James Richards. Visioni allucinatorie e storie dimenticate

Invitato a presentare un’opera per la sede digitale del museo, James Richards crea Alms for the Birds (Remix per Cosmo Digitale) una versione nata dall’installazione precedentemente presentata al Castello di Rivoli nel febbraio 2020, a cura di Marianna Vecellio. A differenza della versione originale, Alms for the Birds (Remix per Cosmo Digitale) mette da parte la dimensione ambientale e immersiva per concentrarsi su un’esperienza più narrativa e diegetica, caratterizzata dall’impatto marcatamente drammatico e musicale.

L’artista parla del suo lavoro in questi termini: “Alms for the Birds è stato concepito per essere fruito nella sala dei putti dormienti.

Una delle sale storiche del Castello di Rivoli, nota anche come camera da letto del re: si dice che Vittorio Amedeo II (1666-1732) fu tenuto prigioniero in questa stanza da suo figlio Carlo Emanuele III alcuni anni prima della sua morte.

La camera da letto e la sua anticamera sono dipinte con splendide figure fantastiche. Sono raffigurate arpie, trombettieri alati, nonché virtù e i putti addormentati. Decorazioni intese come una celebrazione della nobiltà e della sontuosità regale.

Dopo aver abdicato e poi un anno dopo aver cambiato idea, il vecchio re Vittorio Amedeo fu incarcerato in questa stanza da suo figlio Carlo Emanuele III. Fu costretto a rimanere lì e cibo e cura gli furono amministrati dalle suore.

Formalmente un’incarnazione della sua imponenza, la camera da letto diventa così il luogo per la sua incarcerazione forzata e la sua morte con Vittorio Amedeo che vive lì per gli ultimi dieci anni della sua vita.

In Alms for the Birds le camere sono ridisegnate e manipolate in una sequenza di immagini fisse. Mescolate nella sequenza sono immagini di uccelli, gabbie e dipinti ad olio della collezione di Francesco Federico Cerutti.

La natura ha iniziato a prendere il sopravvento – la finestra una volta chiusa è adesso socchiusa e la neve sporca si è accumulata nella camera da letto. Gli affreschi vorticosi si fondono con immagini di uccelli e alberi invernali. Le pareti solitarie diventano cielo senza orizzonte. Interno ed esterno, quiete e movimento, i vivi e i morti. Una volta occupata e ora abbandonata, la sala e la sua anticamera appaiono nell’opera come una soglia tra due mondi.”