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SUMMARY:In conversazione con Otobong Nkanga
DESCRIPTION:Mercoledì 15 luglio 2020\, ore 18\nInstagram Live \nSarà possibile seguire entrambe le dirette sul profilo ufficiale Instagram del Castello di Rivoli e rivederle sul Cosmo Digitale. \nIn preparazione della mostra dell’artista Otobong Nkanga (Kano\, Nigeria\, 1974) co-organizzata dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e da Henie Onstad Kunstsenter di Høvikodden\, Norvegia\, dove sarà presentata nell’autunno 2020 per poi inaugurare l’anno successivo al Castello di Rivoli\, il direttore del Museo Carolyn Christov-Bakargiev converserà con l’artista in diretta Instagram mercoledì 15 luglio alle ore 18.00. \nLa conversazione sarà introdotta da Tone Hansen\, direttore del museo Henie Onstad Kunstsenter. \nIl pubblico potrà seguire la diretta sul profilo ufficiale instagram del Castello di Rivoli. In seguito\, la conversazione sarà presente sul Cosmo digitale del museo. \nOtobong Nkanga è stata protagonista della mostra L’emozione dei COLORI nell’arte tenutasi al Castello di Rivoli e alla GAM di Torino (2017) nell’ambito della quale aveva presentato nella Manica Lunga l’opera Kolanut Tale: Slow Stain (Il racconto della noce di cola: macchia lenta\, 2017) successivamente entrata a far parte delle Collezioni del Museo grazie all’acquisto degli Amici Sostenitori del Castello di Rivoli. Attraverso un approccio multidisciplinare e l’impiego di linguaggi espressivi quali scultura\, arazzo\, disegno\, video\, fotografia\, progetti partecipativi e performance\, Nkanga realizza installazioni che esplorano le tracce naturali e la dimensione sociale\, culturale e ambientale dell’essere umano\, sempre visto come una rete complessa di relazioni con il territorio. \nNello stesso anno 2017\, Nkanga partecipa a documenta 14 (Kassel e Atene) con Carved to Flow (Lavorato per fluire\, 2017) un progetto che metteva in relazione materiali\, le loro trasformazioni attraverso un lavoro artigianale\, nonché le relazioni sociali ed economiche che ne derivano. \nNel 2019 Otobong Nkanga ha ricevuto il Lise Wilhelmsen Art Award Program (LWAAP)\, un nuovo premio per artisti sviluppato in collaborazione tra la famiglia Lise e Arne Wilhelmsen e Henie Onstad Kunstsenter\, Norvegia. Si tratta della prima edizione del premio che consiste in una somma di denato ($ 100.000) e viene assegnato ogni due anni. È stato istituito per sostenere gli artisti internazionali a metà carriera. Il vincitore ha inoltre l’opportunità di presentare una mostra presso il museo Henie Onstad Kunstsenter accompagnata dalla pubblicazione di un catalogo. La giuria nominata per il 2019 che ha premiato Otobong Nkanga includeva: Tone Hansen\, Michelle Kuo\, Elvira Dyangani Ose\, María Inés Rodríguez\, Caroline Ugelstad e Paulina Rider Wilhelmsen. \nNote biografiche\nOtobong Nkanga (Kano\, Nigeria\, 1974\, attualmente vive e lavora ad Anversa\, Belgio) è considerata una delle artiste più interessanti del panorama contemporaneo. Ha studiato presso l’Università Obafemi Awolowo di Ile-Ife\, in Nigeria\, l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi\, la Rijksakademie van beeldende kunsten di Amsterdam\, DasArts Amsterdam ed è stata premiata con una residenza al DAAD di Berlino. Il suo lavoro è presente nelle collezioni di numerose istituzioni internazionali tra cui Centre Pompidou\, Parigi; Tate Modern\, Londra; Stedelijk Museum\, Amsterdam; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, Rivoli – Torino e ha esposto in mostre e biennali in tutto il mondo\, così come si sono tenute mostre personali al Museum of Contemporary Art (MCA) di Chicago\, al Tate Modern e Tate St. Ives\, Regno Unito. \nNel 2019 Nkanga ha ricevuto il Premio per la menzione speciale alla 58a Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia\, è stata nominata vincitrice del Premio Biennale della Sharjah 2019 (con Emeka Ogboh)\, ha vinto il prestigioso Peter-Weiss-Preis\, ed è stata anche vincitrice del Premio culturale fiammingo per le arti visive – Ultima. Nel 2015 le è stato assegnato l’8° Yanghyun Art Prize e nel 2017 il Belgian Art Prize. Il progetto di Nkanga\, Carved to Flow\, è stato presentato lo stesso anno a documenta 14. \nLe sue mostre personali più recenti si sono svolte a Zeitz Mocaa\, Città del Capo e Tate St. Ives\, Regno Unito. L’ultima mostra\, From Where I Stand\, è attualmente allestita al Middlesbrough Institute of Modern Art (MIMA) in Inghilterra. Nkanga è stata l’artista residente del 2019 al Gropius Bau a Berlino dove ha sviluppato ulteriormente il progetto Carved to Flow\, culminato nella sua mostra personale There’s No Such Thing as Solid Ground nel 2020. \nÈ la prima destinataria del Lise Wilhelmsen Art Award Programme (2019) ed esporrà all’Henie Onstad Kunstsenter nell’autunno del 2020\, in una mostra organizzata in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea che aprirà nel 2021. \nTone Hansen (Kirkenes\, Norvegia\, 1970) è artista\, curatore\, scrittore d’arte e direttore dell’Henie Onstad Kunstsenter (HOK) di Høvikodden\, Norvegia. Laureatasi all’Accademia di Belle Arti di Oslo\, ha lavorato come Fellow presso l’Accademia di Belle Arti norvegese con il progetto Megamonster Museum (2003-2008). Prima di assumere la direzione dell’HOK\, ha lavorato nell’istituzione come curatore. Hansen è stata direttore responsabile di Reader: (Re) Staging the Art Museum e direttore responsabile di Thousand Eyes: tecnologia dei media\, diritto ed estetica. Tra i suoi progetti espositivi ricordiamo la presentazione retrospettiva di Hito Steyerl nel 2010. Tone Hansen è stata Presidente della Young Artists’ Society (UKS) dal 2003 al 2005. È Capo dell’Arts Council Norway\, istituzione che definisce le politiche culturali norvegesi. \nCarolyn Christov-Bakargiev (Ridgewood\, New Jersey\, 1957) è il direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della Fondazione Francesco Federico Cerruti. È stata Visiting Professor alla Northwestern University di Chicago (2013-2019) e ha insegnato o tenuto conferenze in numerose università tra le quali University of Leeds; Goethe Universität\, Frankfurt Am Main; Harvard University\, Cambridge; Jawaharlal Nehru University\, New Delhi. \nNel suo percorso curatoriale si incrociano mostre e cataloghi di artisti internazionali e dell’Arte Povera italiana\, tra cui William Kentridge\, Giuseppe Penone\, Alighiero Boetti\, Pierre Huyghe\, Francis Alÿs\, Adrián Villar Rojas\, Mario Merz\, Marisa Merz\, Jannis Kounellis\, Janet Cardiff\, Anna Boghiguian e Hito Steyerl. Nel 2008 cura la 16° Biennale of Sydney\, seguita da dOCUMENTA(13) nel 2012 e dalla 14° Istanbul Biennial nel 2015. Ha diretto la GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea dal 2016 al 2018. Fra le sue più importanti pubblicazioni figura Arte Povera (Phaidon Press\, Londra\, 1999).
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SUMMARY:PESTIFERA | Buio di Emanuela Rossi
DESCRIPTION:La rassegna serale PESTIFERA si svolge nel giardino esterno del Castello di Rivoli e indaga la rappresentazione delle pandemie attraverso l’arte cinematografica. \nIn occasione dell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva\, venerdì 24 luglio la proiezione del nuovo film Buio (2019) sarà preceduta dall’introduzione della stessa filmmaker e regista Emanuela Rossi nonché dalla lettura dell’artista e regista Irene Dionisio del testo Coronavirus Capitalism (2020) di Naomi Klein. \nIl film Buio\, presentato in anteprima a Torino\, vincitore del Nastro d’argento SIAE per la sceneggiatura e del Premio Raffaella Fioretta per il Cinema Italiano ad Alice nella Città 2019\, è l’opera prima della regista\, da lei stessa sceneggiata con Claudio Corbucci\, produttore del film. L’opera è stata presentata in concorso al Tallinn Black Nights Film Festival 2019\, al Chelthenam Film Festival in Inghilterra e al Festival Univercinè Italien di Nantes 2020\, dove ha vinto il Prix des Lycéens. Realizzato con il contributo del POR FESR Piemonte 2014-2020 – Azione III.3c.1.2 – bando “Piemonte Film TV Fund” e con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte\, Buio è prodotto dalla Courier Film\, con la produzione esecutiva della Redibis Film\, con Daniele Segre e Daniele De Cicco. \n24 luglio\, ore 21.30\nBuio (2019) regia di Emanuela Rossi (98’)\nCon Valerio Binasco\, Denise Tantucci\, Gaia Bocci \nLe sorelle Stella\, Luce e Aria trascorrono le giornate in lockdown\, segregate in casa. Ogni sera\, quando rientra\, il padre racconta quanto sia pericoloso il mondo fuori. Un giorno l’uomo sparisce e Stella\, la figlia più grande\, è costretta a uscire per fare provviste. Una favola post-apocalittica\, ma anche un romanzo di formazione che è un inno alla vita e alla forza dell’adolescenza. Opera prima della regista\, vincitrice nel 2019 della sezione “Alice nella Città” al Festival del Cinema di Roma. \nBiografia\nLa regista Emanuela Rossi (Roma\, 1959) è marchigiana e vive a Roma. Si è laureata al Dams di Bologna con una tesi su Alain Robbe-Grillet. Ha lavorato per diversi anni a Milano come giornalista free-lance nei magazine femminili (Grazia\, Marie Claire\, D-Donna etc). Nel 2003 si è trasferita a Roma e ha cominciato a lavorare come sceneggiatrice tv (Carabinieri\, La Squadra). Nel 2007 ha realizzato come sceneggiatrice\, regista e produttrice il suo primo cortometraggio\, Il bambino di Carla\, vincitore di Arcipelago\, cinquina Nastri d’Argento e David di Donatello\, selezionato in festivals in tutto il mondo. Nel 2008 realizza il cortometraggio Il citofono con Iaia Forte\, in concorso al Festival di Torino. Nel 2009 con la storia per il cinema Cavalca la tigre! è stata finalista al premio Solinas. Nel 2010 il cortometraggio Lacrime nere\, ambientato negli anni cinquanta\, con Alessandro Haber\, Giorgio Colangeli e Marina Rocco\, ha ottenuto il sostegno del Ministero dei Beni culturali e la Menzione speciale al Riff Film Festival di Roma. \nIl programma di PESTIFERA si concluderà a fine settembre nel Teatro del Museo con l’artista e regista iraniano-canadese Mostafa Keshvari che presenterà in anteprima il film Corona (2020)\, attualmente in fase di realizzazione. \nCorona (2020-in corso di realizzazione) regia di Mostafa Keshvari (65’)\nCon Emy Aneke\, Zarina Sterling\, Richard Lett \nIl film del giovane artista e regista iraniano-canadese\, indaga i temi della paura e del razzismo attraverso la storia di un gruppo di persone bloccate in un ascensore durante la pandemia Covid-19. Uno studio sulla società\, le persone e le scelte morali narrate attraverso un gruppo di individui bloccati in uno spazio ristretto. Un ritratto claustrofobico degli effetti societari della pandemia globale. \nE per chi resta a casa anziché venire all’arena\, suggeriamo nella nostra sala virtuale – Cosmo digitale – il cult zombie movie: \nThe Last Man on Earth (L’ultimo uomo della terra\, 1964) regia di Ubaldo Ragona e Sidney Salkow (86’)\nCon Vincent Price\, Franca Bettoja\, Emma Danieli\nUn morbo si diffonde trasformando le vittime in vampiri. Solo uno scienziato (Price) sopravvive. Cerca disperatamente un antidoto\, ma i vampiri gli danno la caccia. Dal romanzo I Am Legend (1954) di Richard Matheson. I temi della pandemia e della solitudine in un film realizzato a tre anni dalla Baia dei porci e dalla paura dell’apocalisse nucleare. \nA cura di Carolyn Christov-Bakargiev\, Irene Dionisio e Fulvio Paganin\nCoordinamento Roberta Aghemo e Giulia Colletti\nAperitivo dalle ore 19 alle 21 (€ 8)\nIntervallo: dalle ore 21.15 alle 21.30 lettura da Noemi Klein\, Coronavirus Capitalism di Irene Dionisio\nProiezione: ore 21.30\, Buio (2019) di Emanuela Rossi\nIngresso omaggio al cinema con il biglietto del Museo\n(€ 8\,50 intero\, € 6\,50 ridotto)\nIl Museo è aperto dalle ore 10 alle 21 \nIl numero massimo di posti disponibili è 55 e l’ingresso alla proiezione è consentito fino a esaurimento posti.\nSi consiglia di acquistare online il biglietto qui\nPer informazioni: tel. 011.9565246 \nLa rassegna è realizzata in collaborazione con
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