Piero Gilardi. Effetti collaborativi 1963 – 1985

a cura di Andrea Bellini

La mostra che il Castello di Rivoli dedica a Piero Gilardi si concentra sui primi ventidue anni di attività dell’artista torinese, dai primi “tappeti – natura”, opere che gli procurarono un notevole successo internazionale negli anni Sessanta, fino ad un’ampia serie di documenti che illustrano la sua decisione di uscire dal sistema dell’arte per dedicarsi prima ad un’attività di volontariato “creativo” all’interno di un ospedale psichiatrico e poi alla militanza politica e sociale. Figura irregolare del panorama artistico italiano, Gilardi sfiora prima le tematiche Pop con i tappeti natura, poi partecipa attivamente alla nascita del movimento dell’Arte Povera, senza mai identificarsi in un gruppo artistico preciso. Il rifiuto radicale di  considerare l’opera d’arte come un bene di consumo lo porta – a cavallo degli anni Settanta – ad abbandonare qualsiasi produzione oggettuale, per un coinvolgimento diretto nel sociale. Come pochi altri artisti, Piero Gilardi è mosso dalla convinzione assoluta che l’arte possa cambiare la vita delle persone e che debba partecipare alla trasformazione della società, migliorando così l’ambiente in cui viviamo.

 

La realizzazione del progetto Le Scatole Viventi è resa possibile grazie al sostegno di Pernod Ricard Italia S.p.A. e al contributo speciale della Fondazione CRT.

Foto della mostra

  • gilardi

    gilardi

  • IMG_1432

    IMG_1432

  • IMG_1458

    IMG_1458

  • IMG_1464

    IMG_1464

  • IMG_1468

    IMG_1468

  • IMG_1484

    IMG_1484

  • IMG_1489

    IMG_1489