Gilbert & George

Dal loro incontro alla Saint Martin School of Art a Londra nel 1967, i due artisti vivono e lavorano insieme, considerandosi un solo artista diviso in due persone. Dai primi anni Settanta, Gilbert & George hanno dato vita a forme d’arte che tendevano a identificare lavoro artistico e vita quotidiana impiegando quale materiale artistico anche i loro corpi. Le loro prime opere consistono in libri fotografici, in incisioni o in cartoncini inviati ad amici e conoscenti recanti scritte e tracce della loro esistenza, oppure performance denominate “Living Sculptures (Sculture viventi) o Singing Sculptures (Sculture cantanti)”, dove i due artisti, il viso e le mani coperti di polvere di bronzo o d’oro, stando in piedi su un tavolo, cantano vecchie canzoni inglesi con movimenti da robot. Chiamano sculture anche i grandi disegni a carboncino che li ritraggono in momenti diversi del loro quotidiano, in particolare mentre passeggiano in parchi pubblici o si rilassano in un pub. Al centro del loro interesse si avverte il desiderio di vivere e di prefigurare, vivendo, non solo un nuovo ruolo dell’artista ma un nuovo concetto di individualità e per conseguenza di socialità.
Doubles (Doppi), 1989, appartiene al ciclo denominato The Cosmological Pictures (Immagini cosmologiche). Mentre tutta l’opera di Gilbert & George si può definire «cosmologica» per i temi cui allude, in questo ciclo di venticinque opere i due artisti sembrano accentuare l’uso pittorico della fotografia che è loro caratteristico a partire dagli anni Ottanta. Il colore sostituisce il bianco e nero e l’immagine viene costruita per accostamenti, combinazioni e sovrapposizioni. In Doubles il ritratto a figura intera dei due artisti viene sdoppiato due volte, e in due sensi; dietro all’immagine di uno sta l’immagine raddoppiata dell’altro, in un rapporto simmetrico che molto spesso governa le composizioni di Gilbert & George. I «doppi» che il titolo, stampato ai piedi dell’immagine, attesta, si identificano in pieno con l’immagine che vediamo. Essa diffonde tutta l’allarmante inquietudine a cui nella nostra cultura viene associata l’idea del doppio, dell’altro identico al sé: lo dimostra la letteratura e lo insegna la psicologia del profondo. Gilbert & George, ciascuno spalleggiato dal doppio dell’altro, lo esprimono con i loro visi urlanti, con i colori accesi e stranianti dei loro visi e dei loro abiti, mentre lo sfondo giallo su cui si staglia un ramo d’albero fiorito attenua questa sensazione recando l’idea della rigenerazione e della riappacificazione.

[G.V.]

 

Giorgio Verzotti

Opere