Bracha Ettinger

Artista visiva, filosofa e psicanalista, i cui scritti hanno influenzato molte delle attuali teorie sull’arte contemporanea, Bracha L. Ettinger si dedica alla pittura ad olio elaborando poche opere, ciascuna della quali condensa anni di meticoloso e preciso lavoro. Le dimensioni intenzionalmente contenute dei suoi quadri racchiudono una vertiginosa riflessione che dall’arte include la rielaborazione di tragici eventi che hanno violentemente segnato il novecento.

 

La serie Eurydice, alla quale appartengono due delle opere in mostra, si sviluppa a partire da fotografie scattate nel 1942 a Mizocz, in Ucraina (al tempo Polonia), che documentano donne e bambini ebrei poco prima di essere uccisi dalla polizia tedesca. Ettinger ha usato una fotocopiatrice per addentrarsi in queste devastanti immagini, fino a esporne la struttura che le compone. Attraverso passaggi ulteriori, le tracce delle fotografie iniziali sono diventate la matrice dalla quale l’artista ha elaborato le sue pitture. Ogni tela viene dipinta più volte da Ettinger, secondo un procedimento che attinge alle originali proprietà della pittura a olio e si basa sulla sovrapposizione di molteplici strati nei quali il colore è dato dalla compresenza di luce e oscurità. “Come la psicanalisi – dice Ettinger – la pittura è una forma di cura… essa crea situazioni di co-emersione: ‘Io sento in te’, ‘tu pensi in me’… le sue immagini appaiono quando sia la luce sia la tenebra sono in luce”.

 

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Opere