a cura di Marcella Beccaria

Proseguono le rassegne che accompagnano il Museo alla data fatidica dei suoi primi trent’anni di attività. Il Castello di Rivoli propone ora un’edizione speciale della Borsa per Giovani Artisti Italiani dal titolo Ritratto dell’artista da giovane, presentando per la prima volta, gli uni accanto agli altri, una selezione dei più meritevoli candidati che vi hanno partecipato. In questo modo, riflettendo sulla storia della Borsa, il progetto espositivo propone anche in una rassegna di ampio respiro un punto di vista sull’evoluzione degli ultimi dieci anni di arte italiana attraverso le peculiarità delle scelte individuate dagli artisti e dai vari percorsi che da queste sono scaturiti. Sin dalla sua creazione la Borsa ha sostenuto gli artisti secondo modalità molteplici, includendo la produzione di progetti speciali, residenze all’estero, mostre personali o collettive presso il Castello, dimostrandosi quindi uno strumento estremamente dinamico per la promozione dell’arte italiana, svolgendo un ruolo di autentica supplenza al mondo pubblico che, nel nostro Paese, poco o nulla è in grado di investire per la giovane creatività. Grazie alla generosità degli Amici Sostenitori, la Borsa si è evoluta come una piattaforma mobile, capace di adattarsi alle esigenze e alla produttività degli artisti, stimolandoli a identificare il Museo quale entità in progress, con la quale costruire un dialogo attivo e ricco di proposte e interrogativi. Grazie alla costante capacità di rinnovarsi, oggi la Borsa continua con successo a essere un importante strumento di aiuto agli artisti che vi hanno partecipato, contribuendo alla maturazione della loro ricerca così come alla loro visibilità a livello nazionale e internazionale.

Giorgio Andreotta Calò | Francesco Arena | Rossella Biscotti | Gianni Caravaggio | Alice Cattaneo | Roberto Cuoghi | Patrizio Di Massimo | Lara Favaretto | Flavio Favelli | Eva Frapiccini | Christian Frosi | Goldschmied & Chiari | Massimo Grimaldi | Alice Guareschi | Francesco Jodice | Marcello Maloberti | Margherita Manzelli | Marzia Migliora | Diego Perrone | Seb Patane | Marinella Senatore | Francesco Simeti | Alessandra Tesi | Grazia Toderi | Luca Trevisani

Acquisizioni per la GAM dal Progetto Arte Moderna e Contemporanea CRT

L’esposizione di opere fotografiche, attualmente esposte nella Manica Lunga, mostra una vasta selezione del patrimonio raccolto, nell’arco di un biennio, dalla GAM di Torino, con il proposito di integrare e arricchire la collezione di fotografia italiana del secondo dopoguerra, che il museo ha via via costituito nel corso degli anni, in un rapporto di stretta connessione con le mostre fotografiche che è andato progressivamente realizzando. L’addizione del nuovo nucleo di opere, che vengono oggi presentate, è frutto del provvido impegno di acquisizioni, che – a partire dal 1999 – la Fondazione CRT ha attuato a favore del Castello di Rivoli e della Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, offrendo un contribuito sostanziale all’ampliamento delle collezioni dei due musei e creando le condizioni che ne hanno promosso e favorito, nel tempo, la feconda collaborazione. La fotografia, nell’ambito dei differenti indirizzi di acquisizione che la Fondazione CRT ha saputo sapientemente individuare e armonizzare con le identità collezionistiche dei due musei, si è ad un certo punto iscritta, assai opportunamente, nell’orizzonte delle sue attenzioni.

 

Ed è in omaggio a detta provvidenza, contestualmente al desiderio di rendere disponibile al pubblico godimento un’ampia panoramica di risultati di forte qualità, che nasce questa mostra, che, sebbene necessariamente priva del sostegno di un disegno critico che la ispiri, consente di avvicinare, con abbondanza di prove, la ricerca di otto figure di rilievo nel quadro dell’esperienza fotografica che si è realizzata in Italia, a partire dagli inizi degli anni Cinquanta, fino al tempo più recente. Mario Giacomelli, Ugo Mulas, Gianni Berengo Gardin, Aurelio Amendola, Sandro Becchetti, Luigi Ghirri, Claudio Abate, Francesco Jodice rappresentano, in ordine di generazione, altrettante prove della ricchezza di modi e di accenti che, nell’evoluzione profonda del gusto e degli stili, ha saputo esprimersi e depositarsi, nell’arco di mezzo secolo di storia del mezzo e della sua lingua.
In Mario Giacomelli (Senigallia, Ancona, 1925 – Ancona, 2000), le cui fotografie si impongono per un linguaggio personale e autonomo, ogni singola immagine vive grazie all’emotività che vi traspare, ma anche in virtù della sapiente elaborazione della stessa che si produce in fase di stampa. L’utilizzo dei diversi elementi tecnici ed espressivi della fotografia, così come il netto contrasto tra i neri profondi e un bianco quasi accecante, sono tutti procedimenti che concorrono ad ottenere una forte espressività dell’immagine.
Ugo Mulas (Pozzolengo, Brescia, 1928 – Milano, 1973), interprete tra i più consapevoli del ruolo del fotografo nella riproduzione soggettiva della realtà, fin dalle prime immagini scattate nelle vie di Milano o all’interno del Bar Giamaica, si allontana apparentemente da ogni tipo di interpretazione per narrare la storia della città attraverso i ritratti dei suoi protagonisti colti in gesti ordinari e consueti, così come avverrà per quasi vent’anni di ricerca, nell’assiduo, quotidiano scrutinio del mondo dell’arte contemporanea. Avvicinatosi alla fotografia nei primi anni Cinquanta, Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, Genova, 1930), si dedica soprattutto al reportage e ad una indagine di tipo documentaristico, per poi interessarsi maggiormente al paesaggio, inteso come felice dialogo tra natura e intervento umano e poi successivamente offrire spazio sempre più ampio ed intenso alla propria vena di narratore, dedito a ritrarre, in uno sguardo le infinite rivelazioni dell’espressione della vita e della natura umana.
Concentrandosi essenzialmente sulla riproduzione e sulla ritrattistica d’arte, Aurelio Amendola (nasce e vive a Pistoia), ha raggiunto nel proprio lavoro vertici di eccellenza. La sensibilità dimostrata nel comprendere e fotografare la scultura, di cui ha fornito esemplari testimonianze nelle serie dedicate a Canova e a Michelangelo, ritorna anche negli scatti più “paesaggistici”, nei quali protagonisti sono gli edifici storici o le grandi opere monumentali, esplorati nella loro tridimensionalità attraverso i tagli dell’inquadratura e la luce, alla stregua di oggetti scultorei.
Da sempre cultore appassionato di cinema, Sandro Becchetti (Roma, 1935), è noto soprattutto per avere realizzato, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta, una serie di ritratti di noti protagonisti dell’ambiente cinematografico, in un momento in cui Roma stava diventando un crocevia culturale fondamentale anche per le star americane. La frequentazione, ai suoi esordi, di artisti dell’ambiente concettuale modenese come: Claudio Parmiggiani e Franco Vaccari, il suo costante sodalizio, successivamente intrattenuto con importanti architetti e scrittori contemporanei, ha fornito a Luigi Ghirri (Scandiano, Reggio Emilia, 1943 – Roncocesi, Reggio Emilia, 1992) le chiavi per attingere al serbatoio più segreto della propria sensibilità e offrire, attraverso la propria fotografia, un vasto campionario di imagini senza tempo della vita e delle cose.
Anche Claudio Abate (Roma, 1943) ha vissuto il proprio impegno di fotografo in una costante relazione con il mondo dell’arte contemporanea, dal quale ha attinto non solo una serie straordinaria di ritratti di artisti conosciuti, ma anche e soprattutto un ampio catalogo di immagini delle loro opere, tra le quali: lo scatto dell’installazione con i cavalli di Jannis Kounellis alla galleria L’Attico di Roma nel 1969 è uno degli esempi più significativi e celebrati. Tra i più giovani e affermati fotografi italiani contemporanei, Francesco Jodice (Napoli, 1967) ha rivolto la propria ricerca ad indagare il mondo e la società contemporanea attraverso le trasformazioni subite dal paesaggio a seguito degli interventi umani. Interessato da sempre alle tematiche urbanistico-sociali, grazie anche al lavoro di ricerca sul territorio compiuto con il collettivo Multiplicity di cui è parte, compone attraverso le immagini, la sua personale mappa di una complessa geografia sociale.

GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
La mostra è realizzata grazie al contributo di Fondazione CRT Progetto Arte Moderna e Contemporanea