Mostra per i bambini. Il tempo considerato come una spirale di pietre semipreziose

21 febbraio 2001 - 10 giugno 2001

La ricerca di Stefano Arienti (Asola, Mantova, 1961) è mossa da un’instancabile analisi nei confronti dell’immagine e dei suoi possibili supporti.
Attingendo alla storia dell’arte così come alla cultura di massa, l’artista secondo modalità sempre differenti sottrae alla normale visione determinate immagini per restituirle poi, attraverso il proprio tratto creativo, a un nuovo ciclo vitale.
Secondo un processo di raccolta, cancellazione e inedita manipolazione grafica, Arienti regala continua libertà all’atto del disegno, rinnovandone le infinite potenzialità generative.
In questa mostra allestita per i nostri visitatori più giovani, l’artista ha riunito una serie di opere su carta da lucido realizzate nel corso degli ultimi due anni.
Questi disegni allestiti a parete sono ispirati ad un’eclettica raccolta di stoffe trovate – tende, tovaglie, copriletti, tessuti da confezione e arredamento – scelte da Arienti per le curiose contaminazioni culturali che le caratterizzano.
L’artista ha infatti selezionato una vasta campionatura di tessuti dove motivi tipicamente africani ispirano stoffe prodotte in India, decorazioni esotiche trasmigrano in produzioni italiane, o ancora lavorazioni occidentali vengono riprese dalla manifattura orientale.
Attraverso un processo lentissimo e non demandabile ad altra mano che non sia la propria, da ognuna delle stoffe Arienti ha eseguito un disegno secondo un processo di interpretazione che conferisce un’identità autonoma a ciascuna delle opere così realizzate. In questo senso, la tecnica del ricalco con semplici pennarelli acrilici libera un’energia capace di creare nuove immagini.
Il grande tappeto collocato a terra è stato installato dall’artista per aprire lo spazio espositivo al contributo degli spettatori, invitati a disporre in nuove architetture e combinazioni le palline in gomma liberamente posate su di esso.
Come un enorme foglio da disegno, il tappeto – di manifattura svedese – si presta ad accogliere i segni multicolori che i visitatori vogliono trovare attraverso la disposizione delle palline.
Le possibili geometrie che queste sfere in gomma vengono così a definire nel corso della mostra ispirano il titolo Il tempo considerato come una spirale di pietre semipreziose, tratto da un racconto di fantascienza prediletto dall’artista. Partecipare all’azione suggerita da Arienti equivale a sperimentare un’importante componente del suo metodo, secondo il quale l’attrazione che proviamo per le immagini e per i motivi che accompagnano gli oggetti anche più banali diventa occasione per trasformare l’impersonale in assolutamente personale e originale.
Marcella Beccaria

Questa mostra per i bambini è curata dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e appartiene a una serie destinata al pubblico dei giovanissimi che sempre più numerosi frequentano il museo.
Come per le precedenti edizioni – Andy Warhol, Carla Accardi, Enrica Borghi – l’artista invitato ha tenuto conto dei bambini per l’allestimento e la scelta delle opere esposte. Per tutta la durata dalla mostra il Dipartimento Educazione organizza dei laboratori destinati ai più giovani, alle scuole e alle famiglie che desiderano approfondire il loro interesse per l’arte contemporanea.