Haim Steinbach

Dal 27 ottobre 1995 al 31 dicembre 1995

A cura di Ida Gianelli, Giorgio Verzotti

L’aspetto rituale della presentazione in quanto atto del mostrare è una costante della poetica di Haim Steinbach (Rehovot, Israele, 1944), che sviluppa una serie di opere dove oggetti prelevati dal quotidiano vengono esibiti in combinazioni eterogenee, basate sulle differenti connotazioni sociali o culturali.

La mostra retrospettiva documenta il lavoro di Steinbach a partire dalla fine degli anni Settanta, presentando diversi gruppi di opere.

La poetica dell’oggetto si precisa dai primi anni Ottanta, quando l’artista realizza una tipologia di installazioni in cui il dispositivo della mensola è al centro della sua ricerca. La forma di questa struttura evoca l’essenzialità della scultura geometrica minimalista, presentandosi come mero supporto. L’artista vi espone oggetti prelevati dal quotidiano sottolineandone la componente affettiva, la quale li rende elementi essenziali nella costruzione dell’identità

personale.

Successivamente realizza diversi cicli di strutture, alcune provviste di cassetti che nascondono oggetti di diversa natura, indagando elementi che appartengono alla memoria collettiva e altri sono contenitori entro cui l’artista colloca oggetti di grandi dimensioni, anonimi come due grandi armadi in legno, o d’autore come la dormeuse in metallo e pelle di Le Corbusier o installazioni di grandi dimensioni, concepite per l’ambiente espositivo che le ospita, come nel caso di La scala, 1995, sorta di torre in assi di legno realizzata per il Castello.

Karin Gavassa

Dal 27 ottobre 1995 al 31 dicembre 1995