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Una lettera dal fronte

24 aprile 2022 dalle 11:00
25 settembre 2022 alle 19:00

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta una rassegna di opere filmiche e immagini in movimento di artisti contemporanei dall’Ucraina dal titolo Una lettera dal fronte*, curata dall’artista Nikita Kadan (Kiev, 1982) con Giulia Colletti.

Gli artisti ucraini che partecipano alla rassegna con le loro opere sono attualmente bloccati nelle città sotto assedio oppure sono riusciti a rifugiarsi nelle zone di frontiera o nei Paesi limitrofi. Si stanno mobilitando all’interno o all’esterno dei confini del Paese lacerato dalla guerra, misurandosi con le distanze attraverso i propri corpi. Alcuni di loro non sono riusciti a recuperare gli hard drive prima di lasciare le abitazioni e studi, e pertanto questa rassegna non può che confrontarsi anche con le modalità in cui le opere sono salvate in formato digitale su server, cloud e piattaforme web.

“Maggiori sono le distanzepiù ci sentiamo uniti nella nostra richiesta di fermare l’aggressione russa in Ucraina. Non potremmo essere più solidali di come lo siamo adesso, proprio in questi momenti in cui stiamo realizzando che anni di lotte politiche rischiano di dissolversi e andare in fumo. La selezione delle opere filmiche e delle immagini in movimento presentate in questa occasione non parlano strettamente del conflitto in atto. Si tratta piuttosto di testimonianze degli sforzi fatti (o che pensavamo di aver fatto) per impedire che il conflitto si inasprisse. Queste opere possono essere lette come un presagio della catastrofe evidente e inevitabile, che troppo spesso nella storia dell’Ucraina è stata tangibile”. (artisti partecipanti)

Le proiezioni sono introdotte da una conversazione in streaming tra Nikita Kadan, che si trova a Kiev, e Carolyn Christov-Bakargiev.

Trascrizione della conversazione

Le opere presentate sono di:

Yaroslav Futymsky, Flag is burning (La bandiera brucia) 2019, colore, suono, 1:51 min.

Yaroslav Futymsky, Second attempt (Secondo tentativo), 2019, color, sound, 3:28 min.
Le videoperformance di Yaroslav Futymsky sono spesso legate alle tracce della storia politica nascoste in un paesaggio. Allo stesso tempo prendono la forma di manifestazioni politiche in un mondo postpolitico: evocano fantasmi di rivoluzioni passate e presenti.

Katya Libkind, Where are Your Big Ears Dear Dead Grandma? (Cara nonna, dove sono le tue grandi orecchie?), 2021, colore, suono, 6:44 min.
La nonna di Libkind morì all’età di 86 anni in Israele, annegando in acqua. Mettendo in scena una fittizia conversazione nel giorno del suo compleanno, l’artista rende omaggio al suo antenato.

AntiGonna, Enter the War (Entra in guerra), 2017, colore, suono, 3:57 min. 
La guerra risiede nelle profondità della Terra. Le persone stesse la lasciano entrare. La guerra chiede di entrare.

AntiGonna, Rave on the bones (Rave sulle ossa), 2017, colore, suono, 6:59 min. 
In un periodo in cui la guerra in Ucraina si protrae, si protraggono anche i rave. Rave sulle ossa.

AntiGonna (in collaborazione con Nikita Kadan), Lucid Skin (Pelle lucida), 2019, colore, suono, 16:16 min.
Il protagonista è un artista che ripensa la sua identità. Compie atti di autolesionismo come modo per punire la propria ‘mascolinità’.

Yarema Malashchuk & Roman Himey, Dedicated to the Youth of the World II (Dedicato alla gioventù del mondo II), 2019, HD video, colore, suono, 9 min.
Techno-rave Cxema e gioventù, su cui la macchina da presa mette a fuoco la mattina successiva all’evento. Questo è il luogo d’incontro che i giovani di Kyiv stanno aspettando e per il quale si stanno preparando. Questa particolare fuga dalla vita quotidiana e il suo rifiuto evocano forme di rituali moderni.

R.E.P., Yodler, 2011, colore, suono,  17:59 min. 
Yodler fa parte di una serie di video che documentano le performance che il collettivo R.E.P. ha realizzato in contesti diversi e periferici, secondo le tradizioni popolari locali e le attuali situazioni culturali. Ogni volta, il pezzo interpretato dall’attore prende in prestito il titolo dal linguaggio in cui è realizzato, portando la tradizione di musicisti popolari itineranti, in questo caso austriaci, che scrivono ed eseguono canti religiosi, storici ed epici.

R.E.P.Smuggling (Contrabbando), 2007, colore, suono, 10 min.
La realtà documentaria di coloro che attraversano quotidianamente il confine, di coloro che si recano in un Paese limitrofo nella speranza di vendere un cartone di sigarette o una bottiglia di vodka per un misero profitto e che, in qualche modo miracoloso, corrisponde e non corrisponde alle azioni degli artisti che viaggiano con loro.

Nikolay Karabinovych, As far as Possible (Il più lontano possibile) 2020, bianco e nero, suono, 6:23 min.
Un gruppo di turisti viaggia in pullman attraverso l’estuario di Kuyalnitsky alla periferia di Odessa, nelle grotte della quale si rifugiarono alcuni ebrei, inclusa la bisnonna dell’artista, durante l’inizio della seconda guerra mondiale.

Dana Kavelina, There are no Monuments to Monuments (Non esistono monumenti per i monumenti) 2021, colore, suono, 34:35 min.
Un gruppo di persone parla di un monumento presumibilmente eretto a memoria della Catastrofe, ma le loro parole si disgregano non permettendo di comprendere né a quale monumento né a quale catastrofe facciano riferimento. 

Daniil Revkovsky & Andriy Rachinsky, Labor Safety in the Region of Dnipropetrovsk (Sicurezza sul lavoro nella regione di Dnipropetrovsk), 2018, colore, suono,  22:13 min. 
Filmati di vari siti industriali nella regione di Dnipropetrovsk sono assemblati senza un apparente montaggio specifico. Il video presenta un paesaggio di industrie in rovina ma ancora funzionanti, un paesaggio dalla natura e dal lavoro sviliti. Gli eventi che si susseguono sono a un tempo triviali e catastrofi: fanno parte della routine lavorativa ma forieri di uno stato di collasso.

Oleksiy Sai, The longest, the most productive/Deep cleansing power (Il più lungo, il più produttivo/potere di pulizia profonda), 2021, colore, suono,  3:29 min.
Gli artisti Oleksiy Sai si guadagnano da vivere come registi di spot pubblicitari. I loro video sono collage di spot con slogan ripetuti come “Il più lungo e il più produttivo” o “Potere di pulizia profonda”. Come chiosato da un collega: ‘L’inferno me lo immagino così’.

Alina Kleytman, Responsibility (Responsabilità), 2017, colore, suono, 6:24 min.
Una ragazza sfoggia un ridicolo travestimento teso a mostrare come le persone “indossino” le aspettative altrui, cucendosele addosso come fossero vestiti.

Lada Nakonechna, Switch on Red, 2016, colore, suono, 3:02 min.
“Propongo di provare posizionarci dentro della Catastrofe e di immaginare modi per parlarne dall’interno. La catastrofe è qualcosa di molto personale, ma d’altro canto non riguarda il singolo, perché la persona non è sola, in questa situazione o in questa guerra. È anche una catastrofe delle relazioni e della sfera sociale, che influenza la politica, gli atteggiamenti generali e le nostre relazioni.”

Yuri Leiderman (in collaborazione con Andrey Silvestrov), Birmingham Ornament, 2011, colore, suono, 65 min.
“Birmingham Ornament” è costituito da vari frammenti basati su testi di Yuri Leiderman recitati da diversi personaggi come due “annunciatori TV”, un “cantante di Odessa”, un “filosofo di strada di Berlino” ecc. Questa linea immaginaria è intrecciata a frammenti in cui il padre di Yuri Leiderman racconte le traversie avute dalla sua famiglia durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

Lesia Khomenkо, Self-portrait (Autoritratto), 2013, colore, suono, 7:33 min.
L’animazione in stop-motion si basa su un autoritratto. Mentre dipingeva il suo viso, l’artista continuava a modificare gli occhi. Essi fissano con insolenza lo spettatore per poi chiudersi gradualmente. Dopo aver raccolto 1.500 scatti per il video, l’artista ha dipinto un autoritratto con vernice bianca, trasformando la tela in uno schermo per la proiezione video. L’opera si ispira agli estenuanti tentativi di mettere a letto la sua bambina: entrambe fingono di addormentarsi mentre si guardano l’un l’altra. Questa processualità temporale intrisa di esperienza personale è trasposta nella processualità di un mezzo artistico: la pittura perde il suo tradizionale mezzo materico, lasciando solo un ricordo di sé.

 

Mykola Ridnyi, Regular Places (I soliti posti) 2014 – 2015, video HD, colore, suono, 15:23 min.
L’andirivieni di cittadini in cinque luoghi pubblici intorno a Kharkiv è filmato da un’angolazione statica. Privo di contesto, il filmato sembra inconciliabile con il conflitto brutalmente violento tra attivisti filoucraini e filorussi che si è verificato nel luogo solo pochi mesi prima. Rompendo la tranquilla atmosfera, alcuni estratti audio sono stati sovrapposti al filmato; grida di minacce, avvertimenti, abusi e intimidazioni risuonano in scene indifferenti, in un confronto forzato tra recenti ricordi traumatici e un presente stato di negazione collettiva.

Questo programma è parte di Espressioni con frazioni e sarà proiettato anche ogni domenica a partire dal 24 aprile 2022 fino al 25 settembre 2022.

*Il titolo è preso in prestito dall’iconico dipinto sovietico del 1947 di Aleksandr Laktionov (Rostov-on-Don, 1910 – Mosca, 1972).

Sinossi : Synopsis