Espressioni. La proposizione

La mostra Espressioni. La proposizione presenta le opere di oltre cinquanta artisti di epoche storiche diverse, provenienti da più parti del mondo. Gli artisti condividono un interesse nei confronti di forme di arte particolarmente espressive, o addirittura espressioniste.

Gli artisti spaziano dall’individualismo esasperato a manifestazioni di malinconia romantica sino a interpretazioni deformate del corpo e del quotidiano, quasi a significare la necessità di verificare la propria vitalità di fronte alle difficoltà del mondo. Il percorso espositivo che si snoda al primo e al terzo piano dell’edificio Castello, nonché nella Manica Lunga. Attiva relazioni inedite tra le opere, enfatizzando i molteplici modi secondo i quali gli artisti esprimono i propri stati emozionali e corporei. In mostra sono presenti opere di pittura, scultura, video, performance, opere sonore, installazioni, fino a progetti basati sulla tecnologia della realtà virtuale.

Tra le opere storiche incluse in Espressioni. La proposizione figurano Cristo crocifisso tra Papa Urbano V e San Giacomo, c. 1395-1399, di Simone dei Crocifissi (Collezione Cerruti); Scena Allegorica, c. 1521- 1522, del pittore manierista Dosso Dossi (Fondazione Giorgio Cini, Venezia); Narciso, 1597-1599, di Caravaggio (Gallerie Nazionali di Arte Antica, Roma); La Maddalena penitente, c. 1645, del pittore barocco Andrea Vaccaro e Sansone e Dalila, c. 1630-1638, di Artemisia Gentileschi (Gallerie d’Italia, Napoli); il San Lorenzo, c. 1640-1649, di Jusepe de Ribera; l’edizione completa del 1863 dei Desastres de la Guerra di Francisco Goya y Lucientes; La Pazza, 1905 di Giacomo Balla (Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma) e il Ritratto di Viktor Ritter von Bauer, 1917, di Egon Schiele (Collezione Cerruti).

In occasione di Espressioni. La proposizione, saranno anche in mostra Due cavalli, 1927, di Giorgio de Chirico (Collezione Cerruti); una serie di maschere e oggetti Dogon del Mali realizzate tra il Settecento e il primo Novecento, e una splendida maschera Ngil della civiltà Fang del Gabon precedente al 1930 (Collezioni private). A completare la selezione di opere è la gestualità dirompente del Senza titolo, 1956, opera collettiva di Asger Jorn, Pinot Gallizio, Costant, Jan Kotìk, Piero Simondo, Gallizio jr (Fondazione CRC Cassa di Risparmio di Cuneo). Tra le opere contemporanee, figurano, tra le altre, Abstrakter Kopf (Testa astratta. Meditazione), 1929, di Alexej von Jawlensky (Collezione privata, Torino); Tête de Femme (Testa di donna), 1942, di Pablo Picasso (Collezione Cerruti); Donna che si spoglia, 1935 circa, e Das Attentat (L’attentato), 1936, di George Grosz (Collezione privata, Torino); Ritratto di Diego, 1954, di Alberto Giacometti (Collezione La Gaia, Busca); Merda d’Artista, 1961, di Piero Manzoni (Collezione privata); Mullberg (Pile of Rubbish) (Montagna di rifiuti), 1984, Fenster (Finestra), 1992 e Ostsee, 2001 di Isa Genzken (Collezione privata, Torino); Merkaba Sefer Hechalot, 2002, di Anselm Kiefer (Collezione privata, Napoli); l’opera lignea di Wael Shawky Cabaret delle Crociate: rilievo dell’adozione di Goffredo di Buglione da parte di Alessio Comneno, 2016 (Castello di Rivoli); la prima opera realizzata con realtà virtuale, Real Violence, 2017, di Jordan Wolfson (Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea – in comodato da Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT), nonché opere di Michelangelo Pistoletto, Bas Jan Ader, Mario Merz, Marisa Merz, Fabio Mauri, Enzo Cucchi, Emilio Vedova, Anna Boghiguian, Monica Bonvicini, Regina José Galindo, Pierre Huyghe, William Kentridge, Chris Burden, Bracha L. Ettinger, Werner Herzog, Cecily Brown, Beau Dick, Lin May Saeed, Lynette Yiadom-Boakye, Ed Atkins, Goshka Macuga, Cally Spooner, Nalini Malani, Susan Philipsz, Miao Ying, Marzia Migliora, Patrizio Di Massimo e Giuliana Rosso.

Nella storia sono riconoscibili momenti in cui rivoluzioni scientifiche e tecnologiche corrono in parallelo a sviluppi espressionisti nell’arte. Sin dalle origini, l’arte registra i grandi cambiamenti dell’umanità, offrendo modelli di conoscenza alternativi e visioni che a volte reagiscono alle interpretazioni meramente positive del progresso. A partire dalla scoperta del fuoco e delle coeve pitture rupestri, l’arte accompagna il progresso con opere che esprimono sentimenti umani alternanti tra l’esilarante e la gioia da una parte, e il turbamento e l’incertezza dall’altra. I grandi sconvolgimenti portati dall’accelerazione dei trasporti e dalla rivoluzione copernicana si intravedono per esempio nel passaggio dal Rinascimento all’arte manierista, come nel dipinto Scena allegorica di Dosso Dossi, come nell’inquietudine della pittura barocca del Narciso di Caravaggio, del Sansone e Dalila di Artemisia Gentileschi, o del San Lorenzo di Jusepe de Ribera. Queste quattro opere, che fanno parte della mostra collettiva Espressioni, intrattengono un forte dialogo con Sex, la personale dell’artista Anne Imhof che occupa la maggior parte dello spazio della Manica Lunga. In un poetico insieme di affinità elettive, le opere storiche diventano personaggi che abitano la mostra di Imhof.

La mostra Espressioni. La proposizione è realizzata con il contributo della Regione Piemonte.

Il Museo ringrazia la Fondazione CRT per il supporto ai programmi e la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per le opere in comodato al Museo presenti in Espressioni.


La mostra Espressioni. La proposizione è realizzata con il supporto ulteriore delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e di BIG Ciaccio Broker.