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SUMMARY:Sotto una buona stella
DESCRIPTION:La mia stella sarà per te una delle stelle. \nTutte\, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo! \nda Il piccolo Principe\, Antoine de Saint-Exupéry \n  \nSotto una buona stella. Una Domenica in festa per chiudere in bellezza l’anno solare!\nRealizzeremo stelle\, in omaggio alle celebrazioni dantesche del 2021\, nella stagione in cui la luminosità del giorno cede il passo all’imbrunire e all’universo stellato della notte. Fare luce è l’aspirazione massima di ogni conoscenza e la forma simbolica della stella da sempre la racchiude. L’astro rappresentato dagli antichi Egizi fino a Giotto\, per giungere a Gilberto Zorio che nelle sue opere spazia dalla metafora della scintilla alla memoria del lavoro e alle stelle che illuminano l’universo intero. \nSotto una buona stella a cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, sostenuto da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT\, nell’ambito del Public Program OGR\, in relazione alla mostra Vogliamo Tutto alle OGR Torino. \nUna nuova occasione per ritrovarsi e stare bene insieme\, in sicurezza e nel rispetto di tutte le norme anti COVID. In ottemperanza al D.L. del 23 luglio 2021\, n. 105\, per partecipare alle attività di Domeniche in festa è necessario presentare il Green Pass.\nCome sempre ingresso gratuito. Indispensabile la prenotazione: 011.9565213\, educa@castellodirivoli.org \n\nDomeniche in Festa alle OGR\nLe Domeniche in Festa sono appuntamenti riservati al pubblico delle OGR. L’iniziativa è rivolta alle famiglie in particolare\, come un potente caleidoscopio di esperienze gratuite. \nSi tratta di attività gratuite pensate come dono per la collettività\, come momento di condivisione e\, al tempo stesso\, di formazione e apprendimento. \n\nInfo Stampa Brunella Manzardo Tel. 011/9565232-213 b.manzardo@castellodirivoli.org \, educa@castellodirivoli.org \nwww.castellodirivoli.org/dipartimento-educazione\nFanpage facebook Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Twitter @EdRivoli\n\n(Domeniche in Festa è un Progetto nato nell’ambito di ZonArte\, il network costituito dai Dipartimenti Educazione di Castello di Rivoli\, Fondazione Merz\, GAM e PAV Parco Arte Vivente\, sostenuto da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT)
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SUMMARY:RI.uso: motore dell’ecologia.
DESCRIPTION:Mercato Generale\, Piazza della Repubblica \nWorkshop aperto a tutti\n11 dicembre ore 11\nNell’ambito del Festival del Ri-uso a cura del Tavolo del Riuso di Torino (Associazione Agenzia per lo Sviluppo locale di San Salvario\, Andromeda\, Eco dalle Città\, Humana People to People\, Lavoro e Solidarietà\, MAcA Museo A come Ambiente\, Pop Economix\, OIL Officina Informatica Libera\, OffGrid Italia\, StessoPiano\, Terza Settimana\, Triciclo\, ViviBalon). Per la prima edizione del Festival del Riuso (dall’8 all’11 dicembre) organizzato dal Tavolo del Riuso sui temi della sostenibilità perché il tema del recupero e del ri-uso diventi sempre più non solo una pratica quotidiana ma una questione culturale\, il Dipartimento Educazione propone una riflessione sul ri-uso con bambini e ragazzi.
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SUMMARY:AMACI | DICIASSETTESIMA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO - SABATO 11 DICEMBRE 2021
DESCRIPTION:Sabato 11 dicembre 2021 \nDiciassettesima Giornata del Contemporaneo \n  \nSabato 11 dicembre 2021 il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta una serie di eventi e incontri performativi da vivere in presenza al Museo. \nIl programma è stato realizzato in occasione della Diciassettesima edizione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. \n  \nMagico Bus Elettrico\nArte\, letteratura\, aria pulita. L’autobus elettrico per il Castello di Rivoli \nUn programma del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea realizzato in collaborazione con IVECO BUS\, Arriva ed Enel X\, la Libreria Internazionale Luxemburg\, Torino e con il supporto concettuale di Faust\, Torino \n \nOre 13.30 ritrovo presso la Libreria Internazionale Luxemburg\, Via Cesare Battisti 7\, Torino \nOre 14 partenza da Piazza Castello\, Torino \nPer un sabato al mese\, il programma culturale si svolge a bordo di una navetta elettrica\, durante il percorso di circa 40 minuti da Torino a Rivoli. Il Magico Bus Elettrico che connette Torino a Rivoli – decorato appositamente dall’artista Claudia Comte per ospitare l’iniziativa – accoglie di volta in volta esponenti della cultura e artisti i quali presentano ai passeggeri/visitatori contenuti artistici inediti. \nSabato 11 dicembre il Magico Bus Elettrico ospiterà il filosofo Leonardo Caffo\, gli artisti Michael Rakowitz\, Giuliana Rosso e Ramona Ponzini\, gli scrittori Marco Rossari e Valeria Montebello\, oltre al Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea Carolyn Christov-Bakargiev. Il Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli\, nonché Vice Presidente AMACI Marcella Beccaria rifletterà sul Museo come organismo in movimento a partire dai disegni di Alfred J. Barr che rappresentava il MoMA di New York come un metaforico torpedo/siluro capace di attraversare il tempo. \nIl programma del Magico Bus Elettrico è curato da Gianluigi Ricuperati e Giulia Colletti. \n  \n  \nGiuliana Rosso. Finchè quel che fantastichiamo è stato\nSonorizzazione dell’opera realizzata da Ramona Ponzini \nIncontro con le artiste e Marcella Beccaria \nPrimo piano\, Sala 6\, ore 15 \n  \n \n  \nGiuliana Rosso\, Finchè quel che fantastichiamo è stato\, 2020 \nFinchè quel che fantastichiamo è stato\, 2020\, è un’installazione ambientale commissionata a Giuliana Rosso in occasione della mostra Espressioni. La proposizione e recentemente entrata a far parte delle Collezioni del Castello quale comodato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT. \nL’opera della giovane artista torinese sottolinea il paradosso dell’iperconnesione digitale che\, pur moltiplicando le relazioni\, delinea uno spazio di inquietante e angosciosa solitudine. L’artista ha immaginato l’opera come una sorta di “piccolo racconto cataclismico” proponendo l’atmosfera di una cameretta da adolescente abitata da vari personaggi tra cui una ragazzina e un avatar. Questo luogo/asteroide\, disperso in un’area remota delle memorie adolescenziali dell’artista\, deflagra in un’esplosione di cui sarà possibile percepire oscillazioni foniche e onde elettromagnetiche grazie al nuovo intervento appositamente realizzato da Rosso\, una sound performance realizzata dall’artista Ramona Ponzini. \nLa performance sonora sarà presentata esclusivamente sabato 11 dicembre in occasione della Diciassettesima Giornata del Contemporaneo. A seguire Giuliana Rosso e Ramona Ponzini dialogheranno con Marcella Beccaria. \n  \nLeonardo Caffo. La scomparsa del pubblico come conseguenza dell’antropocentrismo\nConferenza incontro tra il Filosofo in Residenza e Carolyn Christov-Bakargiev \nTeatro del Castello\, ore 16 \n  \n \n  \nLeonardo Caffo terrà una conferenza incentrata sulla scomparsa del pubblico\, sulle sue diverse caratterizzazioni e qualità. Muovendo da una selezione di opere custodite nelle collezioni del Museo o visibili nella cornice delle mostre temporanee\, il filosofo si interrogherà nel suo intervento sulla nozione di “pubblico”\, declinandone le molteplici accezioni. Il pubblico del digitale è un pubblico vero? Il pubblico umano è l’unico pubblico al quale possiamo ambire? Che ne è del pubblico di genere o dei pubblici non allineati a una cultura dominante? Gli oggetti e le opere non sono essi stessi una forma di pubblico? Cosa significa rivolgersi al pubblico del futuro? In parte anticipate nella prima stagione della serie di podcast commissionati dal Castello di Rivoli nel 2020 in occasione della sua Residenza presso il Museo\, le risposte a queste domande implicano per il filosofo un ripensamento delle dinamiche di interazione tra visitatore\, opera d’arte e istituzione\, nonché una conseguente messa in discussione delle storicizzate e contemporanee posizioni antropocentriche. \n  \nMichael Rakowitz. Seder for Pompeii\nIn collaborazione con Pompeii Commitment. Materie archeologiche \nConferenza performativa. Introducono Andrea Viliani e Marianna Vecellio \nTeatro – Atrio del Castello\, ore 17 \n \n  \nMichael Rakowitz eseguirà una performance-lecture intitolata Seder for Pompeii\, a cura di Marianna Vecellio\, curatore del Museo\, organizzata nell’ambito della collaborazione tra il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Pompeii Commitment. Materie archeologiche\, programma ideato per il Parco Archeologico di Pompei da Massimo Osanna e Gabriel Zuchtriegel con Andrea Viliani. \nIl seder è un pasto simbolico composto\, come indica la parola\, da una sequenza particolare di cibi e preghiere che si tiene in occasione di alcune ricorrenze della cultura ebraica tra cui la Pasqua. Esso narra i diversi momenti della storia del popolo ebraico\, tra cui il conflitto con il faraone\, le dieci piaghe e la liberazione dalla schiavitù. Per questa azione l’artista ha raccolto numerosi oggetti in pietra lavica che rimandano alla storia del sito archeologico di Pompei ma anche alla recente scoperta del thermopolium\, luogo di ristoro dove gli abitanti di Pompei usavano acquistare bevande e cibi pronti per il consumo quotidiano. Il ‘termopolio’ stesso e\, soprattutto\, le tracce di cibo presenti all’interno delle sue anfore in terracotta\, hanno ispirato l’artista a realizzare un progetto connesso al cibo e ai suoi rituali. Attraverso la pratica della narrazione e la cerimonia del cibo\, l’artista rievoca l’antica città di Pompei\, riportandola in vita e ricostruendo attorno a essa una nuova comunità. \nUna documentazione audiovideo di Seder for Pompeii sarà pubblicata in contemporanea sul portale www.pompeiicommitment.org e sul Cosmo Digitale del Castello di Rivoli. \n  \nSabato 11 dicembre 2021\, in occasione della Diciassettesima edizione della Giornata del Contemporaneo\, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito. \n  \nPer raggiungere il Castello di Rivoli il Magico Bus Elettrico può essere prenotato sul sito www.castellodirivoli.org/tickets \n  \nMagico Bus Elettrico è realizzato in collaborazione con   \n \n \nCon la collaborazione di
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SUMMARY:Magico Bus Elettrico Arte\, letteratura\, aria pulita. L’autobus elettrico per il Castello di Rivoli | 11 dicembre 2021
DESCRIPTION:Un programma del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea realizzato in collaborazione con IVECO BUS\, Arriva ed Enel X\, la Libreria Internazionale Luxemburg\, Torino e con il supporto concettuale di Faust\, Torino \nSabato 11 dicembre ore 13.30\, Libreria Internazionale Luxemburg \nIl Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta Magico Bus Elettrico\, un progetto che nasce da una proposta di Gianluigi Ricuperati. Il progetto è curato da Giulia Colletti e coordinato da Roberta Aghemo. \nFino a dicembre 2021 per un sabato al mese\, il programma culturale si svolgerà a bordo di una navetta elettrica\, durante il percorso di circa 40 minuti da Torino a Rivoli. Per l’occasione\, IVECO BUS fornirà un IVECO E-WAY Full Electric\, un veicolo completamente green con impianti di sicurezza e alimentazione di ultima generazione. Il Magico Bus Elettrico che connette Torino a Rivoli – decorato appositamente dall’artista Claudia Comte per ospitare l’iniziativa – accoglie di volta in volta esponenti della cultura e artisti i quali presentano ai passeggeri/visitatori contenuti artistici inediti. \nSabato 11 dicembre il Magico Bus Elettrico ospiterà il filosofo Leonardo Caffo\, gli artisti Michael Rakowitz\, Giuliana Rosso\, gli scrittori Marco Rossari e Valeria Montebello\, con una sonorizzazione dell’artista Seth Price oltre al Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea Carolyn Christov-Bakargiev. Il Capo Curatore e Curatore delle Collezioni del Castello di Rivoli nonché Vice Presidente AMACI Marcella Beccaria rifletterà sul Museo come organismo in movimento a partire dai disegni di Alfred J. Barr che rappresentava il MoMA di New York come un metaforico torpedo/siluro capace di attraversare il tempo. \nIl progetto\, che intende mettere in dialogo la letteratura con gli artisti e le mostre del Museo\, coinvolgerà ad ogni ‘viaggio’ un ospite fisico appartenente al mondo letterario e almeno un artista o un autore.\nIl progetto si sviluppa attraverso il vetro – glass – dei finestrini della navetta: un elemento che divide ma al contempo\, grazie alla sua trasparenza\, offre una lettura inaspettata della città di Torino. \nCarolyn Christov-Bakargiev\, Direttore del Castello di Rivoli\, dichiara “Nel 1967 i Beatles lanciano il disco ‘Magical Mistery Tour’ che comprendeva la colonna sonora del film televisivo omonimo. Dopo oltre 50 anni\, in piena crisi ecologica e rivoluzione digitale\, il Castello di Rivoli inaugura il ‘Magico Bus Elettrico’ grazie alla collaborazione di IVECO BUS\, Arriva ed Enel X. Una volta al mese\, i visitatori del Museo potranno salire a bordo e viaggiare da Torino a Rivoli immersi in un’esperienza artistica al contempo raffinata\, sperimentale\, accessibile e\, soprattutto\, magica”. \n“‘Ti invito al viaggio / in quel paese che ti somiglia tanto’ – le classiche parole di Baudelaire\, tradotte da Manlio Sgalambro\, ci ricordano come sia indubitabile la condizione di creature che si spostano\, e che spostandosi allontanano il pensiero da uno stato di stallo. Così il nostro Magico Bus copre le distanze tra Torino e Rivoli usando il tempo che accorcia lo spazio per mettere in dialogo alcuni nomi interessanti della letteratura contemporanea con i protagonisti del programma museale del Castello di Rivoli. Come narratore e prosatore che ama dialogare insieme agli artisti e ai rappresentanti di altre discipline” – afferma lo scrittore Gianluigi Ricuperati – “non riesco a immaginare nessuna condizione più adatta di un bus elettrico per invocare la necessaria alleanza di paesi che si assomigliano tanto”. \nSabato 11 dicembre il ritrovo dei partecipanti è previsto alle ore 13.30 presso la Libreria Internazionale Luxemburg\, Via Cesare Battisti 7 a Torino\, per poi proseguire a piedi verso Piazza Castello dove partirà la navetta. \nSabato 11 dicembre 2021\nPartecipano: Leonardo Caffo\, Valeria Montebello\, Ramona Ponzini\, Michael Rakowitz\, Giuliana Rosso\, Marco Rossari e Gianluigi Ricuperati\nOre 13.30 ritrovo presso la Libreria Internazionale Luxemburg\nOre 14 partenza da Piazza Castello\, Torino\nOre 18 partenza dal Castello di Rivoli per Piazza Castello\, Torino\nOre 18.45 arrivo a Torino \nPer partecipare agli appuntamenti è necessario provvedere all’acquisto del biglietto (€ 15) sul sito www.castellodirivoli.org \nIn collaborazione con \n \nCon la collaborazione di \n \nBiografie partecipanti \nLeonardo Caffo (Catania\, 1988) è un filosofo\, scrittore e curatore. La sua ricerca muove dalla nozione di post-umano\, interspecie e identità. Attualmente è Filosofo in Residenza presso il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e Professore di Estetica dei media e della moda alla NABA di Milano. Ha curato il Public Program alla Triennale di Milano nel 2020 e insegnato Filosofia teoretica al Politecnico di Torino. Collabora con il Corriere della Sera. Tra i suoi libri: Essere giovani. Racconto filosofico sul significato dell’adolescenza (Ponte alle grazie\, 2021); Il cane e il filosofo (Mondadori\, 2020); La vita di ogni giorno (Einaudi\, 2016) e Fragile umanità (Einaudi\, 2017). \nValeria Montebello vive a Roma. Scrive per ‘Il Foglio’\, ‘Studio’ e altre riviste. Ha una newsletter\, un podcast in uscita e sta scrivendo il suo primo libro. \nRamona Ponzini (Piacenza\, 1979) vive e lavora a Torino. La sua pratica si inscrive in un territorio ibrido che coniuga tecniche proprie delle arti visive e letterarie come il collage o il cut-up burroughsiano\, alla sperimentazione sonora e all’improvvisazione di stampo noise e jazzistico. A livello compositivo\, il processo adottato da Ponzini segue una matrice prettamente concettuale\, attraversando l’idea di “editing” e di “campionamento” di elementi codificati e riprocessati attraverso l’uso di loop machine ed effetti sia digitali sia analogici. Dei “d’après sonori” che attingono alla poesia\, alla musica e al paesaggio\, catturati attraverso la tecnica del field recording. \nMichael Rakowitz (Great Neck\, New York\, 1973) vive e lavora a Chicago. Rakowitz crea sculture\, disegni\, installazioni\, video\, nonché progetti collaborativi e performativi. Le sue opere narrano le grandi trasformazioni storiche causate da guerre e altri traumi\, denunciando le contraddizioni della globalizzazione. Rakowitz ha esposto in numerose rassegne interazionali come la 16° Biennale di Sydney\, 2008; dOCUMENTA (13)\, 2012; 10a e 14a Biennale di Istanbul\, 2007 e 2015; 8a e 14a Biennale di Sharjah\, 2007 e 2019. Le sue opere sono nelle collezioni permanenti di importanti musei quali Tate Modern\, Londra e The Museum of Modern Art\, New York. Ha vinto il Premio Nasher nel 2020; il Premio Herb Alpert nel 2018; il Premio Fondazione Tiffany nel 2012; il Premio della giuria alla Biennale di Sharjah; il Dena Foundation Award nel 2003 e il Design 21 Grand Prix dell’UNESCO nel 2002. \nGianluigi Ricuperati (Torino\, 1977) è scrittore\, è stato direttore di Domus Academy per cinque anni e curatore interdisciplinare del programma culturale di MIA Fair dal 2015. I suoi saggi\, reportage e romanzi sono stati pubblicati da Rizzoli\, Bollati Boringhieri\, Minimum Fax\, Mondadori\, Feltrinelli e Gallimard. Collabora con riviste\, giornali italiani e internazionali quali ‘Volume’\, ‘Domus’\, ‘Abitare’\, ‘Vogue’\, ‘Dazed & Confused’\, ‘La Repubblica’\, ‘Il Sole 24 Ore’\, ‘Flash Art’ e ‘032c’. È creatore e fondatore di Faust\, primo centro per la resurrezione di libri e aggregatore di comunità creative aperto a Torino dalle ore 21.00 alle 9.00. \nMarco Rossari (Milano\, 1973) è scrittore e traduttore. Tra i tanti autori tradotti\, Charles Dickens\, Mark Twain\, T.S. Eliot\, Percival Everett\, Dave Eggers\, James M. Cain\, Hunter S. Thompson. Ha curato l’antologia Racconti da ridere (Einaudi\, 2017). Tra i libri pubblicati Bob Dylan. Il fantasma dell’elettricità (add editore\, 2017)\, Piccolo dizionario delle malattie letterarie (Edizioni ItaloSvevo\, 2016)\, Le cento vite di Nemesio (e/o edizioni\, 2016) e L’unico scrittore buono è quello morto (e/o edizioni\, 2012). Collabora con numerose riviste. \nGiuliana Rosso (Torino\, 1992) vive e lavora a Torino. La sua ricerca si muove tra pittura e disegno\, con contaminazioni tridimensionali che pone in relazione stretta con lo spazio reale. Il suo lavoro indaga una condizione umana di inquietudine costante\, intrisa di sentimenti contrapposti dove l’infanzia e l’adolescenza ne diventano metafora. Sue mostre personali includono But I doubt\, I tremble\, I see (shaking edges and) the wild thorn tree\, Pina\, Vienna (2021); Soltanto ora\, perdute\, mi diventano vere\, VEDA\, Firenze (2019). Tra le mostre collettive a cui ha partecipato includono Espressioni. La proposizione\, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea\, Rivoli-Torino (2020); Capriccio 2000\, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo\, Torino (2019); Expanded Painting\, Galleria Massimo Minini\, Brescia.
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SUMMARY:Dove trascorri le feste di Natale? Al Castello di Rivoli!
DESCRIPTION:18 dicembre 2021 – 9 gennaio 2022 \nPresentazione: sabato 18 dicembre 2021\, ore 11\nSala dei Quattro Continenti \nIl 18 dicembre 1984 il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è stato inaugurato su iniziativa della Regione Piemonte e grazie al restauro dell’architetto Andrea Bruno. \nPer celebrare il compleanno del Museo\, il Natale e la restituzione di importanti sculture appartenenti al patrimonio storico della Residenza Sabauda\, sabato 18 dicembre alle ore 11 il Direttore\, Carolyn Christov-Bakargiev\, e il Sindaco della Città di Rivoli\, Andrea Tragaioli\, accoglieranno i visitatori nella Sala 15 cosiddetta ‘dei Quattro Continenti’ ove verranno presentati anche il modellino ligneo juvarriano\, che con l’occasione ritorna in sede illuminato dall’artista contemporaneo Renato Leotta\, nonché il capolavoro cinquecentesco del Francia\, Madonna con il Bambino e un angelo che presenta san Giovanni Battista\, della Collezione Cerruti. \nPer celebrare le festività natalizie\, nella ‘Sala dei Quattro Continenti’ (Sala 15) al primo piano del Museo\, i visitatori vengono accolti dalla Madonna con il Bambino e un angelo che presenta san Giovanni Battista\, c. 1505\, di Francesco Raibolini\, detto Francia (Bologna\, c. 1447–1517). Pittore e orafo\, Raibolini esordì come orefice per poi dedicarsi alla pittura a partire dal 1487 e avviare\, tre anni dopo\, una prosperosa bottega. La finezza dell’orafo si manifesta nelle prime opere dove sono evidenti influssi toscani e ferraresi; successivamente\, la sua arte limpida e accurata appare ispirata al classicismo della pittura di Pietro di Cristoforo Vannucci\, detto il Perugino (Città della Pieve\, 1446 – Fontignano\, 1523). \nIl tema della Natività permea il dipinto del Francia che raffigura la Vergine secondo un’iconografia tradizionale\, abbigliata di rosso con il manto blu\, colta nell’atto di presentare Gesù bambino benedicente; accanto a lei un piccolo san Giovanni\, riconoscibile dalla tunica e dall’asta sormontata dalla croce\, viene sorretto da un angelo mentre scavalca una balaustra per indicare Cristo. Il bambino Gesù è anche un Salvator Mundi poiché sostiene la sfera nella mano sinistra e benedice con la mano destra\, alludendo pertanto a un tempo circolare che si ripete attraverso la sua nascita e vita terrena. La composizione è legata da un gioco di sguardi teneri che coinvolgono lo spettatore nella scena e allo stesso tempo prefigurano il destino di passione di Gesù. Alle spalle delle figure si intravede un paesaggio agreste\, che si apre a perdita d’occhio fino alle montagne azzurre sullo sfondo. \nL’opera è solitamente custodita nel Salone circolare al primo piano di Villa Cerruti\, ed è nota alla critica fin dall’Ottocento\, quando apparteneva a una delle più importanti quadrerie private dell’epoca\, quella iniziata a Parigi dal conte e banchiere svizzero James-Alexandre de Pourtalès e poi ampliata da suo figlio Edmond. La tavola si trovava ancora presso gli eredi del conte all’inizio del Novecento\, quando fu ricordata da Adolfo Venturi in una nota della sua Storia dell’arte italiana. In seguito venne acquistata dal magnate americano Clarence Mackay. L’opera transitò nuovamente sul mercato antiquario negli anni sessanta e settanta del Novecento\, poi nel 1976 fu acquisita dal Chrysler Museum di Norfolk per giungere infine nel 1989 nella collezione di Francesco Federico Cerruti. \nSempre nella ‘Sala dei Quattro Continenti’ (Sala 15)\, è allestito l’imponente modello ligneo in scala 1:50 realizzato tra il 1717 e il 1718 dal minusiere e stipettaio di Corte Carlo Maria Ugliengo (Bioglio Biellese\, 1708-1764)\, uno degli artigiani più attivi nella Torino dei primi trentacinque anni del Diciottesimo secolo\, la cui attività multiforme lo portò a gestire fornaci di laterizi e mattoni per gli edifici progettati dall’architetto messinese Filippo Juvarra (Messina\, 1678 – Madrid\, 1736). \nPer il solo Castello di Rivoli\, Ugliengo fornì 700.000 pezzi. Ugliengo deve però la sua fama soprattutto ai modelli lignei degli edifici progettati da Juvarra. Il modello per il Castello di Rivoli\, che riproduce il grandioso progetto di ricostruzione ideato da Juvarra per l’antica Residenza Sabauda\, fu realizzato da Ugliengo sotto la direzione dell’architetto Giovanni Battista Sacchetti\, assistente di Juvarra\, e dall’ingegnere e capitano Luigi Andrea de Guilbert. \nComposto da 63 elementi che consentono di osservare gli interni – in particolare il corpo centrale costituito da un doppio atrio passante al piano terra\, due scaloni simmetrici\, un loggiato al piano intermedio\, il vestibolo e il grande salone d’onore al piano nobile – il modello reca parti decorative disegnate a penna e a matita direttamente dall’architetto Juvarra. L’ordine di montaggio\, che rispetta la logica delle fasi costruttive dell’edificio\, suggerisce come il modello fosse uno strumento di cantiere\, sebbene dell’edificio rappresentato sia stato costruito soltanto il padiglione verso est. \nL’opera\, realizzata in legno di noce\, tiglio\, e pioppo\, fa parte dell’importante corredo iconografico voluto da Filippo Juvarra che si completava con le grandi vedute del Pannini\, Ricci\, Lucatelli e Michela\, a testimonianza dell’ambizioso progetto immaginato per Vittorio Amedeo II che non venne però mai portato a termine. Il modello ligneo rimase a lungo al Castello di Rivoli dal 1719. Nel 1940\, venne ritrovato da Vittorio Viale\, allora direttore dei Musei Civici di Torino\, nella legnaia della caserma Vittorio Amedeo II\, destinato a essere bruciato. \nIn occasione dell’allestimento dell’opera di Ugliengo nella Sala 15 al piano nobile del Museo\, l’artista Renato Leotta (Torino\, 1982) ha ideato un’installazione ambientale in cui i fasti del passato settecentesco sabaudo rievocati dal modello ligneo sono metaforicamente illuminati dai fari delle automobili che compongono l’opera Sole\, 2019\, presentata lo stesso anno nella mostra personale dell’artista al Castello di Rivoli e successivamente acquistata nel 2020 grazie al gruppo degli Amici del Museo. L’artista\, che vive e lavora tra Acireale e Torino\, indaga nelle sue fotografie e installazioni il rapporto che lega il presente al passato\, gli esseri umani alla natura\, nonché diverse forme di energia in linea con principi dell’Arte povera. \nIl 18 dicembre\, inoltre\, le nicchie della ‘Sala di Bacco e Arianna’ o ‘Piccolo Atrio’ (Sala 12) del Castello di Rivoli tornano ad accogliere i due busti marmorei Maria Giovanna Battista come Venere (Diana) e Carlo Emanuele II come Adone (Apollo) realizzati nel 1669 dallo scultore Bernardino Falconi (Stato di Lugano\, XVII secolo) che\, dopo quattordici anni di prestito alla Reggia di Venaria\, vengono riallestiti al Museo in comodato dalla Città di Rivoli che ne ha richiesto la restituzione. Falconi è stato uno scultore e stuccatore di cui è documentata la presenza in Piemonte tra il 1664 e il 1671 e nel biennio 1688-1689. Nel 1665 il duca Carlo Emanuele II lo nomina scultore in bronzo e marmo e nel 1667\, con Giuseppe Maria Carlone\, Francesco Pozzo\, Bernardino Quadri e Giovanni Battista Casella\, esegue l’apparato scultoreo del giardino Alto della Venaria Reale\, realizzando trenta statue in marmo bianco di Frabosa. \nNel 1669 lavora alle sculture in marmo bianco di Adone e Venere commissionate per la camera da letto del duca Carlo Emanuele II presso il Palazzo Reale di Torino; dove esegue anche gli stucchi presenti nella camera di Parata al piano terreno. Tra il 1717 e la fine degli anni venti del Diciottesimo secolo\, il Castello di Rivoli fu uno dei più importanti cantieri promossi da Vittorio Amedeo II. Nel 1717 Filippo Juvarra inizia a occuparsi dell’antica residenza ducale con l’obiettivo di trasformarla in una reggia destinata a essere\, insieme a Venaria\, il cardine delle residenze poste intorno alla capitale\, e per questo motivo la Casa Reale destina notevoli risorse finanziarie. A questo periodo appartiene una delle sale ancora oggi meglio conservate del primo piano\, definita nei documenti di archivio ‘piccolo atrio\, attiguo alla camera di Parata di Sua Maestà’ \nL’ambiente\, posto tra l’appartamento del Re e quello della Regina\, nella volta dipinta da Sebastiano Galeotti tra il 1718 e il 1722\, presenta il tema amoroso dell’incontro tra il dio Bacco e Arianna. I raffinati stucchi\, opera del luganese Pietro Somasso (Canobbio\, c. 1640 – 1709)\, recano\, tra gli altri\, i simboli del potere regio: la corona\, il bastone del comando e lo scettro. In questo progetto rientrano anche le due nicchie in stucco realizzate appositamente su indicazione di Juvarra per ospitare i due busti marmorei che si trovavano nella camera di Vittorio Amedeo II\, descritti come ‘busto di Giovine alto piedi due circa pur di marmore bianco’ e ‘altro busto d’una donna della misura sudetta pur di marmore bianco’. \nDa qui vennero trasferiti a Rivoli alla fine della seconda decade del Settecento\, a memoria dinastica della coppia di sposi genitori del nuovo Re. La Sala 12 del Castello di Rivoli conserva inoltre la pavimentazione originale\, dallo spiccato illusionismo prospettico\, costituita da marmi di tre differenti colori: nero di Como\, bianco di Busca e grigio di Valdieri\, opera del maestro lapicida Carlo Berardo. \nSabato 18 dicembre i Rivolesi potranno beneficiare dell’ingresso omaggio al Museo. Inoltre\, dalle ore 11 alle ore 13 l’ingresso sarà omaggio per tutti i visitatori nei limiti della disponibilità degli ingressi consentiti. \nSono altresì in corso le seguenti mostre: A.B.O. THEATRON. L’Arte o la Vita; Otobong Nkanga. Corde che si arricciano attorno alle montagne; Bracha L. Ettinger. Bracha’s Notebooks; Agnieszka Kurant. Crowd Crystal ed Espressioni. La proposizione. \nIl Museo è aperto dal giovedì alla domenica. In occasione delle festività di fine anno\, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea osserverà i seguenti orari di apertura al pubblico: venerdì 24 dicembre ore 11-17; sabato 25 dicembre chiuso; domenica 26 dicembre ore 11-19; giovedì 30 dicembre ore 11-19; venerdì 31 dicembre ore 11-17; sabato 1° gennaio 2022 chiuso; domenica 2 gennaio ore 11-19; da giovedì 6 gennaio a domenica 9 gennaio ore 11-19.
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