Di Bellezza si Vive. Coltiviamo un sogno

Progetto nazionale Di Bellezza Si Vive. Coltiviamo un sogno
A cura del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli
Il progetto Di Bellezza Si Vive è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e giudicato tra gli interventi nazionali più innovativi: è espressione di un partenariato multidisciplinare che coinvolge una rete di soggetti – con la Direzione di Giorgia Turchetto – ente Capofila Il Manto di Como (Cometa). Tra i partner, oltre al Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, On! Srl Impresa Sociale di Milano, Studio MCG di Trento Prof.ssa Manuela Fellin, Fondazione Horcynus Orca di Messina, Assifero Associazione Italiana delle Fondazioni ed Enti della Filantropia Istituzionale con sede a Roma, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare con sede a Roma, Fondazione Mario Moderni di Roma, Aragorn di Milano. Il progetto prevede azioni condivise al Museo e sul territorio nazionale attraverso un inedito metodo di ricerc-azione che utilizza la bellezza e le pratiche dell’arte come dispositivo per il contrasto e la riduzione della povertà educativa in contesti fragili.
Il progetto nel 2022 è entrato nel vivo, in particolare con le attività nell’ambito di Coltiviamo un sogno, il percorso basato sulla realizzazione di orti artistici negli spazi scolastici, dove l’orto-giardino è metafora di crescita e condivisione: Crescita delle piante = Crescita dell’individuo. Attraverso percorsi al Castello di Rivoli, laboratori e attività nell’orto, ragazzi comprendono l’essenza del piantare per mettere radici nel futuro, anche grazie al contributo progettuale della Summer School del Dipartimento Educazione, da tempo incentrata proprio su questi temi.
Nell’attuale momento storico, anche in linea con le istanze dell’outdoor education, vogliamo offrire nuove prospettive e lo spunto per ripensare il contesto vitale, creando le condizioni per acquisire un diverso atteggiamento nei confronti dell’ambiente naturale, sentendosi tutti parte della stessa grande comunità globale dei viventi.
Preparare, seminare, curare il terreno per raccogliere i frutti richiede tempo, forza, pazienza, cura quotidiana, capacità di tollerare frustrazioni, insuccessi, imprevisti; allo stesso modo idee e desideri si trasformano in forme, colori, materia vitale. Piantare un seme sembra un gesto umile ma aiuta a scoprire la cura verso un bene comune, verso il territorio e in generale verso l’ambiente. Anche realizzare un orto implica l’assunzione di un comportamento responsabile verso gli altri e il Pianeta.
Nell’ambito del progetto, attraverso la metafora dell’orto si accompagnano i ragazzi ad una riflessione collettiva su come la biodiversità appartenga alla natura e all’umanità. L’orto racconta di storie di migrazioni umane: quello che arriva nelle nostre tavole non sempre è autoctono, spesso è frutto di contaminazioni, scoperte, incontri interculturali. Fare un orto è dunque un modo per riflettere sul valore della diversità, dell’incontro, un modo di rimanere aperti nell’ascolto e nella scoperta dell’altro.
In linea con la metodologia del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, il progetto Coltiviamo un sogno si fonda sull’esperienza dell’arte per favorire una relazione emotivamente ricca e significativa tra i giovani e la natura, sempre partendo dagli strumenti della creatività contemporanea e dal lavoro di artisti come Joseph Beuys, che è stato antesignano delle problematiche sulla salvaguardia della natura, della biodiversità, dello sviluppo sostenibile. Tra i fondatori del movimento dei Verdi in Germania, Beuys intendeva l’arte come strumento antropologico per la costituzione della nuova comunità artistica internazionale, democratica e libera. Nell’immaginario di Beuys ogni essere umano può diventare nuovo creatore dell’universo e scienziato in quanto può sperimentare le sue stesse creazioni. La sua visione coincide con l’idea di un diverso modo di stare al mondo, non antropocentrico ma sinergico, empatico e in equilibrio con le leggi che regolano il cosmo, in sintonia con tutti gli elementi, viventi e non, e con l’energia universale. L’arte per Beuys era ed è il vero capitale umano su cui investire.
Oggi nel processo educativo è indispensabile riconsiderare la relazione col contesto naturale, per accrescere la propria consapevolezza, anche alla luce delle ricerche di antropologi e scienziati come Natasha Myers e Timothy Choy che arricchiscono di nuovi contenuti e pratiche il pensiero ecologista. Coltiviamo un sogno ha un ulteriore riferimento artistico nel progetto internazionale di Shweta Bhattad, I have a dream. Una diversa idea della creazione, che riparte dalla terra e promuove la riappropriazione di antiche pratiche di coltivazione per ricreare un rapporto empatico con il miracolo della nascita e rinascita di tutti gli elementi vegetali. Il progetto internazionale I have a dream rappresenta la cornice entro cui realizzare gradualmente buone pratiche che contengano una forza generatrice, fino ad avere gruppi educativi capaci di dimostrare concretamente il cambiamento. Un orto può diventare un messaggio e un movimento di lotta al cambiamento climatico, in difesa dei territori e delle specie che li abitano.
Nel contesto del progetto, a dicembre 2022, i ragazzi degli IC di Rivoli e Como-Rebbio insieme alla Scuola Oliver Twist di Cometa, gemellati per l’occasione, si sono riuniti attorno alla Tavola cromatica curata dal Dipartimento Educazione, con l’allestimento scenografico di elementi vegetali rappresentativi della bellezza di frutti e ortaggi. Sulla tavola forme, colori, profumi e sapori hanno consentito di vivere un’esperienza sinestetica, capace di coinvolgere la pluralità dei sensi.
Il progetto della Tavola cromatica trova un importante riferimento nell’opera di Mario Merz, in particolare il Tavolo a spirale per festino, e in generale degli artisti dell’Arte Povera in Collezione al Castello di Rivoli, come Giuseppe Penone e Michelangelo Pistoletto, con il suo costante impegno per proporre messaggi di rispetto verso la natura, attraverso un coinvolgimento creativo che pone l’arte al centro della trasformazione sociale responsabile.
La Tavola infatti è stata allestita in omaggio al Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, per rimettere in circolo pensieri e azioni collettive nel segno della sostenibilità, della condivisione e della rinascita attraverso l’arte e la cultura, in sintonia con il Rebirth-Day: la Giornata Mondiale della Rinascita, che nel 2022 ha compiuto 10 anni, condivisa fin dal principio dal Dipartimento Educazione con Cittadellarte Fondazione Pistoletto, Rete degli Ambasciatori Terzo Paradiso e con tutti i partner del progetto.