Workshop per la formazione di esperti in redazione di cataloghi generali e pubblicazioni scientifiche sull’arte

Cataloghi ragionati / Ragionare sui cataloghi.

Workshop per la formazione di esperti in redazione di cataloghi generali e pubblicazioni scientifiche sull’arte

In memoria di Germano Celant (1940-2020)

CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli/Biblioteca del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

27 — 31 luglio 2020

28 settembre — 2 ottobre 2020

A seguito dei workshop per la formazione di archivisti d’arte contemporanea (2017), di registrar (2018), di esperti in studi sulla provenienza delle opere d’arte (2019) e di creatori di contenuti digitali a ispirazione letteraria (2019), il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea offre un workshop gratuito per la formazione di esperti in redazione di cataloghi generali e pubblicazioni scientifiche sull’arte.

Il workshop è dedicato alla memoria di Germano Celant (1940-2020).

Organizzato dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli in collaborazione con il Dipartimento Educazione del Museo, il workshop è diretto da Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI e autore di numerosi cataloghi e pubblicazioni scientifiche sull’arte contemporanea. Il workshop è rivolto a soggetti in età compresa tra i 22 e i 40 anni che abbiano conseguito una Laurea in materie artistiche e umanistiche o un Diploma equivalente. Assistenza all’organizzazione è fornita da Giulia Colletti (Attività collaterali e contenuti digitali, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea) e Giulia De Giorgi (Archivi e Assistenza Curatoriale, CRRI).

Le attività si svolgeranno in due fasi: nei giorni dal 27 al 31 luglio e dal 28 settembre al 2 ottobre 2020, sia presso la Biblioteca del Castello di Rivoli sia in e-learning, subordinatamente alle norme in vigore al momento. Le giornate saranno strutturate attraverso una serie di lezioni a tema e il workshop vedrà la partecipazione di rinomati esperti e studiosi internazionali nell’ambito dell’attività di ricerca, archiviazione, ideazione e aggiornamento di cataloghi generali e pubblicazioni scientifiche di tema artistico. Le lezioni e gli interventi degli esperti e studiosi riguarderanno le metodologie e le pratiche adottate nella preparazione di cataloghi generali e cataloghi di mostre personali di riferimento. Tra gli ospiti figurano: Marcella Beccaria, Gabriella Belli, Agata Boetti, Fabio Cafagna, Carolyn Christov-Bakargiev e Sara Codutti, Bruno Corà e Chiara Sarteanesi, Chiara Costa, Maddalena Disch, Glenn Phillips, Neil Printz, Michele Robecchi, Jörg Schellmann, Antonella Soldaini, Nancy Spector, Marianna Vecellio.

I partecipanti sono
Acocella Alessandra
Dolfi Agostini Sara
Lanzafame Andrea
Locatelli Veronica
Lupi Chiara
Nuzzi Chiara
Portesine Chiara
Tomassoni Piero

Sono stati selezionati da una commissione formata da Carolyn Christov-Bakargiev, Marcella Beccaria e Andrea Viliani.

Le lezioni si terranno in lingua italiana e inglese.

Il workshop è organizzato grazie al supporto della Regione Piemonte e della Compagnia di San Paolo. È realizzato anche grazie alla collaborazione con il Multi Family office Tosetti Value, da sempre impegnato nella valorizzazione dei patrimoni di famiglia e delle collezioni private.

Il Dipartimento Educazione è accreditato dal MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca come Ente di formazione. Il Castello di Rivoli rilascerà un attestato di frequenza al termine del workshop.

L’iniziativa proposta fa parte delle attività del CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli, sostenuto da Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo.

Il workshop per la formazione di esperti in redazione di cataloghi generali e pubblicazioni scientifiche sull’arte è patrocinato da ICOM Italia

è realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino

BIOGRAFIA COORDINATORE

Andrea Viliani è Responsabile e Curatore del Centro di Ricerca del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, presso cui ha ricoperto dal 2000 al 2005 l’incarico di Assistente Curatore. Viliani è stato precedentemente Direttore Generale e Artistico della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/MADRE di Napoli (2013-2019), co-curando nel 2017 anche le mostre e i cataloghi Pompei@Madre. Materia Archeologica e Carta Bianca. Capodimonte imaginaire. Dal 2009 al 2012 è stato Direttore della Fondazione Galleria Civica-Centro di ricerca sulla contemporaneità di Trento e dal 2005 al 2009 Curatore al MAMBo-Museo d’Arte Moderna di Bologna. Nel 2006 è stato fra i 60 players della Biennale de Lyon e nel 2010-2012 ha fatto parte dell’Agent-Core Group di dOCUMENTA(13), co-curando le posizioni a Kabul e Bamiyan (Afghanistan). Viliani ha commissionato o curato pubblicazioni scientifiche dedicate ad artisti quali, fra gli altri, Pawel Althamer, Francis Alÿs, Giovanni Anselmo, John Armleder, Rosa Barba, Gianfranco Baruchello, Thomas Bayrle, Kerstin Brätsch, Pier Paolo Calzolari, Adam Chodzko, Roberto Cuoghi, Haris Epaminonda, Cécile B. Evans, Lara Favaretto, Ryan Gander, Alberto Garutti, Liam Gillick, Gusmao&Paiva, Guyton\Walker, Mimmo Jodice, Robert Kusmirowski, Mark Leckey, David Malikovic, Melvin Moti, Deimantas Narkevicius, Roman Ondak, Diego Perrone, Vettor Pisani, Seth Price, Stephen Prina, Walid Raad, Natascha Sadr Haghighian, Bojan Sarcevic, Paul Sietsema, Nedko Solakov, Ettore Spalletti, Cally Spooner, Sturtevant, The Otolith Group, Padraig Timoney, Francesco Vezzoli, Luca Vitone, Clemens von Wedemeyer, Akram Zaatari.

BIOGRAFIE ESPERTI

Marcella Beccaria è Capo Curatore e Curatore delle Collezioni al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Beccaria ha conseguito la Specializzazione in Storia dell’arte e studi museali presso la Graduate School of Arts and Science, Boston University, Boston. Ha iniziato il suo percorso curatoriale presso il Museum of Fine Arts Boston e The Institute of Contemporary Art, Boston. Al Castello di Rivoli ha curato lo sviluppo della collezione permanente, occupandosi della ricerca e della redazione dei cataloghi a essa dedicati; ha curato e co-curato numerose mostre e cataloghi, sia personali sia collettivi, tra cui: Roni Horn (2000), Teresita Fernández (2001), Thomas Demand (2003), Vanessa Beecroft (2004), Candice Breitz (2005), Claes Oldenburg, Coosje van Bruggen (2006), Una stanza tutta per sé (2008), Vito Acconci (2010), La storia che non ho vissuto (testimone indiretto) (2012), Marinella Senatore (2013-14), Jan Dibbets (2014), Wael Shawky (2016), Gilberto Zorio (2017), Nalini Malani (2018), Anri Sala (2019) e, sempre in occasione di mostre al Castello, è stata autrice delle prime monografie scientifiche dedicate agli artisti Roberto Cuoghi, Yang Fudong e Francesco Vezzoli. Ha collaborato con riviste specializzate tra cui “Parkett”, “Flash Art”, “Domus” e ha pubblicato saggi in cataloghi per istituzioni museali incluse La Biennale di Venezia, Guggenheim Museum, New York, Fondazione Serralves, Porto, Stedelijk Museum, Ghent, Istanbul Biennial, Kunstmuseum Winterthur, FRAC Champagne-Ardenne, Reims, SAM-Singapore Art Museum. È autrice della monografia Olafur Eliasson, pubblicata da Tate, Londra. È membro del Comitato Direttivo di AMACI ed è docente presso NABA, Milano.

Gabriella Belli ha iniziato la sua attività di ricerca nel 1978, nella Soprintendenza per i Beni storico-artistici del Trentino. Nel 1982 le viene conferito l’incarico di progettare a Trento il primo nucleo del nuovo museo d’arte moderna e contemporanea della Provincia Autonoma di Trento (Mart) e, nel 1989, ne diventa Direttore. Dal 1989 al 2011 ha progettato, realizzato e guidato il progetto scientifico del museo, curando e supervisionando numerose mostre e cataloghi, nonché lo sviluppo degli Archivi del museo. Nel dicembre 2002, sotto la sua direzione, s’inaugura la nuova sede del Mart a Rovereto, e nel 2009, con un progetto museografico a sua cura, riapre la sede restaurata della Casa d’Arte Futurista Depero. Dal 2011 ricopre la carica di Direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia, presso i quali nel 2013 firma il nuovo progetto di allestimento della collezione permanente della Galleria Internazionale d’Arte Moderna a Ca’ Pesaro. Ha insegnato all’Università di Lettere e Filosofia di Trento (2002-2004) e all’Accademia di Architettura di Mendrisio (2011-12). Dal 2002 al 2011 è stata Presidente dell’Associazione Nazionale dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani (AMACI). Nel 2011 riceve dal Ministro della Cultura francese l’onorificenza di Cavaliere delle Arti e delle Lettere e le viene assegnato il premio di miglior museografo dell’anno da ICOM-Italia.

Agata Boetti ha studiato Psicologia a Parigi, dove attualmente vive. Dal 1995, dopo la scomparsa di suo padre, Alighiero Boetti, istituisce e poi, dal 2014, dirige, l’Archivio Alighiero Boetti-Associazione Culturale, dedicato alla conservazione, acquisizione e catalogazione scientifica della documentazione relativa alle opere e alla biografia dell’artista. L’attività di studio e archiviazione è finalizzata alla redazione del Catalogo generale, pubblicato dalla casa editrice Electa: il primo Tomo del Catalogo generale (1961-1971) è uscito nel dicembre del 2009, il secondo Tomo (1972-1979) nell’ottobre 2012 e la prima parte del terzo Tomo (1980-1987) nel giugno 2015. La seconda parte del terzo Tomo (1980-1987) è attualmente in preparazione, con la direzione scientifica di Mark Godfrey (che segue quella, negli anni precedenti, affidata a Jean Christophe Ammann). Nel 2016 viene inoltre pubblicato da Electa Il gioco dell’arte con mio padre, Alighiero, una raccolta di racconti di Agata Boetti che compone un libro più intimo e personale, da lei dedicato al padre Alighiero.

Fabio Cafagna ha conseguito il dottorato in Storia dell’Arte a La Sapienza – Università di Roma. I suoi indirizzi di studio sono principalmente rivolti all’arte del XIX e XX secolo e, in particolare, alle relazioni tra arti figurative e discipline scientifiche. Tra il 2017 e il 2020 ha insegnato Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli Studi dell’Insubria, Como. Per il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, si occupa attualmente del coordinamento editoriale del catalogo generale della Collezione di Francesco Federico Cerruti, in deposito a lungo termine al Museo e aperta al pubblico nel maggio 2019. Ha curato, con Virginia Bertone e Filippo Bosco, la sezione del XIX secolo delle collezioni permanenti della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, nell’ambito del riallestimento generale del 2017 coordinato da Carolyn Christov-Bakargiev. Nel 2017 è stato fellow al CIMA – Center for Italian Modern Art, New York; la fellowship è stata promossa da CIMA, SNS – Scuola Normale Superiore di Pisa e MIBACT, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane. È autore di Il disegno del corpo. Anatomia Artistica all’Accademia Albertina di Torino (1829-1899) (Roma 2017) e Indizi, sintomi, impronte. Esperienze artistiche e scientifiche nell’Ottocento (Roma 2010). 

Carolyn Christov-Bakargiev, curatrice, ricercatrice e storica, è la direttrice del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e della Fondazione Francesco Federico Cerruti. Christov-Bakargiev è vincitrice del premio 2019 Audrey Irmas Award for Curatorial Excellence. Inoltre, è Visiting Professor alla Northwestern University di Chicago e ha insegnato alla University of Leeds, alla Goethe Universität Frankfurt Am Main e a Harvard University. Nata da un padre bulgaro e una madre piemontese negli Stati Uniti, è tornata in Italia per concludere i suoi studi alle Università di Genova e Pisa. Nel suo percorso curatoriale si incrociano mostre e cataloghi di artisti internazionali e dell’Arte Povera italiana, tra cui William Kentridge, Alighiero Boetti, Pierre Huyghe, Francis Alÿs, Mario e Marisa Merz, e Jannis Kounellis. Dopo un periodo a Villa Medici in cui organizza le mostre estive (1998-2000), è nominata Chief Curator al P.S.1 Contemporary Art Center di New York dove inaugura, tra molte altre, un’importante mostra di Janet Cardiff. Nel 2002 torna a lavorare in Italia, al Castello di Rivoli, allora diretto da Ida Gianelli. Nel 2008 cura la Biennale of Sydney, seguita da dOCUMENTA(13) nel 2012 e dalla Istanbul Biennial nel 2015. In seguito ritorna a Torino dove dirige sia la GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea sia il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea fino al 2017. Fra le sue più importanti pubblicazioni c’è la monografia Arte Povera (Phaidon Press, Londra, 1999).

Sara Codutti si è laureata allo IUAV – Istituto Universitario di Architettura di Venezia e ha lavorato a diversi progetti espositivi in Italia e, in Germania, presso le Collezioni d’Arte Statali – SKD di Dresda. Attualmente collabora con lo Studio Fabio Mauri di Roma, ente che si occupa dello studio, dell’archiviazione e della catalogazione delle opere e delle mostre dell’artista, scomparso nel 2009, e per cui sta redigendo il Catalogo generale con la direzione scientifica di Carolyn Christov-Bakargiev. Scrive inoltre per alcuni periodici e case editrici, tra cui Nero Editions.

Bruno Corà è Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. Ha iniziato la sua ricerca nella metà degli anni Sessanta fra Milano e Roma. Dal 1970 ha coordinato le iniziative degli Incontri Internazionali d’Arte contribuendo a concepire e preparare convegni e mostre quali, fra le altre, Contemporanea (1973-74). Dal 1979 al 1999 è stato Professore e Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. Ha inoltre insegnato all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale dal 1999 al 2006 e all’Università degli Studi di Firenze dal 2007 al 2009. Dal 2013 è Professore Emerito di Storia dell’Arte Contemporanea della Athens School of Fine Arts. È stato Direttore di Palazzo Fabroni Arti Visive Contemporanee di Pistoia, del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, del Centro d’Arte Moderna e Contemporanea di La Spezia, del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Lugano. Fra le mostre e i cataloghi curati: Gerhard Richter, (Museo Pecci/Gli Ori, Prato, 2000), Jannis Kounellis (Fondazione Arnaldo Pomodoro/Skira, Milano, 2006), Alberto Burri (catalogo generale, sei volumi, Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, Città di Castello, 2015).

Chiara Costa, storica dell’arte e ricercatrice, dal 2019 è Head of Programs di Fondazione Prada, dove dal 2012 ha ricoperto il ruolo di responsabile e editor delle pubblicazioni. Di recente ha curato la monografia su Lizzie Fitch e Ryan Trecartin (2019), e i cataloghi delle mostre Post Zang Tumb Tuuum… (2018) e TV 70 (2017). È co-curatrice della prima edizione del festival Books & Others, organizzato da ICA Milano nel 2019, e curatrice di Johannes, il podcast di Ordet, spazio di produzione milanese. Ha scritto per numerose riviste quali “Mousse”, “Nero”, “Arte”, “Exibart”, “Vogue.it” e ha collaborato con l’enciclopedia Treccani. É autrice del catalogo dedicato alla storia della Dwan Gallery di Los Angeles e New York (Skira, Milano 2016, a cura di Germano Celant). È stata responsabile della casa editrice “Kaleidoscope” e Project manager dell’omonimo spazio espositivo. Ha inoltre collaborato con la Biennale di Venezia, Manifesta 7, l’Istituto Svizzero di Roma, il CCCS Strozzina di Firenze e la research agency Connecting Cultures di Milano.

Maddalena Disch è Responsabile degli Archivi e del Catalogo ragionato di Giulio Paolini per la Fondazione Giulio e Anna Paolini creata dall’artista nel 2004 a Torino. È autrice di una raccolta di scritti e interviste di Paolini (1995), così come dei primi due volumi del suo Catalogo ragionato (Skira, Milano 2008). Per la Fondazione Giulio e Anna Paolini ha dato origine a due collane editoriali, una delle quali dedicata alle opere appartenenti alla collezione della Fondazione. Per la stessa istituzione ha curato l’archiviazione digitale delle opere dell’artista e ha avviato di recente la catalogazione ragionata delle mostre personali. Autrice di saggi dedicati agli artisti dell’Arte povera, ha collaborato in particolare con Giovanni Anselmo, per il quale ha curato, tra gli altri, una raccolta di scritti e testi critici (1998) e nel 2016 ha partecipato alla monografia sull’artista pubblicata da Skira in occasione della mostra al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Per la Fondazione Merz, Torino, ha elaborato un progetto di catalogazione ragionata degli igloo di Mario Merz (2009-17). Nel 2019 ha co-curato con Nike Bätzner, Christiane Meyer-Stoll e Valentina Pero la mostra Entrare nell’opera. Processes and Performative Attitudes in Arte Povera, Kunstmuseum Liechtenstein, Vaduz e Musée d’art moderne et contemporain, Saint-Étienne Métropole.

Glenn Phillips è Curator and Head of Modern and Contemporary Collections presso The Getty Research Institute, Los Angeles. È specializzato in arte postbellica e contemporanea, in particolare video e performance. Ha organizzato le mostre California Video – che nel 2008 ha vinto il premio dell’International Association of Art Critics per la migliore mostra di media digitali, video o film – e Evidence of Movement, nonché Pioneers of Brazilian Video Art, 1973-1983, Surveying the Border: Three Decades of Video Art of the United States and Mexico, Radical Communication: Japanese Video Art, 1968-1988. È stato Assistant Curator for Special Projects presso il Whitney Museum of American Art e ha fatto parte del team di Pacific Standard Time: Art in L.A. 1945-1980, una serie di oltre sessanta mostre che si sono svolte nella California del sud tra il 2011 e il 2012. Nel 2018 ha curato, insieme a Philipp Kaiser, Harald Szeemann: Museum of Obsessions (itinerante: The Getty Research Institute, Los Angeles, Kunsthalle Bern, Kunsthalle Düsseldorf, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino) e il relativo catalogo. Attualmente sta lavorando su una retrospettiva dedicata alla danzatrice Blondell Cummings.

 

Neil Printz è Curatore di Andy Warhol Catalogue Raisonné, Paintings, Scultpures and Drawings, finanziato dalla Andy Warhol Foundation for the Visual Arts di New York. Printz ha iniziato a lavorare sul Catalogo ragionato nel 1993, e attualmente sta preparando il manoscritto per il Volume 6: Paintings 1978-1980, oltre a lavorare su un testo di accompagnamento che sarà dedicato ai disegni di Warhol degli anni ’70. Il Catalogo ragionato è stato avviato dal mercante d’arte svizzero Thomas Ammann nel 1977, quando Warhol era a metà carriera. I Volumi 1 e 2: Paintings and Sculpture 1961-1963 e Paintings and Sculptures 1964-1969 sono stati pubblicati da Phaidon Press nel 2002 e 2004 in collaborazione con Thomas Amman Fine Art, Zurigo e con Georg Frei in qualità di Co-Curatore. I Volumi 3-5: Paintings and Sculptures 1970-1974, Paintings and Sculpture late 1974-1976, e Paintings 1976-1978 sono stati pubblicati da Phaidon nel 2010, 2014 e 2018. Ogni volume documenta in modo completo la ricerca dell’artista durante un determinato periodo, approfondisce le fonti, i materiali di lavoro e le tecniche, e ricostruisce i vari studi e le mostre. Le voci del catalogo per ogni opera includono informazioni dettagliate su proprietà, storia espositiva e bibliografica. Quale Research Curator presso The Menil Collection di Houston ha co-organizzato due mostre su Warhol, con il curatore Walter Hopps: Warhol Shadows nel 1987 e Andy Warhol: Death and Disaster nel 1988. Ha completato la sua tesi sui primi lavori di Warhol, “Other Voices, Other Rooms”: Between Andy Warhol and Truman Capote 1948-1961, al Graduate Center, City University of New York nel 2000.  Tra il 1999 e il 2004 ha inoltre iniziato a lavorare su un catalogo ragionato della scultura, del design e dei disegni dell’artista giapponese-americano Isamu Noguchi, sostenuto dalla Isamu Noguchi Foundation, New York.

Michele Robecchi vive e lavora a Londra, dove segue le pubblicazioni d’arte contemporanea per la Phaidon Press. Ha curato monografie dedicate a Francis Alÿs, Mark Bradford, Lili Reynaud-Dewar, Elmgreen & Dragset, Sharon Hayes, Jannis Kounellis, Yayoi Kusama, Kerry James Marshall, Trevor Paglen, Frank Stella, Sarah Sze, Adrian Villar Rojas e altri. È stato uno dei curatori della prima e seconda edizione della Biennale di Tirana (2001-2003) e ha fatto parte del comitato di selezione per il Padiglione Svizzero alla Biennale di Venezia (2017-2019). Collabora con varie riviste, tra cui “Art in America”, “Art Pulse”, “The Brooklyn Railway”, “Camera Austria”, “Flash Art”, “Interview” e “Mousse”. È autore, insieme a Francesca Bonazzoli, di Io sono un Mito: I capolavori dell’arte che sono diventate icone del nostro tempo (2013) e Smascherati: Storie e segreti dietro i ritratti più famosi (2018). Dal 2008 al 2018 è stato Visiting Professor presso Christie’s Education a Londra.

Chiara Sarteanesi è Curatrice e Conservatrice dei Beni Artistici della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri. Ha pubblicato il volume Fondazione Burri (Skira, 1999) e, recentemente, Burri. The Permanent Collection of Graphic Work (Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, 2017). Nel 2008, in occasione della mostra di Burri alla Triennale di Milano, ha co-curato il catalogo, con Maurizio Calvesi, Burri. Opere 1949-1994. La misura dell’equilibrio (Skira). Nel 1998 ha curato Alberto Burri 1948-1993 (Skira). Ha co-curato, insieme a Bruno Corà, i sei volumi del catalogo generale di Alberto Burri, progetto editoriale promosso e curato dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri istituita nel 1978 a Città di Castello per volontà dello stesso artista e presso la quale è attivo l’Archivio Burri. Il Catalogo generale documenta l’intera ricerca dell’artista attraverso tavole a colori delle singole opere accompagnate da saggi storico-critici appositamente commissionati, e un’antologia critica selezionata che accompagna ciascun volume: Pittura (dal 1945 al 1994) (volumi I, II e III); Tempere e disegni, sculture e scenografie; Opera grafica; Inventario cronologico.

Jörg Schellmann pubblica edizioni d’arte contemporanea dal 1969, tramite Edition Schellmann (Monaco di Baviera-New York). La prima e una delle più significative collaborazioni di Schellmann è stata con l’artista tedesco Joseph Beuys ed è scaturita, oltre che nella produzione di alcune opere a stampa e oggetti, nella pubblicazione del Catalogo completo dei multipli e delle opere in edizione di Beuys, giunta attualmente alla sua ottava edizione. In seguito Edition Schellmann ha pubblicato stampe e oggetti anche di altri artisti quali Andy Warhol, Christo, Jannis Kounellis e Donald Judd, oltre ai relativi cataloghi. Nel 1989 l’attività editoriale di Edition Schellmann è stata oggetto di una mostra al MoMA-Museum of Modern Art di New York (For 20 Years: Editions Schellmann). Nel 1997 Edition Schellmann è stata inoltre incaricata di pubblicare e distribuire le documentazioni ufficiali di documenta X e Documenta 11, composte da quindici opere ciascuna. Nel 2003 e nel 2005 Schellmann ha pubblicato stampe e oggetti in edizione anche per la 50a e la 51a Biennale di Venezia.    

Antonella Soldaini è stata Curatrice al Centro Pecci di Prato, sotto la direzione di Ida Panicelli (1993-1994), e tra il 1994 e il 1995 è stata reggente temporanea della stessa istituzione. In quegli anni ha collaborato a mostre quali Inside out (1993), a cura di Panicelli, Robert Mapplethorpe (1993-1994) a cura di Germano Celant, e ha prodotto la prima mostra in un museo pubblico italiano di Jan Fabre (Jan Fabre: questa pazzia è fantastica, 1994), nonché altre mostre personali, fra cui quella dedicata a Marco Bagnoli (1995-1996), e mostre collettive. Ha collaborato con diverse istituzioni tra cui Whitechapel Gallery, Londra, Museum of Contemporary Art, Sydney, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino, MADRE, Napoli e Triennale di Milano, e con la Biennale di Venezia. Con Celant è stata inoltre Curatore ed Editore Associato alla Fondazione Prada di Milano, curando numerose pubblicazioni scientifiche e Cataloghi ragionati divenuti monografie di riferimento per il metodo adottato. Attualmente è Direttore del Mimmo Rotella Institute, Milano, per il quale ha curato mostre al Palazzo Reale di Milano (2014) e Museo Casa Rusca, Locarno (2016), seguita dalla più ampia mostra retrospettiva mai dedicata all’artista, da lei curata con Celant alla Galleria Nazionale di Roma nel 2018.

Nancy Spector è Artistic Director and Jennifer and David Stockman Chief Curator al Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Ha organizzato mostre dedicate ad artisti quali Felix Gonzalez-Torres, Richard Prince, Louise Bourgeois, Marina Abramović, Tino Sehgal e Maurizio Cattelan (All), al ciclo Cremaster di Matthew Barney e al coinvolgimento di Barney nel lavoro di Joseph Beuys (All in the Present Must Be Transformed: Matthew Barney and Joseph Beuys). Spector ha inoltre organizzato importanti mostre collettive quali Moving Pictures, Singular Forms (Sometimes Repeated) Theanyspacewhatever, e Artistic License: Six Takes on the Guggenheim Collection, editandone i relativi cataloghi. È stata curatrice aggiunta della Biennale di Venezia del 1997 e co-organizzatore della prima Biennale di Berlino nel 1998. Ha contribuito a numerosi libri sulla cultura visiva contemporanea con saggi su artisti quali Luc Tuymans, Douglas Gordon e Anna Gaskell. Nel 2007 è stata commissaria statunitense alla Biennale di Venezia, dove ha presentato una mostra dedicata a Gonzalez-Torres. Spector è stata insignita del premio della Peter Norton Family Foundation, di cinque premi dell’International Art Critics Association e di un Tribeca Disruptive Innovation Award per il suo progetto biennale sull’utilizzo contemporaneo del mezzo videografico, YouTube Play.

Marianna Vecellio è curatrice, ricercatrice e scrittrice, laureata in Storia dell’arte Moderna e Contemporanea a La Sapienza – Università di Roma. Dal 2012 è curatrice al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli–Torino, dove lavora dal 2007. Ha concepito e realizzato mostre e pubblicazioni prestando particolare attenzione alla soggettività nella società digitale. Tra queste vi sono: Massimo Grimaldi. Before The Images (2009), Intenzione Manifesta (2013-14), Paloma Varga Weisz (2015-16), Rachel Rose (2016-17), Ed Atkins (2016-17), Cécile B. Evans (2017-18), Anna Boghiguian (2017-18), Cally Spooner (2018-19), Hito Steyerl. The City of Broken Windows (2018-19), Michael Rakowitz. Imperfect Binding (2019-20), Claudia Comte, (2019-20), Pedro Neves Marques (2019-20), Renato Leotta (2020). Per il Castello di Rivoli ha inoltre ideato e curato i progetti transdisciplinari Abitare il minerale (2018) e Comp(h)ost (2019-20), che esplorano le nuove forme di coesistenza e trasformazione del vivente, tra ecologia e post-umano. Ha curato le pubblicazioni monografiche John McCracken e Luigi Ontani, e gli apparati scientifici delle prime monografie di riferimento di Gianni Piacentino, Robert Overby e Giorgio Griffa, e pubblicato saggi in cataloghi di istituzioni internazionali come Le Consortium, Digione, Bergen Kunsthall, Bergen, Centre d’Art Contemporain, Ginevra, Fondazione Serralves, Porto, Whitechapel Gallery, Londra, The Sharjah Art Foundation, Sharjah. Collabora con riviste italiane e internazionali, tra cui “Flash Art e “L’Officiel. Dal 2009 al 2016 è stata membro della Commissione Arte Pubblica della Città di Torino. Dal 2016 è capo curatore di Curva Blu, programma di residenze per artisti internazionali sull’isola di Favignana (Trapani).