggi eterogenei come il video e l’installazione\, il disegno e la fotografia\, la performance e il testo politico\, i due artisti guardano ai grandi cambiamenti politici\, culturali e sociali del mondo contemporaneo. \nSe Maria Thereza Alves documenta le trasformazioni post-coloniali\, ecologiche e sociali e i loro effetti sull’ambiente\, il lavoro di Jimmie Durham\, che si compone di sculture\, pitture\, disegni\, installazioni e poesie vuole invece denunciare la deriva dell’umano nell’era della globalizzazione. L’artista d’origine Cherokee mostra con forza icastica l’identità e la creatività delle comunità marginali sempre minacciate dalla prepotenza economica e ideologica della società contemporanea. Ed è il continuo rimando alla sua provenienza etnica\, il fulcro sul quale ruota la prima grande retrospettiva itinerante americana\, At the Center of the World\, partita dall’Hammer Museum di Los Angeles e attualmente in corso fino al 28 gennaio al Whitney Museum of American Art di New York. \nNel 2012 Maria Thereza Alves ha partecipato a dOCUMENTA(13) con The Return of a Lake: l’installazione denuncia la brutalità del potere e gli esiti di quello che fu un vero e proprio ecocidio conseguente alla scelta di prosciugare\, tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo\, un lago nella regione di Chalco\, a sud di Città del Messico; il lago che sta ora riaffiorando rappresenta una rivincita della natura e della cultura indigena. Con l’opera The History of Europe (2011) realizzata per dOCUMENTA(13)\, Jimmie Durham traccia quasi in un percorso etnografico gli sviluppi e gli inciampi politici\, culturali e sociali immanenti al concetto di Europa. Nel corso della rassegna l’artista ha inoltre piantato\, presso il parco Karlsaue\, alberi di mele della varietà Black Cherokee e Korbinian come tributo al loro creatore\, il prete e giardiniere bavarese deportato nel campo di concentramento di Dachau nel 1941. \n  \nNote biografiche\nMaria Thereza Alves (San Paolo\, Brasile\, 1961\, vive in Germania) è un’artista e co-fondatrice del Partito Verde di San Paolo\, Brasile\, nel 1987. Come membro dell’International Indian Treaty Council\, di base a New York\, nel 1979 Maria Thereza Alves ha tenuto un discorso sugli abusi dei diritti umani della popolazione indigena del Brasile alla conferenza sui diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra. Nel 2012\, José Manuel Barroso\, presidente dell’Unione Europea\, ha chiesto all’artista di entrare a far parte del suo comitato speciale per formulare New Narrative for Europe\, tavolo di lavoro presentato pubblicamente a Venezia. \nMaria Thereza Alves ha partecipato alla Biennale di San Paolo nel 2016 con l’opera A Possible Reversal of Missed Opportunities\, 2016\, che tenta di decolonizzare l’immaginazione nel contesto contemporaneo brasiliano. Con il progetto Seeds of Change\, ha ricevuto il premio Vera List Center Prize for Art and Politics per il periodo 2016-2018 a New York. Ha esposto in mostre personali presso il MUAC a Città del Messico (2014) e il CAAC a Siviglia (2015). \nHa esposto presso numerose istituzioni internazionali quali: Sharjah Biennale\, São Paulo Biennale (2016 e 2010)\, Parque Lage\, Rio de Janeiro (2016); Rua dos Bandeirantes\, (a cura di OuUnPo) (2014)\, São Paulo; CAAC\, Sevilla (2015); MUAC\, Mexico City (2014); MAMAM\, Recife (2014); Berlin Biennale (2014); Taipei Biennale (2012); MAC\, Marseilles (2013); Maison Rouge\, Paris (2013); dOCUMENTA(13) (2012)\, Jewish Museum\, Berlin (2011-2012); Palais Tokyo\, Paris (2009); Guangzhou Triennale (2008); Manifesta\, Trento (2008); Tamayo Museum\, Mexico City (2008); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino (2008); Berlin Film Festival (2008); Arnolfini Gallery\, Bristol (2007-2008); San Francisco Art Institute (2006-2007); Kunsthalle\, Basel (2006); Liverpool Biennale (2004); Temistocles 44\, Mexico City (1994); Central Space Gallery\, London (1993); New Museum\, New York (1993); Casa del Lago\, Mexico City (1991); La Estacion Gallery\, Cuernavaca\, Mexico (1990); Minor Injury Gallery\, New York (1986); Kenkeleba House Gallery\, New York (1985). \n  \nJimmie Durham (Washington\, Arkansas\, 1940) è un artista\, scrittore e poeta americano di origine Cherokee che vive e lavora in Europa. Leader dell’American Indian Movement negli anni settanta\, è stato rappresentante dell’International Indian Treaty Council presso le Nazioni Unite. Attraverso la Foundation of the Community of Artists e come editor del periodico Art and Artists ha difeso i diritti degli artisti. Ha inoltre riunito in un’unica coalizione\, la People’s Alliance\, diverse popolazioni discriminate negli Stati Uniti e all’estero. \nNel 2017 l’Hammer Museum di Los Angeles gli ha dedicato un’importante retrospettiva ospitata anche presso il Walker Art Center\, Minneapolis (2017)\, il Whitney Museum of American Art\, New York (2017-2018) e il Remai Modern\, Saskatoon\, Canada (2018). \nHa partecipato a Documenta IX (1992) e a varie biennali tra cui: Sharjah Biennale\, UAE (2015); Biennale di Venezia (2012\, 2005\, 2003\, 2001 e 1999); Biennale di San Paolo (2010); Taipei Biennale (2012)\, Biennale di Sydney (2004)\, Whitney Biennale (1993). \nJimmie Durham ha esposto in numerose mostre personali presso istituzioni internazionali come: Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo\, Roma (2016); Serpentine Gallery\, Londra (2015); Fondazione Querini Stampalia\, Venezia (2015); Parasol Unit Foundation for Contemporary Art\, Londra (2014); Museum Van Hedendaasge Kunst Antwerpen (muhka)\, Antwerp (2012); Fondazione Morra Greco\, Palazzo Reale\, Napoli (2012); Portikus\, Francoforte (2010); Musée d’art moderne de la Ville de Paris (mam/arc)\, Parigi (2009); Museo D’Arte Contemporanea Donna Regina Madre\, Napoli (2008); de Pury & Luxembourg\, Zurigo (2007); Kunstverein\, Monaco (1998); De Vleeshal\, Middelburg\, Olanda (1995); Palais des Beaux-Arts\, Bruxelles\, (1993). Ha preso parte a diverse mostre collettive presso: MIT List Visual Arts Center\, Massachusetts (2013); Centre Georges Pompidou (mam-cci)\, Parigi (2011); Haus der Kulturen der Welt\, Berlino (2010); S.M.A.K\, Gent (2009); Modern Art Oxford\, Oxford (2009); Reykjavík Art Museum – Kjarvalsstaðir\, Reykjavik\, Islanda (2008); MARCO\, Museo de Arte Contemporánea de Vigo\, Spagna (2007) e altre. \nEntrata libera con biglietto d’ingresso al Museo
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SUMMARY:Listen with your eyes. Ascoltare con lo sguardo
DESCRIPTION:Teatro del Castello \nLa musica visibile esiste e sarà protagonista del secondo appuntamento previsto da Rivolimusica per il ciclo Family Concert: brani di Bach che eseguiti da Etienne Abelin al violino e Tamar Halperin al pianoforte\, diventano forma\, luce\, colore in movimento. \nVerrà utilizzato in quest’occasione Music Animation Machine (MAM)\, elaborato sistema che collegato ad uno schermo permette di visualizzare la musica durante la performance. MAM è l’intuizione psichedelica maturata dall’ingegno di Stephen Malinowski\, compositore\, pianista\, educatore\, ingegnere informatico americano dal 2012 impegnato con Etienne Abelin nella diffusione del software e nel suo utilizzo durante i live; l’idea è quella di superare i “limiti” della comprensione della musica attraverso l’ideazione di un programma capace di sincronizzare ascolto e rappresentazione visiva del suono; per questa stessa ragione MAM ha goduto\, fin dalle sue prime versioni del 1985\, di ampio successo in primis nel contesto didattico rivolto a giovani e bambini. \nAd ogni nota la sua forma geometrica\, ad ogni linea melodica un colore\, alla durata una diversa estensione di simboli: una «fusione percettiva» parole di Malinoiwski\, che rende l’immediatezza della musica in ogni sua sfumatura\, migliorandone la comprensione\, aiutando a cogliere le strutture interne di un brano che sono anche quelle più intime\, più vicine alla pura essenza della melodia. \nPer Rivolimusica verranno suonate (e “rappresentate”): J.S. Bach Sonata n. 2 in la maggiore per violino e clavicembalo BWV 1015 / Sonata n. 3 in mi maggiore per violino e clavicembalo BWV 1016 / Preludio BWV 924 / Preludio BWV 931 / Preludio BWV 926 / Cantata   BWV 115 / Preludio BWV 999 / Preludio BWV 939 / Sonata in re minore per clavicembalo BWV 964 / Concerto n. 3 in re minore per clavicembalo BWV 974 / Sonata n. 6 in sol maggiore per violino e clavicembalo BWV 1019 Halperin Baustelle  A.Pärt Mirror in Mirror \nIl Ciclo Family Concert è un percorso per famiglie concepito in un’ottica di avvicinamento alla musica attraverso l’interazione con il pubblico\, laddove si riconferma\, proprio in prospettiva della ricerca accurata di metodi e modi per comunicare il suono\, la predilezione per gli sperimentalismi\, tratto distintivo della Stagione Concertistica Rivolimusica. \nEtienne Abelin è un direttore d’orchestra\, violinosta e curatore con una passione per le nuove direzioni della musica classica. E’ fondatore di “classYcal”\, una start-up dedicata alle innovazioni nella musica classica; classYcal include Ynight club nights e l’ Apples&Olives Indie Classical Festival Zurich. Con l’approccio visuale alla musica  “Music:Eyes” ha girato il mondo e tenuto due concerti-conferenze per  TEDx. Con il suo ensemble bachSpace – Bach & Electronics ha debuttato al Concertgebouw di  Amsterdam nel 2014. \nMembro della Lucerne Festival Orchestra e dal  2004 al 2011 violino secondo dell’ Orchestra Mozart  di Bologna\, entrambe fondate da Claudio Abbado\, è stato anche un artista in Residenza e curatore musicale alla Festspielhaus di St.Pölten\, Austria nonché membro della giuria della Classical:NEXT conference e del  “Junge Ohren Preis”. Ha diretto l’ Orquestra Sinfonica Portuguesa\, l’ Ensemble Orchestral de Paris\, la North Czech Philharmonic Orchestra e molti ensemble. Etienne ha avviato la “Superar Suisse”\, una start-up che porta la musica a bambini socialmente emarginati; sta collaborando alla costruzione del  network “Sistema Europe” ispirato a El Sistema Venezuela ed è membro fondatore del “Impact Hub Zurich”. E’ cofondatore della Sistema Europe Youth Orchestra (SEYO) che ha diretto con la Youth Orchestra of Caracas a La Scala Milano nell’estate 2015. \nTamar Halperin è nata a  Tel Aviv\, cresciuta ad Israele e ha intrapreso una carriera da giocatrice di tennis. Ha studiato musica all’Università di  Tel Aviv e proseguito i suoi studi alla Schola Cantorum Basiliensis con focus sulla “historically informed performance” (HIP). Ha conseguito il Dottorato di Ricerca su Johann Sebastian Bach presso la Juilliard School di New York. E’ specializzata in Musica Barocca\, ma intraprende anche progetti di musica contemporanea. Ha inciso con il pianisti jazz Michael Wollny l’album “Wunderkammer” che è stato vincitore dell’ ECHO Jazz 2010 per la categoria degli album per pianoforte. \nHa registrato un seguito\, “Wunderkammer XXL”\, con Wollny e  hr-Bigband insignito dell’ Echo Jazz nella categoria band. Ha suonato clavicembalo e celesta con Wollny al Jazzfest di Bonn 2016. Nel 2011 ha suonato brani di Bach al Clavicembalo al Baroque Christophoruskirche di Wiesbaden-Schierstein\, all’interno del Rheingau Musik Festival. Nel 2012 Halperin ha inciso\, sotto il titolo di “Wanderer” Lieder di Haydn\, Mozart\, Schubert e Brahms con suo marito\, il controtenore Andreas Scholl. Nel 2016 pubblica un album con musiche di Erik Satie in occasione del centocinquantenario della nascita\, suonando diversi strumenti inclusi\, oltre al piano e il clavicembalo\, un organo e un piano Wulitzer. L’ Hessian Cultural Prize 2016 viene assegnato sia ad Harperin che a Scholl da Volker Bouffier\, il Ministro – Presidente dell’Hesse. \nIl cartellone di RIVOLIMUSICA propone 30 appuntamenti tra cui concerti cameristici\, jazz\, etno/popolare\, commissioni di nuove produzioni artistiche\, sperimentazioni e collaborazioni con gli studenti dell’Istituto Musicale in prestigiosi spazi della Città Rivoli (Istituto Musicale Città di Rivoli G. Balmas\, Maison Musique\, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, Chiesa della Collegiata Alta)\, presso la Lavanderia a Vapore di Collegno e in decentramento nei comuni di Avigliana\, Villarbasse e Buttigliera Alta.
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SUMMARY:Gilberto Zorio. La mostra al Castello di Rivoli
DESCRIPTION:Circolo dei Lettori\, Sala della Musica \nIn occasione della personale allestita al terzo piano del Castello di Rivoli\, prorogata al 6 marzo 2018\, Gilberto Zorio dialoga con Marcella Beccaria sui temi e contenuti della mostra. \nLa rassegna\, che si sviluppa in un percorso non cronologico\, raccoglie oltre cinquant’anni di ricerca dell’artista presentando alcuni tra i più importanti lavori quali installazioni storiche gelosamente custodite da Zorio nel proprio studio e un nucleo di disegni con progetti inediti. Sono inoltre presenti lavori provenienti da selezionate collezioni e nuove installazioni appositamente realizzate per le sale del Castello. La mostra è un coinvolgente percorso che sollecita i sensi e conduce i visitatori attraverso inediti scenari percettivi. \n  \nInfo sulla mostra Gilberto Zorio
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SUMMARY:Cinema al Castello - "L'altro volto della speranza"
DESCRIPTION:h. 17 \nTeatro del Castello \nL’altro volto della speranza (2017)\ndi Aki Kaurismäki \n  \nBiglietto di ingresso 5 euro intero e 4 euro ridotto (over 65\, under 18\, possessori del biglietto del Castello di Rivoli della giornata in corso).  I biglietti si acquistano all’ingresso del Teatro del Castello di Rivoli\, a partire dalle ore 16.15 \n  \nScopri la rassegna
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