Patrizio di Massimo, Il ciclo de La Risalita | Espressioni

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea in collaborazione con la Città di Rivoli svela un nuovo programma di commissioni site-specific per lo spazio pubblico della risalita meccanizzata, impianto che collega il centro storico della città al piazzale del Castello. Il percorso, chiuso dal 2011, verrà riqualificato e reso accessibile in aree specifiche così da permettere la visione delle opere durante gli orari di apertura del Museo.

Il primo progetto, a cura di Stella Bottai, sarà realizzato da Patrizio Di Massimo (Jesi, 1983) e sarà inaugurato il 5 novembre 2020, in coincidenza con la settimana dedicata all’arte contemporanea a Torino.

Questi dipinti di Patrizio Di Massimo, realizzati assieme agli studenti di Scenografia dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, raffigurano con teatralità i sentimenti legati all’esibizionismo, al mistero, alla rabbia e al narcisismo del mondo contemporaneo. Intitolati Il ciclo de La Risalita, sono stati creati dall’artista appositamente per gli spazi della risalita meccanizzata di Rivoli. Attraverso una serie di laboratori ospitati da Combo a Torino, Di Massimo ha coinvolto gli studenti in tutte le fasi della produzione, come in un’antica bottega d’artista, insegnando loro il proprio metodo a partire dalla fotografia dei personaggi e la composizione dei bozzetti, fino alla realizzazione pittorica vera e propria. Nell’insieme, queste quattro grandi tele offrono uno sguardo ironico sulla società di oggi.

Negli ultimi anni, la pratica figurativa di Di Massimo si è concentrata sul rapporto tra tecnica pittorica e i soggetti. In particolare, l’artista si interroga sull’idea del ritratto come veicolo di espressione e rappresentazione di certi stati d’animo, dialogando con importanti riferimenti della pittura storica e del XX secolo – tra questi, Giorgio de Chirico, Otto Dix  e il movimento tedesco della Nuova Oggettività. Talvolta solitari, più spesso affollati, i dipinti di Di Massimo raffigurano personaggi al culmine di una metamorfosi emotiva che li ha trasformati in espressioni estreme di sé, articolando rapporti paradossali tra identità individuali e collettive. Fino ad oggi, Di Massimo ha ritratto dal vivo esclusivamente chi gli è vicino, come i propri familiari e gli amici. Per questo nuovo progetto, l’artista ha per la prima volta coinvolto persone estranee, note o anonime, motivato dal desiderio di offrire attraverso il proprio lavoro una rappresentazione corale della comunità locale.

Ne Il ciclo de La Risalita, l’artista unisce leitmotiv distintivi della propria pittura – come ad esempio l’inclusione di creature mostruose e l’uso di soffici drappi come sfondo, che ricordano sipari chiusi e allo stesso tempo sono riconducibili anche a fondali monocromi della pittura antica – con rimandi storici, quali la Congiura dei Pazzi che portò all’uccisione di Giuliano de’ Medici nel XV secolo, ed anche a vicende contemporanee. Tra queste, spicca un pannello di oltre quindici metri con cui l’artista onora i lavoratori essenziali che hanno mantenuto vivo il tessuto sociale durante il lockdown dei mesi scorsi causato dall’emergenza COVID-19, immaginandoli simbolicamente come intrepidi acrobati circensi dalle plurime abilità. Altrove, una serie di fantasmi getta invece il panico tra i presenti, evocando il sentimento di paura tipico del momento storico che stiamo attraversando.

Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Piemonte

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