Sala 32 Sala dei Concerti

 Sala dei concerti, già Camera di Parata della Duchessa d’Aosta.

Grande ambiente comunicante  con gli appartamenti dei Duchi d’Aosta  oltre che con quelle della principessa Maria Beatrice. I recenti restauri hanno sottolineato che i trumeaux, le alzate lignee che ospitavano specchi e dipinti, decorate con cascate di fiori e volti femminili appartengono, al contrario, al periodo juvarriano. Carlo Randoni, nel gennaio 1793 fece il “Disegno della decorazione della Camera di Parata al piano superiore uniformandosi allo stile delle ricchissime sculture delle Trumeaux, e stucchi già fatti eseguire dal D. Filippo Juvara in detta Camera” aggiungendo i trofei d’arme delle sovrapporte. Queste parti lignee vennero dipinte in accordo con la volta in tonalità di “grigio”, “morello”,”giallo canarino”, “verdesino”. L’architetto realizzò, inoltre il disegno della volta, seriamente danneggiata a causa di infiltrazioni d’acqua, è stata eseguita dai fratelli Torricelli.Ai quattro lati, altrettanti ovali nei quali sono dipinti i busti dei primi conti sabaudi, Beroldo il Sassone, Umberto I , Oddone di Savoia-Moriana, e Amedeo I. Oggi rimangono visibili soltanto Beroldo e Oddone, dove si riscontra la grande abilità dei pittori nell’arte del trompe-l’oeil.

 CURIOSITA’

BEROLDO

Jean d’Orreville detto Cabaret venne incaricato da Amedeo VIII, primo duca della dinastia sabauda, di studiare le origini della propria famiglia. Egli, consultando gli archivi, individuò, come padre del Conte Umberto Biancamano, il duca Beroldo. Attorno a questa figura di glorioso e valoroso condottiero viene intessuta una leggenda che parte da una storia d’amore dell’imperatrice adultera, della difesa dell’onore dell’imperatore e della peregrinazione di Beroldo da una corte all’altra, sino a mettersi a servizio di Bosone conte di Arles, dove poi morirà. Il figlio Umberto ebbe dall’Imperatore la contea di Moriana . Amedeo VIII, (1398-1434) primo duca della Dinastia, sulla scia di altri monarchi del tempo, fece condurre a Jean d’Orreville detto Cabaret degli studi per scrivere una storia dei Savoia. Egli fece risalire l’inizio della dinastia sino a Beroldo, leggendario personaggio, a cui venne attribuita un’origine sassone, valoroso condottiero e membro della famiglia dell’Imperatore Ottone III, le cui gesta vennero narrata in un’improbabile storia, ma che fu accettata e avvallata dai Savoia che la sfruttarono per la propria propaganda politca e la candidatura all’impero. Beroldo fu protagonista di un importante atto di fedeltà nei confronti del suo signore, narrato dal Cabaret. Il nostro eroe ricevette l’incarico di andare a palazzo per recuperare un anello dimenticato da Ottone sotto il suo cuscino, entrato nella camera da letto, nottetempo, letto, infilando la mano sotto il guanciale sentì una barba ispida, l’imperatrice ancora a letto, si giustificò dicendo che era quella di un’ancella particolarmente irsuta. Beroldo, non credendo all’Imperatrice, uccise lei e il suo amante, si recò da Ottone e raccontò il fatto. L’imperatore non potè subito ricompensarlo per il suo atto di lealtà, e lo mandò in esilio. Dopo altre valorose imprese, Beroldo venne premiato divenendo signore del passi sulla via di Francia.