Giuseppe Penone: Incidenze del vuoto

Identità (Identity), 2017 - cod_2173

A cura di Carolyn Christov-Bakargiev con l’assistenza curatoriale di Giulia Colletti

 

Complesso Monumentale di San Francesco, Via Santa Maria 10, Cuneo

Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

12 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020

Inaugurazione: 11 ottobre 2019 ore 17.30, Cuneo

Presentazione al Castello di Rivoli: 11 ottobre 2019 ore 11.00, Rivoli

 

Giuseppe Penone. Incidenze del vuoto nasce dalla collaborazione tra la Fondazione CRC e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Concepita come un progetto espositivo condiviso tra le due istituzioni nel Complesso Monumentale di San Francesco a Cuneo e nel giardino del Castello di Rivoli, la mostrapresenta il cuore della ricerca dell’artista Giuseppe Penone (Garessio, 1947). Una riflessione sulla dualità tra vuoto e pieno come parti costitutive e materiali del suo lavoro artistico, attraverso una precisa selezione di opere che mettono in relazione le due sedi, in un sofisticato gioco di giustapposizioni e rimandi. Oggi, tra gli scultori più importanti e riconosciuti al mondo, l’artista emerge alla fine degli anni sessanta nell’ambito dell’Arte povera.

Tra i movimenti artistici più importanti e innovativi del XX secolo a livello internazionale, l’Arte povera trova la sua origine in Piemonte, dal quale un importante nucleo del gruppo di artisti proviene. L’Arte povera è generalmente definita come un’arte di materiali e tecniche eterogenei e “poveri”. Più importante di questo aspetto, gli artisti sono interessati a creare situazioni reali di energia, in cui natura e cultura non sono opposti. Oggi l’Arte povera, e in particolare l’opera di Penone, gode di un rinnovato interesse, anche legato all’apprezzamento di quella libertà artistica e dell’interesse per la natura presenti in essa.

“È un grande onore per Cuneo ospitare un artista di fama internazionale come Giuseppe Penone, originario di Garessio e ormai noto in tutto il mondo. Il Complesso monumentale di San Francesco diverrà per i prossimi mesi l’habitat ideale di opere normalmente esposte in luoghi come la Reggia di Versailles e il Louvre di Abu Dhabi” commenta il presidente della Fondazione CRC Giandomenico Genta. “La mostra è il frutto del grande lavoro messo in atto dalla Fondazione CRC in questi anni, grazie anche alla collaborazione con istituzioni culturali di primo livello come il Castello di Rivoli: la disponibilità di Penone dimostra l’importanza e la bontà di questo progetto espositivo, unico nel suo genere. Anche quest’anno la Fondazione CRC riesce a offrire alla comunità cuneese e ai tanti appassionati d’arte che verranno appositamente a Cuneo l’occasione di ammirare con i loro occhi una mostra di altissimo livello”.

“L’arte di Penone esplora i fondamenti della scultura come modo di conoscere e comprendere empiricamente il mondo” spiega il curatore della mostra e direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev. “La sua arte si basa sul principio di incarnare una consapevolezza fisica, tattile-visiva, di tutti gli organismi e delle loro trasformazioni. Penone percepisce il mondo e la vita in modo scultoreo, toccandone e accarezzandone le parti costitutive. Persino l’atto di respirare è una forma di scultura automatica, prodotta senza accorgersene. La scultura riguarda l’intaglio, lo scavo e la produzione di vuoti oppure, al contrario, concerne la fusione, la duplicazione e la moltiplicazione, attraverso una serie di passaggi, dal positivo al negativo, della forma oggetto di duplicazione o copia. Sia l’addizione sia la sottrazione avvengono attraverso gesti di incontro e, quindi, attraverso relazioni di intenzione tra l’umano e la materia, tra l’umano e il non umano”.