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SUMMARY:Becoming Male in the Middle Ages - Pedro Neves Marques
DESCRIPTION:Becoming Male in the Middle Ages \nPedro Neves Marques \nin collaborazione con HAUT \nilly Present Future Prize 2018 Exhibition \na cura di Marianna Vecellio \n1 novembre 2019 – 23 febbraio 2020 \n  \n  \n 
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SUMMARY:NOTTE DELLE ARTI CONTEMPORANEE 2019
DESCRIPTION:Il Museo aperto 10-22  con biglietto ridotto e  biglietto omaggio per rivolesi
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SUMMARY:ABITARE LO SPRAWL. Conversazione con Metahaven
DESCRIPTION:Teatro del Castello\, h 18 \n\n\n\n\nMassimi interpreti dei linguaggi scaturiti dall’utilizzo delle nuove tecnologie\, protagonisti di una ricerca che ha saputo spaziare dal mondo del design a quello della riflessione teorica\, i Metahaven discuteranno per la prima volta in Italia le loro ultime creazioni in un confronto dal vivo assieme al curatore Leonardo Dellanoce. \nDopo il progetto LIVING MATTERS dell’artista statunitense Claire Pentecost e la conferenza RITORNARE ALLA TERRA\, CON GLI UCCELLI di Vinciane Despret\, ABITARE LO SPRAWL è il terzo appuntamento di COMP(H)OST\, un progetto che affronta in chiave transdisciplinare i temi dell’ospitalità\, dello scambio e della coesistenza\, della cooperazione e della coabitazione\, della trasformazione e della fertilità\, attraverso produzioni artistiche\, laboratori\, conferenze\, panel discussion\, conversazioni\, performance live al Castello di Rivoli e in contesti diversi nella città di Torino. \nNati come collettivo di “design speculativo”\, nel tempo i Metahaven si sono concentrati su come i nostri spazi vengano definiti dal flusso di informazioni e propaganda che\, originatosi nel mondo digitale\, ha finito per plasmare la realtà concreta della nostra esperienza quotidiana. Centrale\, nella riflessione dei Metahaven\, è il concetto di sprawl: un ecosistema in cui convivono diverse versioni di quella che chiamiamo “realtà”\, e nel quale proliferano talmente tante narrative parallele da ridefinire la nostra nozione di verità. Quale valore assume dunque il concetto di identità in un ambiente saturo di stimoli in reciproca contraddizione\, a partire dalla sovrapposizione tra la vecchia retorica degli stati sovrani e la scala globale su cui agisce l’odierno apparato computazionale? \nA partire dal loro lavoro nel campo del documentario e dell’immagine in movimento\, i due fondatori di Metahaven Vinca Kruk e Daniel van der Velden discuteranno con il curatore Leonardo Dellanoce (Digital Earth) delle loro opere più recenti\, toccando tematiche che vanno dall’arte al cinema\, dal design alla poesia\, alla rappresentazione delle astrazioni\, nel tentativo di comprendere come\, attraverso un immaginario da loro stessi definito “soft sci-fi”\, sia possibile decifrare un ambiente in cui natura e cultura coincidono\, e in cui sembra diventato impossibile distinguere tra fatti e finzioni\, tra passati immaginari e futuri costruiti ad arte. \nABITARE LO SPRAWL di Metahaven con Leonardo Dellanoce si svolge in concomitanza con la “Notte delle arti contemporanee”\, che prevede l’apertura speciale del Castello di Rivoli fino alle ore 22. \nLa conferenza è in lingua inglese con traduzione consecutiva\, a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti. \nBIOGRAFIA\nIl lavoro del collettivo olandese Metahaven\, fondato nel 2007 da Vinca Kruk e Daniel van der Velden\, spazia dalla scrittura al design\, alla produzione cinematografica. Tra i film di Metahaven\, tutti orbitanti attorno a quella che chiamano “rappresentazione sul campo di un presente indeterminato”\, ricordiamo The Sprawl: Propaganda About Propaganda(2015)\,Information Skies(2016)\, Hometown(2018)\, e Eurasia (Questions on Happiness)(2018). Si segnalano tra le loro pubblicazioni più recenti Digital Tarkovsky(2018) e l’antologia PSYOP(2018) a cura di Karen Archey. A Metahaven sono state dedicate diverse mostre e retrospettive\, tra le quali nel 2018 Version History(ICA\, Londra) e Earth(Stedelijk Museum\, Amsterdam). \nLeonardo Dellanoceè un curatore italiano che vive ad Amsterdam. Nella sua ricerca esplora le realtà tecnologiche utilizzando arte e design come strumenti di navigazione. Lavora con artisti\, designer e teorici a vari progetti collaborativi. Tra questi: Vertical Atlas: a Techno-political Cartography\, Het Nieuwe Instituut\, Rotterdam (2018) e Digital Earth. È editor della rivista “Volume”\, per la quale ha sviluppato il progetto di ricerca Trust in the Blockchain Society. \nCOMP(H)OST\nCOMP(H)OST è realizzato da a.titolo\, NERO e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, in collaborazione con il Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam\, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea”\, con l’ospitalità di Duparc Contemporary Suites e la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte\, a partire da un’idea di Marianna Vecellio e Sofía Hernández Chong Cuy. \nCOMP(H)OST è curato da Francesca Comisso e Luisa Perlo per a.titolo\, Marianna Vecellio per il Castello di Rivoli\, Lorenzo Gigotti\, Valerio Mannucci e Valerio Mattioli per NERO.
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SUMMARY:Reali Sensi - D'après Leonardo
DESCRIPTION:Le Residenze Reali vi aspettano con un calendario ricco di appuntamenti dedicati ai cinque sensi. Visite tematiche curiose ed inedite per vivere un’esperienza unica all’interno di luoghi senza tempo\, dove architetture sontuose\, sale storiche e giardini regali diventano veri e propri libri aperti su cui affinare le proprie percezioni. \nScopri inoltre i tour speciali che alcune Residenze Reali propongono quest’anno in occasione delle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci: citazioni\, approfondimenti e lezioni tematiche per esaltare la figura del genio fiorentino. \nLa mostra D’après Leonardo racconta l’eredità di Leonardo e l’ininterrotta fortuna della sua opera: dal lascito di invenzioni alla bottega e ai suoi più fidati allievi fino ai recuperi contemporanei\, a dimostrazione di come\, ancora nell’arte di oggi\, gli artisti continuino a fare i conti con la sua opera  e lo fa attraveso due capolavori della Collezione Cerruti\, Madonna col Bambino (c. 1516) dell’allievo di Leonardo\, Marco d’Oggiono e Senza titolo (La Gioconda) (1992) di Gino de Dominicis\,  esposti nelle sale storiche del primo piano. Una bella occasione per visitare\, inoltre le sale affrescate ad inizio ‘700 dai pittori specializzati in grottesche Fariano\, Minei e Malatto chiamati appositamente da Juvarra . \nAncora una volta con il naso all’insù nelle sale del Castello… \nCosti:  Ingresso: euro 8\,50 o 6\,50\,  gratuito per i possessori di Abbonamento Musei\, Torino + Piemonte Card e Royal Card + costo della visita 4 euro a persona. \nInfo e prenotazioni:  a.giorda@castellodirivoli.org
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SUMMARY:Est-Ovest Festival - Il Ponte sulla Drina
DESCRIPTION:Teatro del Castello \nIntero 8 €\nRidotto 5 €\n(con biglietto del Museo: 5€) \nTorna l’ EstOvest Festival\, tradizionale appuntamento con la musica classica contemporanea \nPrendendo spunto dal romanzo del premio Nobel Günter Grass\, il Festival del diciottesimo anno è stato intitolato “Tamburi di latta“\, per rendere omaggio alla creatività ed alla capacità evocare situazioni irreali\, metafore del silenzio e del baccano\, del disincanto e della magia della musica e dell’arte in genere. \nIl Ponte sulla Drina\nLe lunazioni si susseguivano e le generazioni sparivano rapidamente\, ma il ponte restava\, immutabile\, come l’acqua che scorreva sotto le sue arcate. \nIl Ponte sulla Drina\, Ivo Andric \nIl Ponte sulla Drina è sicuramente uno dei romanzi più straordinari del Novecento. Scritto dal Premio Nobel bosniaco Ivo Andric\, racconta di cinquecento anni di storia dei Balcani\, crocevia di culture e popoli\, guerre e rivalità. Tutto ciò \, fino a giungere alla prima guerra mondiale\, sotto le arcate salde e prestanti del Ponte “silenzioso” e immutabile.\nIncorniciato da due contrappunti dell’Arte della Fuga\, il programma musicale vuole in qualche modo rappresentare la varietà e l’eterogeneità degli stili di quell’area dell’Europa. \nAutori celeberrimi e prime esecuzioni italiane si alternano in un repertorio interamente dedicato al quartetto d’archi e supportato da una voce narrante. \nIl languido ed ironico Underground Tango di Bregovich viene accostato alle musiche di Adnan Saygun\, il più importante compositore della Turchia di Atatürk insieme alla pagine di Petrovics\, così inequivocabilmente influenzato dai grandi compositori sovietici e da Shostakovich in particolare. A rappresentare l’Austria \, lo struggente primo movimento del quartetto di Franz Schubert Rosamunda. \nQuartetto Ascanio \nDamiano Babbini\, violino \nFrancesco Bagnasco\, violino \nCostanza Pepini\, viola \nCatherine Bruni\, violoncello \nMarco Testa\, narratore \nProgramma:\nJ S Bach\, Arte della Fuga\, contrappunto I\nGyorgy Kurtag\, 12 Microludes\nGoran Bregovich\, Underground Tango\nEmil Petrovics\, String quartet n 1- I movimento *\nFranz Schubert\, Rosamunde\, I movimento\nAhmed Adnan Saygun\, String quartet n 4\, I o II movimento *\nJ S Bach\, Arte della Fuga\, contrappunto XIV\n*Prima esecuzione italiana
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SUMMARY:DIANN BAUER\, Se la natura è ingiusta\, cambia la natura
DESCRIPTION:COMP(H)OST #4\nMercoledì 20 novembre h 19 \nCircolo del Design \nVia San Francesco da Paola 17 \n  \n\n\n\nLo xenofemminismo è la corrente di pensiero che\, negli ultimi anni\, più ha indagato il rapporto tra politiche di genere e accelerazione tecnologica\, nel tentativo esplicito di riprendere e superare l’eredità della teoria cyber elaborata negli anni Ottanta da Donna Haraway. Originariamente formulato nel Manifesto xenofemminista firmato dal collettivo transnazionale Laboria Cuboniks\, lo xenofemminismo si è velocemente imposto come uno dei principali snodi del dibattito che negli ultimi anni ha visto confrontarsi il mondo della politica e delle arti: l’incontro con Diann Bauer\, artista visiva e cofondatrice di Laboria Cuboniks\, affronterà non solo l’influenza e gli sviluppi del manifesto originario\, ma anche il modo in cui le sue tematiche continuino a riverberare nella pratica artistica e nei linguaggi creativi della contemporaneità. \nIn particolare\, Diann Bauer parlerà del proprio lavoro in relazione allo xenofemminismo\, nel tentativo di proporre una comprensione della “alienazione” promulgata dal progetto che possa aprire nuovi modi di pensare il modo in cui noi\, come specie\, possiamo affrontare le minacce provocate dal cambiamento climatico – un’idea che Bauer ha sviluppato insieme con il gruppo di artisti e architetti chiamato A.S.T. (the Alliance of the Southern Triangle). \nSE LA NATURA È INGIUSTA\, CAMBIA LA NATURA è il quarto appuntamento di COMP(H)OST\, un progetto che affronta in chiave transdisciplinare i temi dell’ospitalità\, dello scambio e della coesistenza\, della cooperazione e della coabitazione\, della trasformazione e della fertilità\, attraverso produzioni artistiche\, laboratori\, conferenze\, panel discussion\, conversazioni\, performance live al Castello di Rivoli e in contesti diversi nella città di Torino. \n\n\n\n\n\n\nIn questa occasione\, COMP(H)OST è ospite a Torino del Circolo del Design\, un nuovo spazio aperto\, inclusivo e partecipato\, esploratore del contemporaneo\, delle sperimentazioni e degli attori che rappresentano l’avanguardia nei diversi campi del design. L’incontro con Diann Bauer si svolge nell’ambito del Ciclo dei Mercoledì\, che mette in evidenza tematiche contemporanee attraverso il contributo di specialisti – provenienti da discipline diverse da quella del design – che aprono il dibattito partendo dal cuore della propria ricerca. Gli incontri del Mercoledì sono organizzati con la curatela scientifica del c.lab\, laboratorio interateneo tra Politecnico di Torino e Università degli Studi di Torino. \nLa conferenza è in inglese con traduzione consecutiva in italiano. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti\, il Circolo del Design è in Via San Francesco da Paola\, 17\, 10123 Torino. \n  \nBIOGRAFIA\nDiann Bauer è un’artista e scrittrice di stanza a Londra. fA parte del collettivo Laboria Cuboniks\, che nel 2015 ha scritto Xenofeminism: A Politics of Alienation\, e collabora col gruppo di Miami A.S.T.\, il cui lavoro si focalizza sull’urbanistica e il cambiamento climatico. I lavori di Bauer sono stati proiettati ed esposti alla Tate Britain e alla galleria The Showroom di Londra\, alla Sharjah Biennale 13 negli Emirati Arabi Uniti\, alla Deste Foundation di Atene e al New Museum di New York. Tra le università e le istituzioni culturali in cui ha insegnato e tenuto conferenze figurano: Cornell University\, Yale University e Cooper Union (USA)\, HKW (Germania)\, DAI (Paesi Bassi)\, Ashkal Alwan (Libano)\, Ocean Space\, Venice\, Goldsmiths\, The Baltic\, Tate e ICA (UK). \nCOMP(H)OST è un progetto realizzato da a.titolo\, NERO e Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, in collaborazione con il Witte de With Center for Contemporary Art di Rotterdam\, con il sostegno della Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea”\, con l’ospitalità di Duparc Contemporary Suites e la collaborazione di Film Commission Torino Piemonte\, a partire da un’idea di Marianna Vecellio e Sofía Hernández Chong Cuy. \nCOMP(H)OST è curato da Francesca Comisso e Luisa Perlo per a.titolo\, Marianna Vecellio per il Castello di Rivoli\, Lorenzo Gigotti\, Valerio Mannucci e Valerio Mattioli per NERO.
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SUMMARY:Roberto Cuoghi  M I R A C O L A
DESCRIPTION:Miracola San Carlo \nL’alluminata intesa \nCo insania de cervello \nSaetta fora’l fiato \nDe’ lumi letigiosi \nPriva de’ razzi al vampo \nRasciuga la popilla \nPoi sottoposta al cielo \nSpiraculo del vero \nContempra for di sensi \nRefressa al negro smalto \nLa biscia per la coda \n  \nNuova installazione luminosa per Luci d’Artista\nA cura di Carolyn Christov-Bakargiev \nLight designer: Andrea Berselli – Programmazione: Eva Bruno \nNetwork: Fabrizio Ganzerli – Materiale tecnico: TEMA S.r.l. Modena \nInstallazione: CIEM S.a.s. Torino \nTorino\, Piazza San Carlo \ndal 24 novembre 2019 al 12 gennaio 2020 \nM I R A C O L A  \nOrari \nM I R A C O L A  orari  \n21\,18; 21\,38; 22\,03; 22\,28; 22\,53; 23\,28; 00\,08; 00\,33; 01\,12. \n  \nNell’ambito delle sue attività sul territorio e su invito della Città di Torino\, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea ha commissionato e curato un’inedita installazione luminosa ideata dall’artista italiano Roberto Cuoghi (Modena\, 1973) per Luci d’Artista di Torino e la cui inaugurazione è prevista il 29 ottobre 2019 in Piazza San Carlo. \nLa manifestazione torinese Luci d’Artista\, nata nel 1998 e unica al mondo\, rappresenta una vera e propria mostra d’arte contemporanea a cielo aperto che ogni anno\, da fine ottobre a inizio gennaio\, illumina le piazze e le strade di Torino dal centro alla periferia. \nQuesta nuova Luce d’Artista\, donata da Roberto Cuoghi alla Città di Torino\, rinnova per la prima volta dal 2015 la vocazione della Città a commissionare nuove opere d’arte pubbliche e ad ampliare la sua collezione delle Luci d’Artista. Realizzata in concomitanza con il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci (1519)\, l’opera ha richiesto la collaborazione attiva di tutti i locali pubblici e dei privati in Piazza San Carlo in un’inedita forma di partecipazione cittadina. \nL’opera\, realizzata a cura di IREN\, è co-prodotta dalla Città di Torino e dal Castello di Rivoli in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Torino e Fondazione Contrada Onlus\, con la sponsorizzazione di FPT Industrial\, leader mondiale nella produzione e vendita di motori industriali\, nonché con il generoso contributo di Hauser & Wirth. \nL’opera M I R A C O L A di Roberto Cuoghi è un’esperienza senza precedenti\, unica e sinestetica in una delle piazze principali di Torino\, Piazza San Carlo\, nella quale le luci pubbliche e private periodicamente si affievoliranno creando una coreografia luminosa che immerge i passanti in istanti di assoluta oscurità\, per poi reilluminare la piazza. Il passaggio dalla luce all’oscurità genera tensione e aspettativa. L’opera sarà attivata ogni ora per pochi secondi a partire dalle 21. \nM I R A C O L A\, imperativo del verbo miracolare (da mirari – ammirare)\, suggerisce un fenomeno visivo fuori dall’ordinario\, attribuito a cause soprannaturali. L’esperienza del buio che appare per effetto della sincronizzazione delle luci della piazza appare come l’esperienza miracolosa della sparizione\, del non apparire. \nAfferma Roberto Cuoghi\, “Ho sinfonizzato le luci del ‘salotto’ di Torino\, per costringere a considerare i vincoli cognitivi che separano la luce dal buio; per le caratteristiche che ho voluto che avesse e che ha\,   M I R A C O L A è un’opera antiretorica\, non vandalizzabile\, replicabile e non invasiva”. \nChiara Appendino\, Sindaca della Città di Torino\, dichiara\, “È un piacere per la Città di Torino co-produrre assieme  al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, per cura di IREN e grazie alla sponsorizzazione di FPT\, questa nuova Luce d’Artista di Roberto Cuoghi realizzata anche pensando a Leonardo da Vinci. Davvero partecipativa\, ha necessitato per la sua realizzazione delle tecnologie più avanzate\, ma soprattutto della collaborazione di tutti i privati e di IREN\, per permettere all’artista di mettere in relazione tutte le luci già esistenti sulla piazza – esempio di sognare assieme e individualmente affinché un progetto comune si avveri”. \n“Una nuova opera arricchirà il patrimonio di Luci d’Artista”\, afferma Francesca Leon\, Assessora alla Cultura della Città di Torino. “Un segnale che racconta il persistere di un forte interesse da parte dell’Amministrazione verso Luci d’Artista. Un nuovo progetto si aggiunge a quelli esistenti. Un’opera insolita\, non etichettabile come un puro evento luminoso\, che la Città lancia insieme al Castello di Rivoli\, ovvero una delle maggiori e autorevoli istituzioni nel campo dell’arte contemporanea\, con il contributo creativo di un artista di fama internazionale\, Roberto Cuoghi. La sua opera\, al di là dei contenuti poetici e le intriganti speculazioni filosofiche che ne tratteggiano il senso\, è una creazione in cui l’aspetto visionario desterà sorpresa e stupore in chiunque si troverà  immerso in questo delicatissimo e suggestivo contrasto tra buio e luce”. \nFiorenzo Alfieri\, Presidente del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, dichiara\, “Sono felice che Luci d’Artista riprenda quest’anno a commissionare nuove opere di grande impatto e che la ormai storica manifestazione venga arricchita dall’installazione luminosa di un artista come Roberto Cuoghi\, grazie alla rinnovata collaborazione tra Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Città di Torino”. \n“Un lampo (di buio) è qualcosa che accade per sottrazione”\, afferma Carolyn Christov-Bakargiev\, Direttore del Castello di Rivoli. “Non uno scontro tra estremità”\, prosegue\, “semmai il desiderio di rendere visibile la tensione dell’uno (il buio) rispetto all’altra (la luce). Si tratta di ri-pensare il buio non solo come assenza di percezione ma anche dispositivo generatore dell’esperienza individuale e collettiva\, un po’ come vivere la piazza la notte come la si viveva nel Settecento\, prima dell’illuminazione artificiale”. \nÈ questa l’installazione luminosa di Cuoghi con cui la Città di Torino omaggia le teorie sul rapporto tra luce e ombra di Leonardo da Vinci\, proprio nell’anno delle celebrazioni per il 500° anniversario della sua morte. Scrive Leonardo nel suo Trattato della Pittura (1540 circa): “Ombra è privazione di luce\, e sola opposizione de’ corpi densi opposti ai raggi luminosi; ombra è di natura delle tenebre\, lume è di natura della luce\, l’uno asconde e l’altro dimostra; sono sempre in compagnia congiunta ai corpi; e l’ombra è di maggior potenza che il lume\, imperrocché quella proibisce e priva interamente i corpi della luce\, e la luce non può mai cacciare in tutto l’ombra dai corpi\, cioè corpi densi”. \nSecondo Christov-Bakargiev\, “Questa riflessione di Leonardo potrebbe essere letta in relazione al principio di oscuramento. La luce c’è\, ed è giusto che ci sia. Il buio è sempre un evento eccezionale dovuto esclusivamente all’assenza della luce\, sia essa naturale o artificiale. Il buio invece no! Il buio è sempre e solo naturale! Anche se\, nel tempo presente\, per produrre il buio dobbiamo spegnere la luce artificiale\, la stessa che illumina i nostri spazi cittadini prolungando la vita nelle ore notturne. In ultima analisi\, stare al buio sarebbe la cosa più naturale del mondo e invece a noi contemporanei appare come un’esperienza del tutto artificiale. Oggi penso che Leonardo non avrebbe aggiunto altra luce e altro consumo energetico alla Città già iper illuminata. L’avrebbe sottratta. E avrebbe sognato”. \nCarlo Moroni\, Head of Communication di FPT Industrial\, sottolinea\, “Roberto Cuoghi\, con la sua creazione\, ha celebrato Leonardo da Vinci\, di cui la città conserva opere preziosissime\, permettendo ai cittadini di vivere con uno sguardo naturale e inedito uno dei luoghi più belli della nostra città e di diventare protagonisti di un’opera d’arte. Il genio di Leonardo\, per il nostro marchio\, è una fonte di ispirazione anche per il suo attento studio della Natura. L’arte si conferma quindi per FPT Industrial un ambito fertile per ribadire i nostri valori e un impegno costante all’innovazione”. \nAncora una volta nel lavoro di Cuoghi\, che ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia nel 2017\, sperimentare\, fare\, imparare\, inventare sono fondamentali e tutto concorre a creare e ricreare situazioni in cui la centralità dello spettatore e la sua capacità d’interazione con l’opera d’arte sono fondamentali. “In tal senso”\, afferma Anna Pironti\, Responsabile Capo del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli\, “abbiamo avviato un percorso di avvicinamento e condivisione con gli esercenti e gli abitanti della piazza per sensibilizzarli alla straordinarietà dell’evento. Con il progetto educativo si intende coinvolgere tutta la cittadinanza ai vari livelli\, a partire dal mondo della scuola\, dai giovani e dalle associazioni\, al fine di condividere la memorabile esperienza”. \nL’artista ringrazia Jacopo Galavotti\, italianista e docente di metrica e stilistica. \nSi ringrazia Marcella Beccaria\, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. \nSi ringraziano per la collaborazione gli esercenti e gli abitanti di Piazza San Carlo\, tra cui Algozzini Gioielli\, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.\, Benetton\, Biraghi\, Brooksfield Torino 1971\, Bruschi-Pavin Boutiques\, Caffè Mokita\, Caffè San Carlo\, Caffè Torino\, Giorgio Cavalitto\, Crédit Agricole\, Deutsche Bank\, Garaffo Gioielleria\, Gelati Cecchi 1936\, Gioielleria Monticone\, Carlotta e Enrico Girardi\, Goethe-Institut Torino\, Hermès\, Intesa Sanpaolo S.p.A.\, Francesca Lavazza\, Alessandro Marcato\, Mediolanum\, Ordine degli Architetti di Torino e Fondazione per l’Architettura / Torino\, Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino\, Posh Torino\, Gianluigi Ricuperati\, Sinatra Profumerie\, Giorgina Siviero\, Stone Island\, Stratta\, Y Piazza San Carlo\, nonché tutti coloro che desiderano restare anonimi. \nL’opera è stata realizzata con il generoso sostegno di Hauser & Wirth \n \n  \n  \nMain sponsor: \n \n    \n  \nIn collaborazione con \n \n  \n  \nNote biografiche \nRoberto Cuoghi è nato a Modena nel 1973. Vive e lavora a Milano. L’artista crea opere che agiscono come dispositivi o macchine psico-sensoriali capaci di de-locare (anche solo dal punto di vista della suggestione)\, in altri spazi e altri tempi\, il visitatore\, destinatario ultimo della situazione creata. Un approccio inedito\, poetico e straniante\, che si avvale degli occhi e dell’apparato concettuale ed emotivo dell’altro\, per espandere all’infinito la potenzialità dell’opera. Cuoghi sperimenta con la scultura\, l’installazione\, i suoni\, la pittura\, il disegno\, la fotografia\, la performance e le azioni concettuali. Lievi alterazioni fisiche\, metamorfosi complete\, sparizioni temporanee\, viaggi nell’immediato futuro o nel passato più remoto sono alcuni tra gli elementi che caratterizzano la sua quotidianità. \nConfrontando le proprie ossessioni\, l’artista reinventa se stesso e la propria pratica\, facendo della metamorfosi il suo modus operandi. Cuoghi ha partecipato a tre edizioni della Biennale Arte di Venezia: Il mondo magico\, Padiglione Italia\, 57. Esposizione Internazionale d’Arte\, Biennale di Venezia\, Venezia\, 2017; Il Palazzo Enciclopedico\, 55. Esposizione Internazionale d’Arte\, Biennale di Venezia\, Venezia\, 2013; Fare Mondi/Making Worlds\, 53. Esposizione Internazionale d’Arte\, Biennale di Venezia\, Venezia\, 2009. \nTra le sue mostre personali si ricordano: Perla Pollina 1996-2016\, Centre d’Art Contemporain Genève\, Ginevra / Museo MADRE\, Napoli\, 2017; Putiferio\, DESTE Foundation Project Space\, Slaughterhouse\, Idra\, 2016; da iḍā e piṅgalā a iḍā e iḍā o piṅgalā e piṅgalā\, Le Consortium\, Digione /Aspen Art Museum\, Aspen\, CO\, 2014-2015; Šuillakku – corral version\, New Museum\, New York\, 2014; ZOLOTO\, Galleria Massimo De Carlo\, Milano\, 2012; Roberto Cuoghi\, Hammer Museum\, UCLA\, Los Angeles\, 2011; Šuillakku\, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, Rivoli / ICA\, Londra\, 2008. Il suo lavoro è stato incluso in diverse mostre collettive tra cui: Dall’argilla all’algoritmo\, Arte e tecnologia\, Gallerie d’Italia\, Milano\, 2019; Sanguine. Luc Tuymans on Baroque\, Fondazione Prada\, Milano\, 2018; 3D Double Vision\, Los Angeles County Museum\, Los Angeles\, 2018; The Residue of Memory\, Aspen Art Museum\, Aspen\, CO\, 2012; 10000 Lives\, Gwangju Biennale\, Gwangju\, 2010; Skin Fruit\, New Museum\, New York\, 2010; Fractured Figure\, Deste Foundation Centre for Contemporary Art\, Atene\, 2007; Sequence 1\, Palazzo Grassi\, Venezia\, 2007; Of Mice and Men\, 4. Berlin Bienniale for Contemporary Art\, Berlino\, 2006. \n \nScarica: CS_Cuoghi Luci d’artista 2019
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